Lo Spedale degli Innocenti, il bellissimo palazzo con il loggiato di 71 mt che si trova in Piazza SS Annunziata a Firenze, è il primo brefotrofio della storia dell’umanità.

Lo Spedale degli Innocenti: il primo edificio civile della storia progettato in stile rinascimentale

Non sarà il Duomo di Santa Maria del Fiore, né il Campanile di Giotto Palazzo Vecchio, lo Spedale degli Innocenti è “soltanto” l’ennesimo capolavoro del Brunelleschi (in una città che di capolavori ne ha pochini…), oltre che una delle primissime architetture rinascimentali (forse la prima) in assoluto. Insomma, un’altra meraviglia da ammirare e visitare in quel paese delle meraviglie che è Firenze stessa.

Diciamo solo che il complesso di Piazza Santissima Annunziata appare nell’elenco redatto nel 1901 dalla Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti quale edificio monumentale da considerarsi patrimonio artistico nazionale. E scusate se è poco.

Oggi lo Spedale ospita il Museo e l’Istituto degli Innocenti, in aggiunta a scuole d’infanzia, tre case famiglia e alcuni uffici di ricerca dell’UNICEF.

Con la legge 451/1997 lo Spedale degli Innocenti è divenuto il Centro nazionale di documentazione e analisi sull’infanzia e l’adolescenza; a livello nazionale ed europeo, l’istituto è considerato un punto di riferimento per la promozione della cura dei diritti dell’infanzia.

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Statua equestre di Ferdinando I de Medici in Piazza SS Annunziata davanti allo Spedale degli Innocenti a Firenze

Storia dello Spedale degli Innocenti

Il nome si ispira all’episodio biblico della Strage degli Innocenti. Destinato ad accogliere i bambini abbandonati, lo Spedale degli Innocenti di Firenze è il primo edificio di carattere civile progettato in stile rinascimentale. La sua funzione di brefotrofio è ben visibile nei Medaglioni con i Bambini in fasce, in ceramica invetriata, realizzati da Andrea della Robbia nel 1463.

La struttura venne edificata su un orto adiacente alla chiesa di Santissima Annunziata, ceduto a un prezzo di favore da Rinaldo degli Albizi. L’istituzione venne pensata nell’ambito di un vasto programma di centri benessere promossi dall’oligarchia al potere per migliorare la vita della cittadinanza, potenziando assistenza sociale e sanitaria.

L’Arte dei Mercanti, fin dal 1294 responsabile della tutela dei orfanelli, divenne patrona dall’ospedale. Si decise così di affidare il progetto a un membro dell’arte stessa, l’orafo Filippo Brunelleschi. L’artista elaborò una planimetria generale che prevedeva un cortile ottagonale, al centro, e un portico, in facciata, che riprendeva la tradizione di altri ospedali, come quello di San Matteo (della fine del XIV secolo).

L’avvio dei lavori cadde il 19 agosto 1419, mentre nel gennaio del 1421 si innalzava la prima colonna del portico, iniziando dalla zona antistante la chiesa. I pagamenti documentano la presenza di Brunelleschi al cantiere fin dal 1427, in seguito però subentrò probabilmente Francesco della Luna. Nel 1429 il portico trasverso (senza la parte inferiore della facciata), la chiesa e due lati dell’edificio sul cortile erano finalmente completati. Il 25 gennaio 1445, sebbene i lavori non fossero ancora conclusi, lo Spedale degli Innocenti cominciò a funzionare.

Ceramica invetriata di Andrea delle Robbia sullo Spedale degli Innocenti in Piazza Santissima Annunziata a Firenze

La struttura dello Spedale degli Innocenti

Il portico esterno dello Spedale degli Innocenti fu senza dubbio opera di Brunelleschi. Lungo 71 metri, è composto da 9 campate con volte a vela e archi a tutto sesto poggianti su colonne in pietra serena. Rispetto alla piazza è rialzato da una gradinata, e alle estremità è affiancato da due corpi pieni, delimitati da paraste scanalate, con un postale ciascuno. La parte superiore è composta da una serie di finestre, sottolineate da una cornice marcapiano, con copertura a falda inclinata del tetto con grondaia sporgente.

In realtà, alla base di una delle più felici realizzazioni architettoniche dell’intera città ci fu una serie di elementi scelti per contenere le spese. Si può quindi azzardare che lo straordinario influsso che quest’opera ebbe sull’architettura successiva fu involontario, quasi casuale. Ci riferiamo a materiali a basso costo come la pietra serena, fino ad allora poco usata in architettura per via della sua fragilità rispetto agli agenti atmosferici, e all’intonaco bianco. I materiali crearono quell’equilibrata accoppiata di grigio e toni chiari divenuta poi un tratto caratteristico dell’architettura fiorentina e rinascimentale in generale.

