L’evoluzione del simbolo della psicologiaΨ (psi), tra storia, mito e rinnovamento dello spirito umano nel tempo: un affascinante viaggio su ali di farfalla.

ψ: il simbolo della psicologia

Di cosa parleremo in questo articolo:

  • Una leggenda metropolitana da sfatare subito
  • L’immortale anima platonica
  • L’anima è leggera come una farfalla
  • Dalla storia al mito: il vero significato del simbolo della psicologia
  • La metafora dietro il mito di Amore e Psiche

Il termine “psicologia” è ormai da oltre un secolo largamente usato da tutti per significare la scienza che studia la mente umana, così come l’insieme delle disposizioni psichiche dell’individuo o, per estensione, la capacità, l’attitudine di una persona a comprendere gli altri o situazioni complesse.

Eppure, nonostante la parola sia “in voga” da un tempo relativamente recente, ha ascendenze assai più antiche, ed è da esse che deriva il suo simbolo, quella ψ “psi” che tutti noi conosciamo molto bene.

Il simbolo della psicologia rappresentato dalla lettera gresca psi

Una leggenda metropolitana da sfatare subito

Il simbolo della psicologia Ψ (psi) non è il tridente del diavolo ma…

Non è inconsueto sentire ancora dire che il simbolo della psicologia, Ψ, non è altro che un tridente, il tridente del diavolo. Oggigiorno viene da ridere, ma questa falsa teoria nacque in un’epoca in cui le malattie mentali erano considerate mali oscuri, inquietanti, derivati dal Maligno. Problemi che, secondo la mentalità dell’epoca, insorgevano quindi per opera di influenze soprannaturali, incantesimi, fatture, stregonerie, malefici, e chi più ne ha più ne metta. Oggigiorno non c’è certo bisogno di spiegare quanta superstizione e quanta religiosità malata abbia alimentato questa assurda diceria su cui non vale la pena soffermarsi oltre.

…l’iniziale della parola greca ψυχή (psyché)

La verità è che il termine psicologia deriva dal greco psyché (ψυχή) spirito, anima (ma anche farfalla) e da logos (λόγος), ossia discorso, studio. Letteralmente indica lo studio dello spirito o dell’anima. È pertanto facilmente intuibile come il simbolo della psicologia ψ, non sia altro che l’iniziale della parola greca “ψυχή”, psyché, quella che noi chiamiamo volgarmente psiche.

Il simbolo della psicologia rappresentato dalla lettera gresca psi

L’immortale anima platonica

Sfatato il mito inconsistente del tridente del diavolo, dobbiamo sapere che nella cultura greca più antica, l’anima veniva considerata non tanto come principio di consapevolezza, quanto come generale principio di vita, ed era identificata col soffio vivificante del respiro.

La concezione dell’anima come sede della coscienza, e quindi come principio di responsabilità e di valore morale, si affermò a partire dal V sec. a.C.. Da un lato essa è implicita nell’insegnamento morale di Socrate, dall’altro risulta dal consolidamento etico-metafisico, operato da Platone, della tradizione orfico-pitagorica. Approfondendo le concezioni pitagoriche, Platone sostiene infatti, con diverse dimostrazioni, l’immortalità dell’anima.

Rappresentazione del concetto di immortaltà dell'anima, uomo che cammina nell'universo

L’anima è leggera come… una farfalla

In greco antico la parola psyché (ψυχή), come abbiamo visto, significava anche farfalla. Questo insetto simboleggiava inoltre il respiro vitale, una ventata d’aria, una brezza di vita. A poco a poco, e anche per influenza dell’Impero Romano, questa parola finì per simboleggiare l’anima umana, il ka della cultura egizia.

I greci e i romani avevano infatti una precisa visione dell’animo umano. Quando qualcuno falliva, questo respiro, questo “ka”, del quale parlavano anche gli egizi, emergeva come in una ventata d’aria, e lo faceva sotto forma di farfalla. In questa immagine non vi era nulla di terrificante, nulla di cui dispiacersi o da temere, dato che la farfalla era un essere che rappresentava la luce, il cambiamento, la speranza.

Questa è la storia più antica della psicologia che col tempo, poi, etimologicamente passò da “scienza dell’anima” a “scienza della mente”, e il simbolo psi ne divenne la sua massima rappresentazione.

