4 / 5 – Il Palazzo delle logge e la colonna infame

Il Palazzo delle Logge

Il Palazzo domina il lato più elevato di piazza Grande, innestando una grandiosa cornice rinascimentale nel cuore della città medioevale. Progettato da Giorgio Vasari nel 1573, l’edificio mutò drasticamente l’assetto urbanistico della piazza, già alterato dalla rovina del palazzo del Comune e del palazzo del Popolo. La sua realizzazione richiese infatti il ridimensionamento dell’antica platea communis e l’occupazione di un intero lato con una cortina ininterrotta. È considerata l’architettura più bella e riuscita dell’artista aretino, anche se lui scomparve solo un anno dopo l’inizio della costruzione, portata poi a termine sotto la direzione di Alfonso Parigi nel 1595.

L’operazione raggiunse comunque un risultato di grande equilibrio, grazie alla semplicità delle linee architettoniche e alla luminosità del lungo porticato sotto il quale si aprono gli ingressi delle antiche botteghe.
Il palazzo, di forma massiccia e sobria, mostra superfici intonacate e luminose in cui risaltano i profili degli elementi architettonici in pietra arenaria locale, dei pilastri, delle cornici marcapiano, degli archi, delle finestre con timpano ad arco ribassato.
Da sotto il portico si può ammirare la successione delle volte a crociera e degli ingressi dei negozi con le tipiche spallette per l’esposizione dei prodotti.
Al centro del loggiato, una breve scalinata pone in comunicazione con la soprastante piazza del Praticino.

Da notare la curiosa lapide (copia dell’ originale) posta su un pilastro nel 1687 in cui si legge il divieto alla plebe di frequentare il porticato.

Per approfondire: Vasari, genio rinascimentale: pittore, architetto e storico dell’arte

Palazzo delle Logge in Piazza Grande ad Arezzo

La Colonna infame o petrone

Sul lato nord della piazza è ben visibile la colonna infame, o petrone. Fra Duecento e Trecento in piazza Grande si amministrava la giustizia. Sull’angolo a nord si trovava infatti il Palazzo del Tribunale, e poco distante era collocata la colonna infame, laddove si affiggevano le citazioni giudiziarie. La colonna, posta emblematicamente nel cuore della città, serviva anche per l’esposizione al pubblico ludibrio dei nomi degli imputati, così da servire da deterrente per altri reati.

Al suo posto nel 1822 fu collocata la statua di Ferdinando III di Lorena, che a sua volta fu sostituita nel 1932 con una riproduzione dell’originaria colonna infame, la stessa visibile oggi.

Ma cos’è la giostra del Saracino? Scoprilo a pagina 5

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