Inoltre, sempre nell’ottica del risparmio, venne scelta della manodopera poco esperta che rese necessaria una semplificazione delle tecniche costruttive di misurazione. Ad esempio, il modulo tra colonna e colonna, che si ripete proporzionalmente in tutto l’edificio, non veniva calcolato tra gli assi centrali delle colonne, ma più semplicemente tra i punti esterni delle basi. Il risultato finale, forse inatteso per il Brunelleschi stesso, fu quello di un’architettura estremamente nitida, in cui si può notare spontaneamente il ritmo semplice ma efficace delle membrature architettoniche; ad esempio, sotto il portico si osserva la successione ideale di cubi sormontati da semisfere inscrivibili nel cubo stesso.

Da notare che tutto il lavoro di progettazione dello Spedale degli Innocenti non si concentrò soltanto sullo studio dell’edificio in sé. Ci si occupò infatti di come inserirlo nell’ambiente circostante in modo armonioso, evitando il contrasto tra una massa piena e solida e uno spazio ampio e vuoto. La proporzione tra il volume pieno dell’edificio e il vuoto della piazza si risolve infatti nel loggiato che fa da filtro e ne permette un’equilibrata compenetrazione. Così piazza ed edificio si definiscono l’un l’altro come due valori opposti, ma perfettamente armonizzati.

Loggiato esterno dello Spedale degli Innocenti in Piazza Santissima Annunziata, a Firenze

I modelli d’ispirazione dell’opera del Brunelleschi

Nella progettazione dello Spedale degli Innocenti sembra che Filippo Brunelleschi abbia fatto riferimento, oltre che agli esempi dell’antichità classica, anche a quelli della tradizione toscana.
L’uso di logge con archi a tutto sesto non è nuovo a Firenze: l’esempio più diretto ci viene offerto dalla vicina Loggia della Signoria.

Esiste anche un prototipo di costruzione ospedaliera dotato di portico esterno a volta nell’Ospedale di Lastra a Signa, vicino a Firenze, realizzato nel 1411. Nonostante l’apparente diversità tra la Loggia di Lastra a Signa e quella brunelleschiana, alcuni elementi negli archi e nei particolari delle volte dimostrano il collegamento.

Ciò che più sorprende sono l’originalità e la libertà creativa con cui Brunelleschi fuse elementi appartenenti a stili diversi per giungere a risultati del tutto nuovi. Gli archi a tutto sesto della loggia mostrano il profilo piatto nella parte interna, e non a sezione triangolare, come nella gran parte degli esempi gotici. Si tratta infatti di archivolti, cioè di trabeazioni dell’antichità piegate a semicerchio in forma di archi. L’idea sembra ispirata dal tipo di arcate presenti nel Battistero di Firenze.

Le campate definiscono spazi perfettamente cubici riportando le stesse misure in altezza, larghezza e profondità. Misura che corrisponde tra l’altro al fusto delle colonne, definendo anche il passo dell’intercolunnio, secondo un principio di coerenza e proporzione perfette.
Le volte che coprono le campate non sono più quelle tradizionali a crociera, tipiche del romanico e del gotico; sono invece semplici versioni di genere classico con piccole cupole.

Le colonne stesse, le mensole e i capitelli corinzi sono classiche, ma tra i capitelli e le imposte degli archi sono inseriti dei pulvini. Servivano a elevare le imposte degli archi e donare più slancio alle strutture. I pulvini, elementi tipici dell’architettura bizantina più che di quella romana, furono ripresi da alcune chiese romaniche toscane, come dalla Chiesa dei Santi Apostoli di Firenze. In quest’ultimo caso, si tratta di una costruzione risalente al X secolo, ma ai tempi di Brunelleschi si pensava fosse una chiesa paleocristiana del IV o V secolo.

Altro elemento originale è la trabeazione dello Spedale degli Innocenti, che non deriva da esempi classici ma dal Battistero fiorentino, modello fondante per Brunelleschi. Da questo, nonostante le evidenti differenze, derivano anche le eleganti finestre a edicola, dotate di timpano triangolare.

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Loggiato interno dello Spedale degli Innocenti in Piazza Santissima Annunziata a Firenze

Visitare lo Spedale degli Innocenti

Oggi è possibile, oltre che ammirare l’architettura dall’esterno, anche fare visite guidate allo Spedale degli Innocenti di Firenze. Il percorso ha lo scopo di illustrarne la storia, contestualizzando la particolarità dell’istituzione e presentando le meravigliose opere d’arte che vi sono contenute.

Il percorso comincia al piano seminterrato in cui viene narrata la storia dell’Istituto attraverso le note biografiche dei nocentini (così venivano chiamati i bambini ospitati). Si prosegue poi al piano terra conoscendo la storia dello Spedale degli Innocenti dal punto di vista architettonico, compresa l’attenzione nell’adeguare gli spazi sulla base delle mutate esigenze nell’accoglienza dei fanciulli.
Al secondo piano si possono quindi apprezzare le meravigliose opere d’arte di Domenico Ghirlandaio, Piero di Cosimo, Neri di Bicci, Andrea della Robbia, Sandro Botticelli.

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Loggiato esterno dello Spedale degli Innocenti in Piazza Santissima Annunziata a Firenze

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