Tra Valdichiana e Val d’Orcia, in una delle più affascinanti zone della Toscana, si staglia Sarteano, sotto la mole del Castello quattrocentesco, quasi incastonata sullo sfondo del Monte Cetona: questo intreccio inestricabile tra storia e natura è senz’altro il leitmotiv di questo borgo toscano.

 

Sarteano, tra Etruschi e Medioevo, sul verde sfondo del Monte Cetona

Ampi spazi, di largo respiro, scorci suggestivi, emozionanti percorsi su sentieri ben tracciati, Sarteano offre gradevolissime passeggiate anche vicino al centro urbano, verso Boccalaciana e Peschiera, lungo antiche strade d’epoca etrusca, le cosiddette vie Cupe, disseminate di cavità un tempo siti di mistiche sepolture.

Strada di Sarteano, borgo in Toscana sul Monte Cetona

Il Castello di Sarteano

Il Castello di Sarteano è una delle grandi attrazioni dell’area: sorge su un poderoso masso roccioso di travertino circondato da una vegetazione rigogliosa che durante i secoli ha contribuito alla sua inespugnabilità e che oggi rappresenta, coi suoi lecci secolari, un parco naturale.

Si hanno notizie del Castello sin dal periodo altomedievale, in cui costituiva il principale centro amministrativo per la stipula di atti, donazioni e cessioni. I Conti Manenti di Sarteano ne furono proprietari fino al 1280. In seguito il Castello fu teatro di numerosi scontri finché, nel 1379, il Comune di Sarteano si legò in accomandigia con la Repubblica di Siena.

Castello di Sarteano, borgo in Toscana sul Monte Cetona

Il cassero subì allora una radicale trasformazione per opera di importanti artisti di scuola senese, tra i quali il Vecchietta, Guidoccio d’Andrea e Antonio Federighi.

Alla fine del XV secolo il mastio centrale fu dotato di una cinta muraria intervallata da due torrioni circolari, e da un ingresso con ponte levatoio. L’interno del cassero è formato da quattro piani e un terrazzamento finale da cui si può ammirare un’ampia porzione del territorio circostante. Suggestiva la scala a chiocciola in travertino, di 134 gradini, che attraversa verticalmente l’edificio: per gli abitanti rappresentava l’ultima via di fuga da assalti nemici, dato che collegava direttamente l’ultimo piano del castello col pianterreno, e poi correva via verso l’aperta campagna.

Castello di Sarteano, borgo in Toscana sul Monte Cetona

La storia del Castello

Il castello resistette a molti importanti assedi, tra cui quello di Cesare Borgia, nel 1503, e quello dell’esercito spagnolo, nel 1552, finché, nel 1556, non passò sotto l’egida medicea segnando la fine della Repubblica di Siena.

Nel 1617 fu donato in uso perpetuo a Brandimarte Fanelli: tutti i suoi discendenti lo ereditarono fino al 1997, quando fu acquistato dall’amministrazione comunale e restaurato.

Oggi la visita è interessantissima, perché riporta alle suggestioni della vita di guarnigione. Percorrere i passaggi di ronda fino ai torrioni laterali, o salire le ripide scale del mastio fino a giungere alla sommità, è un po’ come ritrovarsi nel Medioevo senza tuttavia correrne i rischi.

Castello di Sarteano, borgo in Toscana sul Monte Cetona

Il Museo Civico Archeologico di Sarteano

Il Museo Civico Archeologico, all’interno del cinquecentesco Palazzo Gabrielli, a pochi passi dalla piazza principale del paese, ospita gran parte dei reperti provenienti dalle numerose necropoli etrusche del territorio, databili in un lasso di tempo compreso tra il IX e il I secolo a.C.
Di notevole interesse sono gli ossuari canopici del periodo orientalizzante, in particolare la ricostruzione della tomba a camera di Macchiapiana.

Tutto il piano inferiore è stato invece ampliato e allestito per ospitare i recenti rinvenimenti della necropoli delle Pianacce, con una sala interamente dedicata alla ricostruzione scenografica, a grandezza naturale, della straordinaria Tomba della Quadriga Infernale (IV secolo a.C.), una delle scoperte più significative nel campo dell’etruscologia degli ultimi decenni.

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Necropoli etrusca delle Pianacce a Sarteano in Toscana

La Tomba della Quadriga Infernale

La Tomba della Quadriga Infernale, scavata nel travertino a una profondità di 5 metri, ha un dromos d’accesso di 20 metri, ed è decorata da un ciclo pittorico dai colori vivaci e accesi, oltre che conservati in modo sorprendente, che risaltano ancora di più sopra l’intonaco bianco.

Oltremodo sorprendente l’originalità delle immagini della tomba di Sarteano: sul lato destro del corridoio è raffigurata una quadriga in cui due leoni e due grifoni trainano un carro condotto da un demone. È una rappresentazione del tutto innovativa del demone Charun – simile al Caronte greco, nella sua funzione di accompagnatore di anime all’Ade –  ma stavolta in veste di auriga, cosa mai ritrovata prima nell’arte etrusca. Nel Museo i visitatori hanno così la possibilità di sentirsi “dentro al monumento” che, per motivi di conservazione, è visitabile solo una volta alla settimana.

Interessanti anche le recentissime scoperte del maggior numero di sculture in pietra fetida provenienti da scavi moderni: cippi decorati a rilievo, una statua maschile semidistesa e l’eccezionale gruppo cinerario con Vanth.

La Tomba della Quadriga infernale a Sarteano in Toscana

Cosa vedere a Sarteano

Ma Sarteano non è solo il Castello e gli Etruschi. Ci sono tanti altri luoghi da visitare, come la Chiesa di San Martino in Foro e la Collegiata dedicata ai Santi Lorenzo e Appolinare, o come  il Palazzo Comunale, il Palazzo Piccolomini, il Palazzo Goti-Fanelli e il Palazzo Cennini, senza dimenticare un altro piccolo gioiello, il Teatro Arrischianti.

Quando visitare Sarteano

Il periodo clou per visitare Sarteano è intorno a Ferragosto, quando si svolge la famosa Giostra del Saracino: un’entusiasmante competizione di tornei con origini e influenze medievali.

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Corteo storico della Giostra del Saracino a Sarteano

Nei dintorni di Sarteano: l’Abbazia di Spineto

A pochi chilometri dal paese, attraversando fitti boschi verso San Casciano dei Bagni, si giunge all’Abbazia di Spineto. Situata a 605 m. s.l.m, la sua esistenza è documentata fin dal 1016.

Il nome di Spineto, o Spineta, deriva dal fatto che anticamente il luogo era coperto di rovi. L’area, già abitata in epoca etrusca, ha una storia ufficiale che parte dai primi anni dell’XI secolo. I monaci benedettini vallombrosani vi costruirono un’abbazia affidata in seguito ai cistercensi: dove il bosco lasciava spazi si coltivava grano, farro, foraggio per gli animali, oltre alla vite e all’ulivo.

Annessa al convento, la Chiesa della SS. Trinità mostra un semplice prospetto romanico rivestito in calcare. Il campanile a vela, più recente, si accosta al tiburio quadrilatero che racchiude una piccola cupola. Si accede all’interno – costituito da un’aula unica chiusa da tre absidi –  per un portale del XVIII secolo.

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Foto Tomba e Necropoli: museosarteano.it
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Tommaso Baldassini
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