Perché visitare Pistoia? Perché è una delle città più belle della Toscana. Fondata nel II secolo a.C. dagli Antichi Romani con il nome di Pistorium e divenuta importante nodo commerciale nelle epoche storiche successive, Pistoia è senza dubbio una delle tappe da visitare nel nord della Toscana. Seguici alla scoperta della città al sapore di pane.

Perché visitare Pistoia? Semplice, perché è una delle città più belle della Toscana

C’è chi dice che seguendo le briciole di pane, come Pollicino, si arrivi a Pistoia. Lo stesso Plauto, in una delle sue commedie più famose, definisce gli abitanti “pistores”, ovvero “impastatori di pane”.

Pistoia, Capitale della Cultura Italiana 2017, è una delle più città d'arte in Toscana

La tradizione, infatti, vuole che il nome della città derivi proprio dai moltissimi forni (“pistoria”) che all’epoca vi si trovavano e che servivano alle milizie romane per approvvigionarsi. Ancora oggi ai panettieri di Pistoia piace raccontare questa storia ai turisti.

Pistoia dove si trova

Pistoia si sviluppa nel nord della Toscana, a metà strada tra Firenze e Lucca (da cui dista circa 40 km), nella piana di Firenze-Prato-Pistoia. La sua è una provincia piuttosto estesa che comprende sia zone pianeggianti che collinari e montuose: la Piana dell’Ombrone, la Valdinievole e la Montagna Pistoiese.

Pistoia è una delle più belle città toscane

Le origini di Pistoia e perché visitare Pistoia

Pistoia fu fondata nel II secolo a.C. sotto il nome di Pistorium e, come accennato sopra, doveva funzionare da appoggio per le truppe romane che in quel periodo erano in lotta contro i liguri.
Dato, tuttavia, che le vie del centro storico non presentano la classica struttura romana, con le tipiche vie parallele al cardo e al decumano, si deduce che in un primo momento venisse distrutta dagli Ostrogoti, più o meno nel 406 d.C., e successivamente fosse ricostruita dai Bizantini che ne presero il controllo. Nell’VIII secolo la città passò poi in mano ai Longobardi, ed è in questo periodo che vennero realizzate molte opere, tra cui edifici, strade e piazze: una di queste, la pittoresca Piazza della Sala, si trasformò nel nuovo centro cittadino.

Nel 1105 Pistoia divenne un libero comune, mentre nel 1165  ricevette il diploma di “Imperio fidelissima” che l’imperatore Federico Barbarossa rilasciava alle città per lui esempio di fedeltà. Gli anni di protezione da parte dell’imperatore furono caratterizzati da una crescita rilevante che culminò nel 1150 con la vittoria su Firenze e la conseguente presa della rocca-castello di Carmignano.

Palazzo del Podestà di Pistoia

Una città ghibellina 

Il continuo mutare delle alleanze tra Firenze, Lucca e Pistoia, il fatto di essere ghibellina contro la guelfa, e più potente, Firenze, non rese la vita facile alla città durante tutto il corso del Medioevo: nel 1306, dopo un lungo assedio, Pistoia fu sconfitta e privata di ogni tipo di difesa.

L’intero XV secolo è caratterizzato dai continui scontri tra la famiglia dei Panciatichi e quella dei Cancellieri, oltre che internamente alla famiglia dei Cancellieri stessa (tra Guelfi bianchi e neri), e questo fu la causa principale della decadenza della città che passò sotto il dominio di Firenze. Nel XVI secolo, poi, Pistoia entrò a far parte del ducato mediceo. Successivamente fu il Granduca Cosimo de’ Medici a richiedere la realizzazione della terza cinta muraria, tuttora esistente.
Nel 1737 la città passò poi, con tutta la Toscana, sotto il dominio degli Asburgo Lorena per unirsi, nell’aprile del 1859, al neonato Regno d’Italia.

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Palazzo del Comune di Pistoia

La particolare toponomastica pistoiese

Se questa, in pillole, è la storia ufficiale, alcune vie del centro ne raccontano invece un’altra legata ai fatti sociali. C’è ad esempio la via Abbi Pazienza, nome che deriva dall’assassinio, per errore, di un uomo da parte della famiglia avversaria, che pare si scusasse con un semplice: “abbi pazienza”. C’è il vicolo dei Fuggiti, dietro il tribunale, che deve l’appellativo a chi riusciva a sfuggire alla giustizia. C’è via delle Pappe, dove si gettavano gli avanzi del cibo dell’Ospedale del Ceppo. Tutte storie di piccola gente che ancora colorano la città col loro folklore.

Cosa vedere a Pistoia

Alcuni sostengono che Pistoia somigli a Firenze (ma non ditelo a un pistoiese): la grande cupola che supera i tetti, la Cattedrale con la bicromia bianca e verde del romanico fiorentino, il Battistero ottagonale, le grandi piazze, i vicoli stretti. In realtà è molto più piccola. La si può visitare in un weekend, a piedi, visitando chiese, musei, antiche vestigia, i sotterranei.

Un tempo era circondata da tre cinte murarie. Via via che veniva conquistata si erigevano nuove mura più ampie, più alte, più resistenti. Ne restano ancora testimonianze nei sotterranei della città, visibili visitando il Museo archeologico all’interno del Palazzo dei Vescovi in Piazza del Duomo o i tunnel sotterranei sotto l’ospedale.

