La nostra idea di un tipico pranzo di Natale toscano Dop, e quali sono i migliori vini toscani bio da abbinarvi

Quali vini degustare durante un tipico pranzo di Natale toscano?

Di cosa parliamo in questo articolo natalizio:

  • Crostini neri: l’immancabile antipasto del tipico pranzo di Natale in Toscana
  • Un brodino a rinfrancare
  • Fumante di forno, sua Maestà l’arrosto
  • Finale dolce, anzi dolcissimo, per il nostro pranzo di Natale toscano

Dicembre, il mese che più di ogni altro rappresenta in pieno le nostre tradizioni culinarie, complici le festività e i ricchi e sontuosi pasti ai quali ci concediamo. Dicembre, il mese dello stop a tutte le diete, con in fondo una certa pace dei sensi. Impossibile resistere alle leccornie delle quali abbondano le tavole, soprattutto il giorno clou delle festività, la festa di tutte le feste: il Natale, seguito al pranzo dell’anno, quello dove si sa a che ora si comincia, ma non si sa a che ora si finisce.

Un tipico pranzo di Natale con banchetto imbandito

Crostini neri: l’immancabile antipasto del tipico pranzo di Natale in Toscana

Una cosa è certa: in un tipico pranzo di Natale in stile toscano alcune ricette non possono non essere ricomprese nel menù, così come non possono mancare degli ottimi vini locali a esaltarne ogni nota.

Portata di apertura di quella che sarà una dolce, lenta, maratona enogastronomica non può che essere il classico crostino di fegatelli. Le variazioni della ricetta originale dei crostini neri toscani sono molte. C’è chi aggiunge milza e cuori, chi li frulla e chi li batte al coltello, chi bagna il pane nel brodo, chi nel Vinsanto. Comunque li si prepari, rimane il fatto che questi crostini sono un vero e proprio evergreen della tradizione natalizia toscana più pura.

In abbinamento ai deliziosi crostini neri, suggeriamo come primo vino del pasto una bollicina. È importante scegliere una bottiglia morbida a contrastare l’amarognolo del fegato, fresca a bilanciarne la ricca pastosità, e con una buona persistenza. Abbiamo pensato a Cielo, Chardonnay in purezza elegantemente spumantizzato da Montemaggio, cantina biologica del Chianti Classico. Al naso, note floreali e fruttate con un tocco minerale, in bocca un perlage delicato e persistente. Con una piacevole freschezza e persistenza: brut da servire a 6-7 °C.

Crostini di fegatini di pollo, tipica ricetta toscana a base di frattaglie

Un brodino a rinfrancare

Non c’è pranzo di Natale in Toscana senza una calda scodella di brodo, che in antichità serviva a preparare lo stomaco al vero e proprio pasto. Oggi il tradizionale brodo di cappone è servito a piacere o con dei tortellini – la regola vorrebbe fossero fatti a mano la mattina stessa – oppure con dei più consueti taglioni. E se l’aggiunta di parmigiano è a discrezione personale, è invece d’obbligo accompagnare la minestra con un buon bicchiere di vino. Dopo le bollicine, e prima di culminare con i piatti principali, un Rosso di Montalcino potrebbe essere l’ideale. Quello bio dell’azienda San Polo Allegrini ha le classiche note di piccoli frutti freschi, seguite da un accenno di vaniglia. Caldo, morbido, di media struttura, è fresco ed equilibrato al palato.

Questo vino biologico toscano andrebbe benissimo anche nel caso vogliate veramente esagerare servendo un doppio primo, quali cannelloni al ragù o crespelle alla fiorentina al pomodoro, entrambe un tipo di pasta ripiena di ricotta e spinaci e tanta, tanta besciamella. Acquolina in bocca? E siamo solo a metà!

Piatto di tortellini in brodo durante il pranzo di Natale

Fumante di forno, sua maestà l’arrosto

Piatto principale indiscusso del tipico pranzo di Natale in Toscana è l’arrosto di carne. Una volta, prima della scomparsa della società contadina, il pollo ruspante era ritenuto il vero boccon del Re. In una sua variante meno carnosa, c’era la faraona. Le tavole natalizie oggi si sono fatte sempre più gourmet e pertanto risulta più spesso un arrosto di maiale, di solito un bel pezzo di arista nel filetto a essere servito con un letto di patate. Nelle campagne si trovano ancora famiglie che aggiungono altro all’arrosto, come piccioni e fegatelli di maiale.

