Come nasce il simbolo della svastica e quale è il suo vero significato: un excursus sulla storia di uno dei simboli più controversi della storia dell’uomo. Così lontano, così vicino.

Il simbolo della svastica, o croce uncinata, diciamocelo chiaramente, fa accapponare la pelle. Se unito poi al concetto della classicissima, civilissima, Toscana, fa “accapponare anche i capelli” (come motteggiavano un tempo a Striscia la notizia). Questo perché la svastica viene immediatamente associata al nazionalsocialismo hitleriano. E qui mi fermo. Ma le sue origini sono di tutt’altro genere. Ed esprimono tutt’altri significati.

L'origine del simbolo della svastica, dalle popolazioni indoeuropee ai persiano

Svastica e nazismo: appropriazione indebita

Il Führer prese soltanto un’icona esistente da migliaia di anni e la usò per i suoi scopi, ma questo non fa del simbolo della svastica una rappresentazione maledetta, anzi, il 20 febbraio del 2008, a coronamento di un solenne incontro a Gerusalemme, il Gran Rabbinato d’Israele e l’Hindu Dharma Acharya Sabha hanno firmato una comune dichiarazione in cui viene dato atto che lo “svastika” è un antico e importante simbolo religioso dell’induismo, che nulla ha a che fare con il nazismo e che l’utilizzo passato di tale simbolo da parte di questo regime è stato assolutamente improprio.

Talmente improprio, aggiungiamo noi, che si può addirittura trovare un collegamento con la Toscana, culla della arti, delle scienze, e in generale del pensiero moderno.

La svastica è un antico simbolo appartenente alla religione induista

Le origini del simbolo della svastica

Per capirlo bisogna riavvolgere il nastro di qualche millennio e spostarci nella lontana Eurasia – Europa e Asia sono un’unica massa continentale, non avendo i due continenti una netta separazione geologica e geografica – agli albori delle nostre comuni civiltà.

È qui che troviamo la svastica (o ) come simbolo originario delle culture di matrice indoeuropea. Rimane comunque un’icona largamente utilizzata anche nelle religioni dell’India e della Cina, nonché nello sciamanesimo della Mongolia e della Siberia, e in vari nuovi movimenti religiosi.

La svastica è un simbolo religioso induista

L’etimologia del termine “svastica”

Il termine italiano ha origine direttamente dal sostantivo maschile sanscrito “svastika” (devanāgarī) che, tra gli altri significati, indica il disegno di una croce greca con i bracci piegati ad angolo retto in senso orario. Ma i significati sono molteplici, alcuni particolarmente curiosi. Può rappresentare un “bardo che dà il benvenuto“, “un incrocio di quattro strade”, “l’incrociare le mani o le braccia sul petto“, “un bendaggio a forma di croce”, il “gallo” (ecco il primo collegamento con la Toscana), “un oggetto prezioso a forma di corona triangolare” ma, soprattutto, un “oggetto propizio“.

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Interessante è l’etimologia del termine “svastika” che deriva da svastí (sostantivo neutro: benessere, successo, prosperità) a sua volta composto dal prefisso su- (buono, bene; linguisticamente affine al greco ευ, eu- con lo stesso significato) e da asti (coniugazione della radice verbale as: “essere”). Il suffisso -ka forma un diminutivo, per cui svastika è traducibile letteralmente come “è il bene” o “ben-essere“. Tutto l’opposto del senso del nazismo, ci pare.

Il simbolo della svastica è simbolo del principio del moto dell'universo

La svastica, il simbolo del principio supremo dell’universo

In senso ancora più ampio il simbolo della svastica porta in sé valori molto più profondi, perché, anche intuitivamente, rappresenta il moto di rotazione intorno a un centro o asse immobile (Axis Mundi). Come tale è quindi simbolo della vita (e non della morte nazista), del ruolo vivificante del principio supremo dell’universo in relazione all’ordine del mondo.

Essa rappresenta l’attività (il Verbo greco, l’Om  indù, il Taiyi, il “Grande Uno” cinese) del principio dell’universo nella formazione del mondo. Inoltre, nella sua valenza polare, la svastica ha lo stesso significato del simbolo cinese di yin e yang, nonché di altri simboli tradizionali del funzionamento dell’universo, quali le lettere Γ (gamma) e G, simbolizzanti il Grande Architetto dell’Universo del pensiero massonico.

La svastica in un tempio giapponese

Il simbolo della svastica e la Toscana

Ed ecco che ci ricolleghiamo alla Toscana e alla sua grande e antica tradizione massonica. A Firenze la prima loggia – che seguiva la primissima, in Italia, nota col nome di Fidelitas, probabilmente fondata a Girifalco, in Calabria, nel 1723, e la seconda, fondata a Napoli nel 1728, chiamata la Perfetta Unione, prima in Italia a ottenere l’autorizzazione della Gran Loggia d’Inghilterra – fu fondata nel 1731. Intorno al nucleo iniziale, costituito da inglesi, si aggiunsero gradualmente numerosi nobili e intellettuali fiorentini. Su questa loggia vennero esercitati gli effetti persecutori della bolla pontificia “In eminenti”, pubblicata il 28 aprile 1738, che inaugurava una lunga serie di scomuniche e di condanne.

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Della Loggia fiorentina, detta degli “Inglesi”, fecero parte gli italiani Antonio Cocchi e Tommaso Crudeli – si dà il caso, avo di chi scrive ( il mio nome completo sarebbe Vieri Tommasi Candidi Crudeli) – che fu per questo incarcerato, torturato dal Sant’Uffizio di Firenze, fino a morire a Poppi, nel 1745, per i postumi del carcere. Da allora è considerato il primo martire della massoneria universale.

Poppi è uno dei 23 borghi più belli d'Italia in Toscana. Si trova in Casentino (Arezzo), terra ricca di cultura, storia, e prodotti tipici

La proto-massoneria toscana

Questa “proto-massoneria” toscana, che niente aveva a che fare con quelli che sarebbero stati molti (famigerati) sviluppi successivi, nutriva in sé grandi ideali umanitari e derivava il proprio nome dal francese maçon, ovvero “muratore”, legato alla storia delle Corporazioni di liberi muratori (free-masons) medievali. Da queste ricavò i simboli del mestiere, come la livella, il regolo, la squadra, il filo a piombo o il compasso, poi formalmente ridottisi ai soli squadra e compasso. Spesso, nel simbolo è presente anche una grande lettera “G”, con varie interpretazioni, tra le quali il significato di Great Architect, Grande Architetto, oppure di God, Dio.

Così, magicamente, il simbolo della svastica (wikipedia) (nei suoi significati propri e originari) e Toscana si uniscono benignamente nell’ideale proto-massonico che derivava direttamente dal grande pensiero filosofico umanistico e rinascimentale che ha così impregnato di sé la nostra terra e che ha avuto esponenti di eccelso livello su scala mondiale, da Mozart a Franklyn, da Voltaire a Oscar Wilde, da Arthur Conan Doyle a Rudyard Kipling, passando per Fleming, Enrico Fermi, Edmondo de Amicis, Alfieri, Garibaldi e, senza mai abbandonare la Toscana, Giosuè Carducci e Carlo Collodi.

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Fonte: Viaggiare libera e wikipedia                                                                   Riproduzione Riservata ©Copyright TuscanyPeople

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