Il simbolo del giglio ha assunto moltissimi e svariati significati nel tempo. In Toscana il Fleur de lis è senza dubbio uno dei simboli più importanti della storia, essendo già dal XI secolo l’emblema di Firenze.

Il simbolo del giglio: tanti significati per il bianco fiore

Il Fleur de lis, o giglio, è uno dei simboli più affascinanti che abbiano accompagnato in varie forme l’umanità nel corso dei secoli. A questo fiore sono stati attribuiti numerosi significati, pari solo ai tanti nomi con cui è conosciuto.

La stanza dei gigli in Palazzo Vecchio con la vista della Cupola del Brunelleschi dalla finestra

I principali significati del simbolo del giglio

Sembra che il suo senso riposto e allusivo derivi dalla parola celtica “li”, ossia bianco. In generale il giglio bianco è simbolo di purezza, innocenza candore e verginità, ma anche di fierezza e orgoglio.

Il secondo significato del simbolo del giglio deriva dalla sua posizione eretta: non a caso in passato si regalava a membri dell’alta nobiltà. Col passare del tempo, poi, l’emblema del giglio ha preso campo anche nella sfera amorosa rappresentando la totale dedizione dell’uomo alla sua compagna. O il contrario: pura come un giglio, si diceva, per indicare la verginità con cui una donna era costretta ad arrivare al matrimonio, per dimostrare totale sottomissione e dedizione al futuro marito.

Fiori di giglio bianco in un giardino

Il giglio bianco nella storia

Al fiore del giglio vengono associati anche diversi miti.

Il giglio nato dal latte di Era

Agli antichi, greci e romani, questo fiore evocava Era (o Giunone), protettrice del matrimonio e della famiglia. La leggenda vuole infatti che la dea, mentre allattava Ercole, perdesse due gocce di latte: da una di queste si originò il giglio a cui si attribuì il senso di amore, fedeltà e procreazione.

Il giglio nel Cristianesimo

Ma il giglio ha anche una valenza di tipo religioso-cristiano, in quanto celebrativo della purezza della Madonna. Si dice che Maria, stringendo un giglio, scegliesse Giuseppe come sposo, che pertanto è spesso raffigurato con in mano un bastone ricolmo di gigli dorati. Secondo questa interpretazione il simbolo del giglio significa amore puro, ma anche santità.

Tuttavia il giglio bianco ci riconduce altresì all’Arcangelo Gabriele, spesso rappresentato nell’iconografia religiosa con un giglio in mano, simbolo di purezza e verità, e a Sant’Antonio, patrono dei bambini, al quale Gesù donò dei candidi gigli.

Anticamente era considerato anche il fiore della verginità, mentre attualmente il giglio viene utilizzato per decorare rituali e cerimonie e può essere donato in occasione di un avvenimento importante come, per esempio, un anniversario di matrimonio, tradizione, che deriva dall’antica Grecia.

A Firenze, culla del Rinascimento, si iniziò ad utilizzare la prospettiva lineare centrica

Una delle più importanti figure araldiche

Il giglio è anche una conosciutissima figura araldica, una delle più popolari insieme alla croce, all’aquila e al leone. L’utilizzo di questo simbolo in Araldica si fa risalire più o meno al XII secolo, adottato in forma di serie su un campo monocolore da re Filippo II di Francia, oltre che dal padre Luigi VII. Dal Duecento lo stemma con base azzurra, oltre a una serie di fleur de lis di colore oro, diviene identificativo della monarchia francese. Tipicamente si trova nell’impugnatura dello scettro o a decorare il bordo della corona, oppure viene retto in mano in versione ingrandita assieme allo scettro.

Clodoveo e il simbolo del giglio

Una leggenda narra che un angelo insignisse Clodoveo, il re merovingio dei Franchi, con un giglio d’oro come simbolo di purificazione dopo la sua conversione al cristianesimo. Altri sostengono che Clodoveo avrebbe adottato il simbolo quando le ninfe gli mostrarono come riuscire ad attraversare un fiume e a ottenere così la vittoria in battaglia.

Giovanna d’Arco e l’emblema del fleur de lis

Giovanna d’Arco, mentre conduceva le truppe francesi contro gli inglesi in aiuto del Delfino Carlo VII nella sua pretesa al trono di Francia, sventolava una bandiera bianca raffigurante la benedizione divina, il fleur de lis.

Il giglio come simbolo della Santissima Trinità

La chiesa romana cattolica utilizzava il giglio come emblema speciale della Vergine Maria. Grazie ai suoi tre petali il fleur de lis è stato anche utilizzato per la rappresentazione della Santissima Trinità.

Il simbolo del giglio su una vetrata di una chiesa

Perché Firenze ha il giglio come simbolo della città?

Il Giglio di Firenze è il simbolo della città fin dal XI secolo, anche se allora i colori erano invertiti. La sua origine è incerta.

Le leggende sulle origini del giglio di Firenze

Tra le varie leggende vi è quella che vede Florentia fondata dai Romani (59 a.C.) durante le celebrazioni per l’avvento della primavera e i festeggiamenti in onore della dea Flora (Ludi Florales o Floralia) che si svolgevano dal 28 aprile al 3 maggio. Un’altra leggenda vede derivare nome e simbolo dal mitico fondatore Fiorino, pretore romano perito durante l’assedio di Fiesole.

Il giglio è in realtà un fiore di giaggiolo

Stando alla realtà, è probabile che il simbolo discenda dal fiore di giaggiolo (“Iris germanica variante florentina”, detto giglio di Firenze o giaggiolo bianco), specie che cresce numerosa e florida nei dintorni della città. D’altronde, come abbiamo visto, ebbe sempre vari significati allegorici, tra cui quello di purezza che lo rendeva il fiore della Madonna. Non si può perciò escludere che l’adozione del giglio quale emblema di Florentia sia da ricondurre a una manifestazione di culto mariano risalente, forse, al IX secolo. A proposito, è necessario sottolineare che fin dalla prima crociata il giglio venne usato dai fiorentini come vera e propria insegna.

I colori del giglio di Firenze

I colori del giglio attuale risalgono al 1251, quando i ghibellini, esiliati da Firenze, continuavano a ostentarne il simbolo come proprio. Fu allora che i guelfi, che controllavano la città, vollero distinguersi dagli avversari invertendo i colori che poi sono rimasti fino ai nostri giorni.

Nel 1252 compare sulla prima emissione del fiorino. Talvolta l’emblema era rappresentato su uno scudo retto dalla zampa di un leone (il cosiddetto marzocco). In seguito venne imposto anche ai territori sotto il dominio fiorentino (ancora oggi è il simbolo, ad esempio, di Castelfiorentino e Scarperia), pur se privo degli stami, gli organi vegetali atti alla riproduzione.

L’arrivo di Napoleone

Nell’Ottocento il governo napoleonico, con un decreto del 13 giugno 1811, tentò di sostituire il tradizionale giglio fiorentino con un nuovo simbolo: una pianta di giglio fiorito su un prato verde in uno sfondo argentato sormontato da un capo di rosso a tre api d’oro (il capo indicava l’appartenenza di Firenze alle classe delle grandi città dell’impero napoleonico, le cosiddette bonne ville). Ma il forte dissenso della città rese nulla la legge.

Il marzocco fiorentino sorregge lo scudo con il giglio di Firenze, simbolo della città

E tu, caro lettore come vedi il simbolo del giglio? Cosa ti evoca, purezza o fierezza? Lo concepisci come un simbolo religioso, amoroso, o di alta casta nobiliare? Scrivici i tuoi commenti, TuscanyPeople vive di scambi con chi ci segue.

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