Sovana è uno di quei gioielli autentici, preziosi, che non ti aspetti. In una realtà fatta di slow-life come la Maremma, questo delizioso borghetto rappresenta un’ulteriore bellissima bolla d’irrealtà in cui si esce completamente dal corso della storia per entrare in una dimensione d’incanto, di estasi architettonica e artistica.

Sovana, autentico gioiello etrusco-medioveale nell’“area del tufo” in Maremma

A Sovana edifici, piazze, chiese, uomini, animali, natura, sembrano esistere in un unico armonico quadro vivente in cui tempo e spazio perdono anche quel minimo di relatività annullandosi nell’assoluto della bellezza allo stato puro.

Sovana è un borgo toscano nella Maremma grossetana. Nell'arta del tufo, il borgo d Sovana è tappa imperdibile durante una vacanza in Maremma

Siamo nella cosiddetta “area del tufo”, all’estremità sud-orientale della provincia di Grosseto. Dopo aver lasciato la S.S. 74, proprio sotto il borgo di Pitigliano, si percorrono altri 7 km ed ecco lì Sovana in tutta l’unicità del suo ineffabile fascino (mappa).

Etruschi e Romani

Suana è il nome che fu dato dai Romani alla città etrusca dopo che nel 278 a. C ebbero conquistato il territorio di Vulci. La parola deriva dall’etrusco suf che significa “terra verde”.
Protetto da balze di tufo altissime e accessibili da un solo lato, il luogo possedeva le caratteristiche giuste per un insediamento urbano. Le tombe più antiche della Sovana etrusca risalgono al VII sec. a. C.
Nel 350 a.c. Sovana era già un centro prosperoso, abbastanza emancipato dalla vicina e potente Vulci. La città si mantenne etrusca anche dopo la penetrazione romana nell’Etruria meridionale: le grandi tombe a tempio della metà del III sec. a. C. testimoniano l’importanza di Sovana in epoca ellenistico-romana, fino a tutto il I sec. a. C..

Sovana è un borgo toscano nella Maremma grossetana. Nell'arta del tufo, il borgo d Sovana è tappa imperdibile durante una vacanza in Maremma

Gli Aldobrandeschi

Dopo essere stata a lungo municipium romano, nel IV sec. d. c. Sovana divenne sede vescovile. Nel 594 fu conquistata dai Longobardi che la assegnarono alla potente famiglia degli Aldobrandeschi. Nel 935, l’incursione saracena a Roselle spinse gli Aldobrandeschi a fare di Sovana la sede principale della loro contea. Nell’XI sec. fu eretta la Rocca, ricostruita nel XIII-XIV sec. e, nel 1020 circa, vi nacque Ildebrando, il futuro Papa Gregorio VII, protettore degli Aldobrandeschi, che favorirà l’espansione della contea.

Nei secoli XII-XIII la Repubblica di Siena e il Comune di Orvieto contesero Sovana agli Aldobrandeschi. Nel 1312, i territori della contea passarono per via matrimoniale dagli Aldobrandeschi alla famiglia romana degli Orsini, che spostò il centro del proprio potere a Pitigliano e a Sorano. Nel 1410, la conquista senese accentuò la decadenza della città che si ridusse, negli anni, a soli 86 abitanti. Nel 1560, sconfitta Siena da Firenze, Sovana entrò nell’orbita di quello che presto sarebbe diventato il Granducato di Toscana.

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Nel 1640-50, per ovviare allo spopolamento della città e delle campagne circostanti, il Granduca Ferdinando II vi insediò 200 famiglie di emigrati greci, ma la malaria e gli stenti impedirono ogni tentativo di ripopolamento, al punto che, nel 1783, Pietro Leopoldo di Lorena dichiarò disciolta la comunità di Sovana, da allora inglobata nel comune di Sorano.

Il puro piacere di vivere

L’elemento etrusco è come l’erba del campo e il germogliar del grano in Italia”, scriveva D. H. Lawrence.  Scolpite nel tufo e immerse nella vegetazione di questo lembo di Maremma, le tombe, coi resti delle loro architetture e decorazioni, sembrano conservare la vita di chi, da queste parti danzava “all’aperto, davanti ad arboscelli”.
Il “puro piacere di vivere” che lo scrittore inglese intravedeva negli affreschi delle necropoli etrusche, sarebbe però sfiorito nell’aria infestata di malaria, che nei secoli XVII e XVIII arrivò quasi a cancellare da Sovana ogni presenza umana.

