Perché l’abbazia di San Galgano, la famosa chiesa toscana, non ha nessuna copertura? Un viaggio a ritroso nella storia per scoprire le origini di questo mistico edificio a Chiusdino, in territorio senese

1 / 4 – Perché l’abbazia di San Galgano non ha il tetto?

  • La bella e triste storia di San Galgano
  • Il grande patrimonio fondiario e le generosi concessioni
  • L’abbazia viene completata: gli stretti rapporti con Siena
  • Carestie, peste e saccheggi, e poi l’abate commendatario
  • La sciagurata rimozione della copertura
  • Dal Settecento fino a princìpi di John Ruskin

Dell’abbazia di San Galgano e del vicino Eremo di Montesiepi abbiamo già scritto varie volte. E abbiamo glorificato, nel vero senso della parola, questa sua potente vocazione mistica nell’unire terra e cielo, proprio a causa della mancanza del tetto, delle finestre, del pavimento, di qualsiasi arredo.

Meravigliose arcate e colonne spoglie, come gotici monoliti di pietra esposti agli elementi, alle intemperie, eppure per questo ancora più affascinanti e sublimi nella loro diretta semplicità. Ma perché l’abbazia di San Galgano non ha il tetto? È intuitivo che un tempo doveva essercene uno, insieme a un pavimento, a delle finestre, a degli arredi. Com’è accaduto che questa stupenda abbazia toscana con tutti i crismi si sia trasformata in un involontario inno alla vera spiritualità?

È la domanda a cui vogliamo rispondere nel presente articolo: perché l’abbazia di San Galgano è così com’è? Si tratta solo di incuria, o sono accadute vicende particolari che ne hanno segnato il declino fino a farne quella specie di tempio pagano davanti a cui tutti rimangono a bocca aperta?

Il cielo sopra l'Abbazia di San Galgano, chiesa senza tetto in Toscana

La bella e triste storia dell’abbazia di San Galgano

Per volontà del vescovo di Volterra, Ugo Saladini, nel luogo della morte di San Galgano venne edificata una cappella terminata intorno al 1185. Il vescovo che gli successe, Ildebrando Pannocchieschi, promosse invece la costruzione di un vero e proprio monastero. Dal momento che negli ultimi anni della sua vita Galgano era entrato in contatto coi Cistercensi, per la fondazione della prima comunità di monaci furono proprio loro a essere designati, tanto che l’abbazia risulta già attiva nel 1201. Mentre a quel tempo la chiesa di Montesiepi era documentata come una filiazione dell’abbazia di Casamari.

Al gruppo monastico si erano uniti molti nobili senesi e altri monaci provenienti direttamente dall’abbazia di Clairvaux, e fu per loro impulso che nel 1218 s’iniziarono i lavori di costruzione dell’abbazia nella sottostante piana della Merse. Il progettista sembra fosse Donnus Johannes che l’anno precedente aveva portato a termine i lavori nell’abbazia di Casamari.

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Poeta & Ambassador of Tuscany
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