Il vino toscano che abbiamo scelto per l’abbinamento con l’arrosto di carne è il Chianti Rufina biologico Poggio Gualtieri della Tenuta Grignano. Le piene note di lampone, ribes rosso e ciliegia si intrecciano con equilibrio a quelle speziate derivate dall’invecchiamento in legno. Sangiovese 90% e merlot 10%, è un vino di grande struttura ed eleganza. I tannini sono morbidi, il finale è lungo.

Ci permettiamo di indugiare ancora un attimo sul secondo. È doveroso sottolineare che esiste una variante altrettanto tipica e gustosa. Potreste infatti scegliere come piatto principale uno stufato, di cinghiale piuttosto che di cappone, servito coi gobbi rifatti (i cardi, in Toscana) oppure un cremoso sformato di spinaci. Indecisi, nevvero?

In questa seconda eventualità la scelta del vino ci porta sulla costa. Abbiamo infatti pensato a un Bolgheri, il biologico Volpolo del Podere Sapaio, luogo sperimentale e innovativo. Blend di un 70% cabernet sauvignon, 15% merlot, 15% petit verdot, è profumato di frutti selvatici, di cerfoglio e terriccio con accenni floreali a ricordare i boccioli di amarene; è rotondo, elegante nel tannino e di buona persistenza.

Pollo arrosto durante il tipico pranzo di Natale in Toscana

Finale dolce, anzi dolcissimo per il nostro pranzo di Natale toscano

Non è necessariamente cosa semplice arrivare a questo punto del luculliano pranzo di Natale e avere ancora un po’ di spazio per l’ultima definitiva portata: il dessert. In Toscana la tradizione vuole che il pasto natalizio si chiuda con dolci pressoché tutti a base di mandorle o comunque frutta secca, gli stessi che per secoli sono stati i peccati di gola di re e principi. Apprezzatissimi in ogni angolo della regione, normalmente si imbandisce la tavola con ogni sorta di pasticcino natalizio.

Il panforte è uno dei più ricchi: frutta secca, miele, scorza di arancia e di cedro canditi, pepe, noce moscata, chiodi di garofano e cannella. Un tripudio di sapori antichi vi farà tornare bambini per un attimo.

Il panpepato è la versione ancora più golosa del panforte. In epoca rinascimentale era considerata una prelibatezza: oltre a uvetta, miele e tante spezie si usano anche cioccolato, nocciole, noci e mandorle. La leggenda narra che entrambe le varianti siano state ideate dal titolare del negozio senese Panforti Parenti in onore della visita della Regina Margherita.

I ricciarelli sono un altro dolce natalizio tipico toscano che non può mancare a corollario di un tipico pranzo di Natale. Golosi e fragranti, sono quasi interamente fatti di pasta di mandorle. Deliziosi anche nella versione al cioccolato, vanno serviti sempre cosparsi di zucchero a velo.

I cavallucci sono forse un pò démodé ma continuano a fare il loro timido ingresso tra un ultimo sorso di vino e la prima partita a carte a digerire il pranzo. Miele, noci, arancia candita (tanta), questi dolcetti rotondi un po’ schiacciati sono contraddistinti da un intenso profumo di anice.

Meno famose ma una volta più tipiche di quanto non si pensi, le coppate senesi, sono croccanti a base di mandorle e miele racchiusi tra veli di ostie, una vera delizia.

Siamo alla scelta dell’ultimo vino del pranzo di Natale. Indiscusso simbolo di ospitalità, in Toscana il nettare degli dei col quale accompagniamo i nostri dolci è ambrato, fruttato con sentore di miele e spezie, intenso, a volte secco e altre volte amabile o abboccato. Il Vin Santo si abbina ai dolci della tradizione natalizia toscana proprio per queste sue caratteristiche che gli permettono di esaltare senza sovrastare.

Vi suggeriamo tra i tanti il Vin Santo della Tenuta biologica Paterna, nell’aretino. Ottenuto da malvasia e trebbiano toscano, invecchia 4 anni in piccoli caratelli. Profumatissimo, ricorda le spezie e la frutta secca dei dolci, è pastoso, dal finale amaricante. Da bere fresco!

Vin Santo e cantucci, un dessert fiorentino che si può gustare in una delle tante trattorie tipiche di Firenze

Care lettrici, cari lettori non ci rimane che augurarvi un pranzo di Natale all’insegna di golosità 100% toscane. Fateci sapere quale la vostra preferita e con che vino l’avete abbinata. Auguri e salute!

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