Il borgo toscano di Roccalbegna è un gioiello medievale arroccato sul Monte Labbro, circondato dai suggestivi paesaggi della Bassa Maremma toscana. 

Roccalbegna, il borgo toscano fortificato dal Sasso e dalla Rocca

A 522 metri s.l.m., svettante sulla parte meridionale del Monte Labbro, immerso in un contesto di grande suggestione, sta Roccalbegna, come stanno tutti i borghi medioevali italiani, arroccati sulle loro secolari posizioni, fieri e indomiti, nonostante ne abbiano passate di cotte e di crude.

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“Se il sasso scrocca, addio alla Rocca”

Roccalbegna, in aggiunta, soffre anche di un altro problema: il terreno della zona, notoriamente instabile, provoca frequenti piccole frane e smottamenti. Il monumento più noto del paese, la suggestiva chiesa dei Santi Pietro e Paolo – posta sulla piazza centrale dell’abitato, sulla quale si affacciano anche il Comune e la piccola ma suggestiva Torre Civica, con tanto di orologio -,  ne è la più visibile testimonianza: l’architrave del portale si è talmente inclinato da conferire all’edificio un interessante, molto peculiare, aspetto sbilenco.

Il detto popolare “se il sasso scrocca, addio alla Rocca”, la dice lunga su tutto questo. In alto si trova infatti lo spuntone di roccia, disseminato di massi, tra i quali serpeggia il fiume Albegna. Quindi lo scoglio coi resti delle fortificazioni – detto “sasso” o “pietra” –  posizionato proprio sopra il borgo. Poi le abitazioni, strette tra il sasso e la rocca, altro poggio roccioso dal quale fuoriescono i ruderi delle fortificazioni aldobrandesche e del cassero senese.

Vicolo di Roccalbegna, borgo toscano in Maremma

Storia di Roccalbegna

Il Cassero di Roccalbegna, sovrastante il borgo, era un fortilizio minore usato più che altro come punto di vedetta. Con tutta probabilità venne costruito agli inizi del XIII secolo dai conti Aldobrandeschi. All’inizio del XV secolo, dopo aver perso la sua importanza strategica, il Cassero, di proprietà dello Stato senese, fu lasciato in abbandono.
I castellani Domenico d’Andrea e Gherardo di Mariano nel 1446 si proposero di restaurarlo per scopi puramente abitativi.

Nel 1555, lo Stato senese venne integrato nel Granducato di Toscana, mentre nel 1565, lo stesso Granducato concesse  Roccalbegna agli Sforza di Santa Fiora.
Il paese restò feudo granducale fino al 1751.
Con l’abolizione di tutti i feudi, Roccalbegna tornò a costituire comunità giurisdicente fino al 1838, quando fu affidata al vicario regio di Arcidosso.

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Orologio di Roccalbegna, borgo toscano in Maremma

In corrispondenza dell’attuale giardino del Cassero, formato da un ampio prato e da alberi d’alto fusto, si estendeva un giardino all’italiana dotato di un “piccolo casino“, risalente al XVII secolo. Di questo giardino non sono rimaste tracce, sebbene approfondite ricerche storiche ipotizzino che fosse molto simile al contemporaneo giardino connesso al complesso palatino di Santa Fiora.

La chiesa dei Santi Pietro e Paolo

Sulla piazza centrale, la chiesa dei Santi Pietro e Paolo è un importante esempio di architettura romanico-gotica del territorio amiatino. Edificata tra il 1296 e il 1380, furono apportate trasformazioni alla struttura originaria nel 1765, con l’aggiunta di elementi tardo barocchi.
L’edificio è formato da un’ampia navata coperta da capriate lignee, terminante con abside rettangolare. La facciata, preceduta da una scalinata, è caratterizzata dal grande rosone e da un pregevole portale gotico a profonda strombatura, recante motivi ornamentali tipici della tradizione artistica senese.

Veduta aerea di Roccalbegna, borgo toscano in Maremma

All’interno sono conservate importanti opere pittoriche di scuola senese, tra cui i residui di un monumentale polittico del 1340, considerato tra i capolavori di Ambrogio Lorenzetti. A sinistra c’è il battistero in pietra, a forma di tempietto, decorato con affreschi di scuola senese della fine del Cinquecento. Sulla stessa parete, un Crocifisso ligneo policromo forse risalente al XIV secolo, quindi un monumentale altare in legno, tardo cinquecentesco.

Subito dietro la chiesa c’è l’Oratorio del Crocifisso, adibito a museo. Nella pinacoteca, Francesco Nasini e Sebastiano Folli sono gli autori più rappresentati. Splendida è la croce di Luca di Tommè, realizzata dal maestro senese intorno al 1360. Fuori dalla Porta di Maremma, completa l’insieme dei monumenti del paese la chiesetta della Madonna, con affreschi del Quattrocento.

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La Pietra di  Roccalbegna

Alle spalle della chiesa, merita davvero una visita alla panoramica spianata della Rocca. Ma la mèta da non perdere assolutamente è la Pietra, il torrione che domina l’abitato, raggiungibile per una ripida strada asfaltata, quindi per delle strette gradinate di pietra abbarbicate alla rupe.

Fu ricostruito dai senesi che gli donarono un impianto urbanistico diversissimo da quello dei castelli coevi (1296). Probabilmente in quell’occasione furono anche costruite le fortificazioni con torri quadrate che congiungevano i due rilievi rocciosi dominanti il paese, detti La Pietra, o Sasso, e La Rocca, o Casse. Le fortificazioni furono restaurate a metà del ‘400.

Il Sasso di Roccalbegna, borgo toscano in Maremma

Nel secolo scorso fu poi demolita la Porta di Montagna, o Porta di Sopra, già Porta Altis, per la costruzione della strada granducale. Per la stessa ragione, anche all’interno dell’abitato si abbatterono alcuni edifici per permettere l’ammodernamento del bastione naturale della Pietra con un tracciato più pianeggiante che evitava la discesa e la successiva risalita verso la Porta di Maremma.

Cosa vedere nei dintorni di Roccalbegna

Nei dintorni di Roccalbegna gli amanti della natura possono seguire, verso sud, la strada sterrata che costeggia il fiume. Si affaccia sul fiume anche l’Oasi WWF del Bosco Rocconi, che ospita rari rapaci.

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Panorama sul Monte Labbro in Maremma toscana

Ma soprattutto è da visitare il Castello di Triana. Eretto sicuramente dagli Aldobrandeschi dopo il Mille, ceduto nel 1388 alla Famiglia Piccolomini, in rovina nel 500, fu restaurato quale centro della fattoria Triana. Il castello è formato da due imponenti fabbricati e da un poderoso torrione in buona parte rivestito dall’edera. Interessante il piccolo giardino pensile interno che rievoca il più celebre giardino urbano fatto costruire da Pio II Piccolomini a Pienza.

Un suggerimento spassionato? Non perdetevi la visita al pluripremiato Caseificio Il Fiorino, in Località Paiolaio, uno dei migliori al mondo.

Dove mangiare? “Da noi a Cana”; “La Grotta – Ristorante, trattoria, pizzeria”; “Antica Locanda Ristorante La Pietra”.

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Tommaso Baldassini
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