Farfalla posata sulla spalla di una ragazza

Dalla storia al mito: il vero significato del simbolo della psicologia

Molti avranno avuto modo di apprezzare, direttamente al Museo del Louvre, o tramite immagini, la bellissima scultura neoclassica del Canova, Amore e Psiche. Be’, quella è una magistrale rappresentazione di un mito greco che Apuleio sviluppò nella sua opera immortale Le Metamorfosi (o l’Asino d’oro), da una tradizione orale a lui antecedente.

L’appassionante vicenda di Amore e Psiche

Ne Le Metamorfosi Psiche è una bellissima fanciulla che non riesce a trovare marito. Rappresenta l’attrazione di tutti i popoli vicini che le offrono sacrifici e la chiamano Venere. Così la vera Venere, la divinità, saputa dell’esistenza di Psiche, piena di gelosia e rancore, invia suo figlio Cupido perché la faccia innamorare dell’uomo più brutto e avaro della Terra e sia così coperta di vergogna. Ma il dio sbaglia mira e con la freccia d’amore si colpisce un piede innamorandosi perdutamente della fanciulla. Intanto, i genitori di Psiche consultano un oracolo che li mette in guardia su una forza malvagia che avrebbe loro carpito la figlia.

Esplode la passione tra Eros e Psiche

Psiche viene così lasciata sola, a malincuore, sulla cima di una rupe per preservarla da forze malvagie, ma non è facile fermare Cupido/Eros, che con l’aiuto di Zefiro la trasporta al suo palazzo dove, imponendo che gli incontri avvengano al buio per non incorrere nelle ire della madre Venere, la fa sua. Così per molte notti Eros e Psiche bruciano la loro passione in un amore che mai nessun mortale aveva conosciuto prima.

Il volto di Eros svelato

Tuttavia, quando Psiche parla con le sue sorelle della sua strana relazione, queste la consigliano di porvi fine perché forse l’amante non si mostra per via della sua natura malvagia. La giovane dà loro ascolto e, approfittando del fatto che Eros dorme riverso sul suo letto, avvicina una lampada a olio per illuminarlo in volto, quand’ecco che una goccia d’olio cade sul suo viso, ustionandolo, e lui se ne va silenziosamente adirato.

Le prove di Psiche

Sconsolata e pentita, la figlia del re d’Anatolia tenta addirittura il suicidio che viene scongiurato da altri dei. Quindi si reca da Venere per chiederle aiuto. La dea, intravista una concreta opportunità di vendetta, le propone quattro dure prove da superare per ottenere il perdono di Eros: tra queste la più difficile è discendere negli Inferi e chiedere a Proserpina un po’ della sua bellezza, quella che conserva in un’ampolla.

Psiche affronta con coraggio ogni difficoltà, tuttavia, dopo essere riuscita a prendere l’ampolla di Proserpina, pecca di curiosità e vanità, la apre per vederne il contenuto, e cade subito vittima di un sonno profondo. Questa volta però viene in suo aiuto Eros stesso, che la risveglia dopo aver rimesso a posto la nuvola soporifera uscita dall’ampolla, e va a domandare aiuto a suo padre Giove, il quale, alla fine, fa in modo che gli amanti si riuniscano.

Psiche e Eros oggi sposi

Giove allora decide di rendere immortale Psiche, donna bellissima e coraggiosa, che sposa Eros divenendo la dea protettrice delle fanciulle e dell’anima. Il racconto termina con un grande banchetto al quale partecipano tutti gli dei, anche Venere che, finalmente libera dall’invidia, danza gioiosa al matrimonio del figlio e della fanciulla deificata.

Amore e Psiche di Canova, il bacio di Cupido, al Museo Louvre di Parigi

La metafora dietro il mito di Amore e Psiche

Da tutto ciò non è impossibile intravedere la metafora che risiede dietro a ogni mito. La psicologia nasce dall’amore per la conoscenza dell’animo umano, e dal desiderio di lenirne il dolore. Ma non solo, perché anima, mente e amore, in una necessaria visione olistica, devono essere considerati come un tutt’uno inscindibile e armonico, sposati, appunto, l’uno con l’altro, per raggiungere la pienezza dell’essere.

Bene, caro amico TuscanyPeople-iano, cara amica TuscanyPeople-iana, visto quanta Storia, e quante storie, si nascondono dietro il semplice simbolo della psicologia? Perché non dobbiamo mai dimenticare che l’umanità ha un passato, e che tutti noi, volenti o nolenti, ne discendiamo. Scrivi qui sotto, su Facebook, su Instagram: continuiamo felici la nostra storia.

 

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