La cupola di Pistoia ricorda la cupola del Duomo di Firenze

Piazza Duomo

La piazza principale è quella del Duomo, intorno a cui s’affacciano gli edifici più importanti: il Palazzo Comunale, la Cattedrale di San Zeno, il Palazzo dei Vescovi, il Battistero e la torre campanaria. Salendo i 200 gradini del campanile si può ammirare la città dall’alto, le montagne intorno fino alla cima dell’Abetone – dove d’inverno si scia – e, nelle giornate limpide, addirittura la Cupola del Brunelleschi a Firenze.

La Cattedrale, che risale a prima del Mille, è un affascinante mix architettonico: comprende antiche strutture romaniche, interventi rinascimentali, barocchi, e ottocenteschi. Il pezzo più pregiato all’interno è un altare d’argento dell’antica cappella dedicata a San Jacopo, patrono di Pistoia. Il Palazzo degli Anziani è la sede del Municipio, ma ospita anche il Museo Civico, il primo museo in città. 

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Il Battistero di Pistoia è uno dei 6 battisteri della Toscana

Mentre il Battistero di San Giovanni in Corte, tra i più belli al mondo – costruito fra il 1301 e il 1366 – è una raffinatissima espressione del cosiddetto “gotico italiano”, ossia di quella scia del gotico francese che in Italia assunse caratteri peculiari integrandosi con il preesistente romanico. C’è chi, al contrario, lo identifica tra le massime espressioni del gotico toscano, in quanto riunisce in sé elementi fiorentini, pisani e senesi.

Piazza della Sala

Sempre nel nucleo più antico si apre anche la suggestiva Piazza della Sala, al cui centro spicca il Pozzo del Leoncino che oggi ospita un mercato settimanale. Caratterizzata da piccole botteghe, bancali in pietra e tettoie, un tempo qui vi si svolgeva il mercato giornaliero degli alimenti. Il leoncino, collocato nel 1529 sopra l’architrave del pozzo, simboleggia il definitivo dominio di Firenze su Pistoia.

Piazza della Sala è una delle principali piazze di Pistoia

L’Ospedale del Ceppo

Nella lista dei perché visitare Pistoia, sicuramente troviamo le ceramiche dell’Ospedale del Ceppo, leggermente più decentrato, ma sempre molto vicino al nucleo storico. Fondato nel XIII secolo deriva il nome da un ceppo miracolosamente fiorito durante l’inverno che, secondo le indicazioni fornite da un’apparizione della Madonna, avrebbe mostrato il luogo dove avrebbe dovuto essere eretto. La loggia è ornata da un lungo fregio di terracotta dipinta e invetriata a opera dalla famiglia Della Robbia agli inizi del XVI secolo.

Chiese pistoiesi da non perdere

Assolutamente da visitare la Pieve di Sant’Andrea, contenente lo splendido pulpito di Giovanni Pisano e la Chiesa del Tau, completamente decorata di bellissimi affreschi medievali.
Molto attraenti anche i marmi bianchi e neri che adornano l’esterno della Chiesa di San Giovanni Fuorcivitas, oltre cui si allunga il complesso della Chiesa di San Filippo Neri e della Biblioteca Fabroniana.

Pieve di Sant'Andrea a Pistoia

Pistoia, nel 2017, è stata Capitale italiana della cultura. Svariati sono i musei della Fondazione Pistoia Musei che offrono un ricco programma di iniziative tra mostre, conferenze, attività didattiche, laboratori per adulti ed eventi, come gli “Art happy hour”. Tra questi, Palazzo Buontalenti, Palazzo de’ Rossi e Palazzo dei Vescovi.

Deposito Rotabili Storici e Porrettana Express

Una curiosità: per gli appassionati di treni storici, interessante è il Deposito Rotabili Storici, un museo a cielo aperto di macchine a vapore e treni storici che vengono trasferiti qui per la manutenzione. Ed è proprio da qui che parte la Porrettana Express, uno dei treni storici più famosi d’Italia, ferrovia transappenninica che da Pistoia attraversa l’Appennino Tosco Emiliano passando da borghi, montagne, lunghe gallerie e spettacolari ponti.

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Locomotiva nel deposito rotabili storici a Pistoia

Cosa fare e perché visitare Pistoia

Famosissimo è il Pistoia Blues Festival, che ha luogo ogni estate, mega evento musicale che si svolge in Piazza del Duomo e che fin dagli anni ’80 ha visto esibirsi sul palco artisti di fama mondiale: dai Simple Minds ai Deep Purple, da Zucchero a Edoardo Bennato.

Altro evento da non perdere, ogni 25 Luglio – giorno di San Jacopo, patrono di Pistoia – è la Giostra dell’Orso, un’ emozionante sfida a cavallo tra i rioni storici della città che si disputa nella centralissima Piazza del Duomo. Per l’occasione la piazza viene trasformata in una grande pista ovale, circondata da tribune, un po’ come in Piazza del Campo a Siena durante il Palio.

Pistoia, Capitale della Cultura Italiana 2017, è una delle più città d'arte in Toscana

La chocolate valley toscana

Perché visitare Pistoia? Last but not least, ricordiamo gli appassionati di leccornie, che la città si trova dentro la chocolate valley toscana, zona comprendente il territorio tra Pisa, Pistoia e Prato, divenuta famosa per lo sviluppo di numerose industrie cioccolatiere di gran qualità. Una tappa d’obbligo diventa dunque la cioccolateria Corsini – nella centralissima piazza San Francesco – che da quasi un secolo, produce, con gli stessi ingredienti di una volta, i “confetti di Pistoia”.

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Tommaso Baldassini
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