Non c’è una data vera e propria relativa a quando Firenze diventa Signoria de iure, perché a lungo rimane formalmente una Repubblica anche dopo che i Medici, de facto, prendono il potere. Tuttavia, per comprendere la ragione per cui accade questo, quando ormai in altre parti d’Italia le signorie sono ormai la regola, è necessario fare qualche passo indietro, inquadrare il periodo e chiarire il concetto stesso di Signoria.

Quando Firenze diventa Signoria

Quando Firenze diventa signoria, Palazzo Vecchio venne chiamato Palazzo della Signoria.

Dopo la morte di Federico II (13 dicembre 1250) e la crisi del potere imperiale, tramonta in Italia la possibilità di creare uno stato unitario. Le principali forze che ostacolano questo progetto sono il papato e i comuni. Questi ultimi, in particolare, vivono una situazione di crisi politica non riuscendo ad allargare la partecipazione del popolo.

La popolazione del contado, considerata inferiore, è esclusa dai diritti politici. Le famiglie influenti, le relazioni di parentela, le corporazioni, le confraternite, i clientelismi interni a una contrada o a una determinata arte, impediscono il passaggio a forme di governo più evolute e organizzate portando a situazioni gravemente conflittuali, e in molti casi di vera e propria ingovernabilità.

 

Chi era il podestà nel Trecento

Quando Firenze diventa signoria: Cosimo il Vecchio, il primo signore de facto.

Da questa situazione patologica nasce la figura del podestà che però è limitata nel tempo e sottoposta a diversi vincoli. Il podestà è in grado si assicurare una maggiore governabilità, ma non può sanare la conflittualità permanente che divide le famiglie magnatizie tra di loro. Si va quindi verso un’evoluzione ancora più radicale della figura del podestà che lascia il posto a quella del “signore” a cui viene affidato un potere assoluto sul territorio di sua competenza.

Chi era il “signore” nel Medioevo 

Quando Firenze diventa signoria, Palazzo Vecchio venne chiamato Palazzo della Signoria.

Il signore appartiene in genere a una ricca famiglia nobile ed è percepito da tutti come persona colta, ragguardevole, autorevole. Talvolta è nominato dallo stesso popolo, talvolta dall’imperatore o dal pontefice. Talvolta è un podestà che si è guadagnato il consenso dei cittadini, o qualcuno che si è impadronito del potere con un colpo di mano.

Il signore deve comunque ottenere una formale delega dagli organismi del comune. A questa delega “dal basso” si aggiunge solitamente un riconoscimento dall’alto, da parte dell’imperatore (nelle terre sottoposte all’imperatore) o del papa (in quelle a lui sottoposte), nonostante i signori non debbano rispondere del loro operato all’imperatore o al papa, e il loro sia un potere quasi assoluto.

Il signore viene considerato al di sopra della legge poiché lui stesso incarna la legge che emana. Il suo ruolo fondamentale è quello di mediare tra interessi contrapposti oltre che garantire pace e giustizia.

 

La nascita delle signorie in Italia

Quando Firenze diventa signoria, Palazzo Vecchio venne chiamato Palazzo della Signoria.

Il fenomeno della nascita delle signorie è talmente vasto da coinvolgere tutta l’Italia Centro-Settentrionale, mentre a Firenze le istituzioni repubblicane resistono a lungo. Dalla seconda metà del Trecento la città concretizza la sua supremazia territoriale con una serie di importanti annessioni: Pisa, Livorno e Cortona. Il dominio fiorentino non si tramuta però in un’organica struttura statuale perché in realtà è una giustapposizione di territori dipendenti a vario titolo dalla città-guida. Ma quando Firenze diventa signoria?

Quando Firenze diventa signoria de facto

Quando Firenze diventa signoria, Palazzo Vecchio venne chiamato Palazzo della Signoria.

A Firenze, dopo la rivolta dei Ciompi, il potere è saldamente nelle mani di alcune famiglie molto ricche. La città è formalmente una repubblica, mentre di fatto è un’oligarchia. Su tutte le altre famiglie prevalgono gli Albizzi. Firenze è una repubblica alquanto gelosa delle proprie istituzioni repubblicane, truccare l’assegnazione delle cariche pubbliche è illegale, ma in verità è pratica comune, e gli Albizzi, già prima dei Medici, la pongono in atto senza scrupoli. La libertà della Repubblica di Firenze è in sostanza un’illusione.

I più fieri oppositori degli Albizzi sono i Medici alla cui testa c’è Cosimo che in seguito sarà definito “il vecchio”. La sua banca è già la più importante d’Europa. La sua immensa ricchezza, unita all’appoggio del popolo – che sapientemente riesce a portare dalla sua parte – e di alcune famiglie potenti, risulta la sua carta vincente: nel 1434, dopo varie vicissitudini, tra cui un breve esilio, sconfigge i suoi nemici e si impadronisce del potere.

👉 Leggi anche: Storia di Cosimo il Vecchio, pater patriae di Firenze

La signoria mascherata di Cosimo il Vecchio

Ritratto di Cosimo il Vecchio, il primo signore de facto della signoria di Firenze.

La caratteristica della politica di Cosimo il Vecchio è però una guida sapiente, prudente, diplomatica. Non assume cariche eccezionali e non introduce modifiche istituzionali, ma si limita a esercitare un ferreo controllo sulla vita politica cittadina, collocando uomini di fiducia nei posti chiave. Sebbene durante il trentennale potere di Cosimo (1434-1464) cambiano gli uomini, Firenze resta dominata da una ristretta oligarchia.

In altre parole, Firenze diventa una signoria” de facto: il governo di Cosimo viene infatti chiamato “signoria mascherata”, nonostante Cosimo si guardi bene dal farsi chiamare signore visto il forte legame del popolo col precedente periodo repubblicano. L’autorità di Cosimo non verrà mai riconosciuta da alcun titolo legale: l’unico riconoscimento simbolico, che ottiene nel 1465, un anno dopo la sua morte, sarà quello di pater patriae, padre della patria.

Anche Lorenzo il Magnifico, nipote di Cosimo, dichiara che seguirà le orme degli antenati nel rispettare il regime repubblicano della città, rimanendo anche lui per tutta la vita un semplice cittadino, ma in realtà non fa altro che limitare ulteriormente il potere delle assemblee popolari.

Quando Firenze diventa signoria de iure

Quando Firenze diventa signoria de iure: il primo duca di Firenze fu Alessandro il Moro.

Nel 1532, quando Firenze diventa signoria ufficialmente, avviene il passaggio da signoria de facto (o mascherata) a signoria vera e propria. Clemente VII – un papa Medici – nipote di Lorenzo il Magnifico, nomina Alessandro de’ Medici (probabilmente un suo figlio illegittimo) duca di Firenze e “gonfaloniere perpetuo” della Repubblica, abolendo la vecchia costituzione della città e garantendo alla famiglia un titolo nobiliare ereditario che conferma il ruolo di signori della città di Firenze. È così che si compie il processo storico che trasforma la Repubblica di Firenze in un ducato, ossia in una signoria.

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