Sovana è un borgo toscano nella Maremma grossetana. Nell'arta del tufo, il borgo d Sovana è tappa imperdibile durante una vacanza in Maremma

Ma dopo la grande bonifica di Leopoldo II, e le successive del periodo fascista, la Maremma da stagno d’Italia si è trasformata in uno dei paradisi più belli del nostro paese, e anche Sovana è rifiorita, insieme ad essa, in tutto il suo splendore. Certo è “solo” un borgo toscano, delizioso ma piccolino – poche case attraversate da un’unica strada -,  e a vederlo cosi, nella sua forma attuale, sembra impossibile che un tempo sia stato una città, sede principale di una vasta contea e presidio fortificato, oltre che luogo natale di un Papa, ma questo non toglie nulla al suo immutabile fascino.

Cosa vedere a Sovana

Sovana è tutta compresa tra la Rocca e il Duomo, edifici che simboleggiano il potere politico degli Aldobrandeschi e quello spirituale della Chiesa. Della Rocca aldobrandesca, inserita nella cinta muraria medievale, restano possenti ruderi come il mozzo torrione. Alla sua base, vicino alla porta, ha incorporati blocchi di mura etrusche del VI sec. a. c. Costruita nell’XI secolo e restaurata dai senesi e dai Medici, possedeva cunicoli sotterranei che comunicavano con le altre porte di Sovana e che permettevano i veloci spostamenti delle truppe. Persa la sua importanza militare, venne smantellata nel XVII sec.

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La Rocca, via del Pretorio e la piazza principale

Dalla porta della Rocca si entra in via del Pretorio e quindi nella piazza centrale, su cui si affacciano, sul lato sinistro, le mura perimetrali di San Mamiliano, la più antica chiesa della città, costruita nel IV sec. d. C. sui resti di un edificio etrusco, poi romano; il palazzo Bourbon Del Monte, del XVI sec., appartenuto ai marchesi omonimi, con la facciata rustica e l’ampio porticato; l’attigua chiesa di Santa Maria (XII-XIII sec.) che conserva impronte romaniche e gotiche, affreschi cinquecenteschi, due cippi romani e soprattutto uno splendido ciborio preromanico (VIII sec.), unico nel suo genere in Toscana.

La piazza, chiusa dal duecentesco palazzetto dell’Archivio – perché adibito a funzioni pubbliche – su cui svetta un campanile a vela e una torre dell’Orologio, mostra sul lato destro il palazzo Pretorio (XIII sec.), restaurato dai Senesi, i cui stemmi campeggiano sulla facciata accanto a quelli dei Medici.

Il Duomo di Sovana

Mentre lo splendido Duomo, isolato dal resto del paese, si erge sul lembo occidentale dello sperone di tufo che domina la valle della necropoli. Costruito in più stili – lombardo, romanico, gotico –  corrispondenti alle diverse fasi della sua costruzione, durata secoli, il periodo centrale dovrebbe essere quello dell’espansione degli Aldobrandeschi e del papato di Gregorio VII, ossia il secolo XI, come conferma la diffusa presenza del romanico.

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Sovana e più importante necropoli etrusca rupestre d’Italia

Ma le emozioni di una visita a Sovana non si esauriscono qui. La calda tinta del tufo, le forre sui fiumi, i valloni verdeggianti, quasi nascondono alla vista la più importante necropoli etrusca rupestre d’Italia, costituita da una grande varietà di tombe (a camera, a dado, a edicola, a fossa, a tempio) e da un dedalo di vie cave scavate nella roccia.
Risalgono agli inizi del III sec. a.c. i monumenti funebri più belli, come le grandi tombe Pola e Ildebranda, che riproducono un tempio etrusco di età ellenistica.

Nella boscaglia selvaggia si trovano tombe a camera incuneate nel costone di tufo. Interessante la tomba a edicola della Sirena, nel cui arco era sistemata la figura del defunto giacente sul letto conviviale. Sul lato sinistro stava Vanth, la dea della morte, recuperata in frammenti ed esposta al Museo Archeologico di Firenze. Contemplando il sonno del defunto, essa sembra svelarci l’ultimo segreto dell’anima femminile: la morte, come la vita, dev’essere pura, candida, innocente, naturale.

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Piatti tipici di Sovana

L’acquacotta e il buglione di agnello sono le specialità di Sovana. Ma dove mangiarle? Be’ perché non provare all’Agriturismo San Giacomo, ottimo anche per un soggiorno più lungo, o al Vino al vino Enoteca di Sovana, o al Ristorante dei merli o alla Taverna etrusca?

Sei anche tu estasiato, come lo siamo noi, dai paesi e dalle meraviglie dell’area del tufo in Maremma? Scrivici le tue esperienze e ti contatteremo.

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