La storia della Toscana si perde nelle radici del tempo, fino ad arrivare al Paleolitico. Molte sono le popolazioni che nei millenni si sono succedute, combattute e mescolate in questo territorio: dalla civiltà villanoviana agli Etruschi, dai Romani a Carlo Magno che, sconfitti i Longobardi, annetté la Toscana al Sacro Romano Impero. Vi raccontiamo qui tutta la storia della Toscana: dal Paleolitico all’Unità d’Italia.

Storia della Toscana: dal Paleolitico all’Unità d’Italia

Il territorio della Toscana è unico al mondo per storia e cultura, essendo stato per molti secoli il centro dello sviluppo economico e artistico europeo. Ancora oggi in Toscana è possibile osservare alcune tra le più importanti testimonianze culturali dell’umanità, dalle necropoli etrusche ai castelli medievali, dai palazzi del Rinascimento fino alle opere artistiche di geni come Leonardo da Vinci e Michelangelo.

Racconto della storia della Toscana: dal Paleolitico all'Unità di Italia.

Le origini e i primi popoli

Grazie ai numerosi ritrovamenti archeologici avvenuti in Toscana, gli studiosi sono riusciti a stabilire con certezza che questo territorio è stato abitato fin dalle epoche più remote. Le prime testimonianze risalgono al Paleolitico e sono state ritrovate in più zone, come nel Mugello, nella Valle dell’Arno, nelle zone di Siena e Livorno.

Una delle prime popolazioni ad abitare in maniera stabile il territorio toscano, tra il X e l’VIII secolo a.C. è la cosiddetta civiltà villanoviana, nome derivante da Villanova, zona in cui sono stati ritrovati numerosi oggetti, dalle armi ai gioielli, realizzati con tecniche particolarmente avanzate.

Gli Etruschi

La storia della Toscana è segnata da uno dei popoli più interessanti e allo stesso tempo misteriosi che hanno abitato la penisola in epoca pre-romana: gli Etruschi.

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Le prime testimonianze di questa civiltà risalgono all’VIII secolo a.C. e dimostrano quanto i tusci (come li chiamavano i Romani) avessero sviluppato una civiltà particolarmente avanzata sia dal punto di vista tecnico, con la costruzione di strade e la bonifica di numerose zone paludose, oltre che da un punto di vista culturale, con uomini e donne che venivano considerati allo stesso livello. Le testimonianze archeologiche etrusche sono numerose, dalle necropoli agli oggetti di uso comune, visitabili nei numerosi musei e siti archeologici della regione.

I Romani

Dopo aver conosciuto un’epoca di prosperità, la Toscana iniziò un lento declino dovuto alla scomparsa degli Etruschi, la cui civiltà venne assorbita da quella romana intorno al III secolo a.C.. Con la conquista da parte dei romani, l’antica Etruria divenne una delle tante colonie che servivano all’approvvigionamento delle materie prime per il crescente impero romano.

Ostrogoti e Bizantini

Il periodo oscuro della storia della Toscana proseguì anche dopo i Romani quando la regione, ormai spopolata rispetto al passato, divenne territorio di conquista da parte di Ostrogoti e Bizantini per poi finire, nella seconda metà del 500 d.C., in mano ai Longobardi.

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Questi istituirono nel territorio toscano un ducato che aveva sede a Lucca. La dominazione longobarda ebbe termine grazie all’intervento di Carlo Magno, il quale conquistò la Toscana annettendola al Sacro Romano Impero. La regione divenne un marchesato e iniziò così un’epoca in cui il territorio toscano avrebbe riconquistato un ruolo di primo piano all’interno della Storia.

Il marchesato era uno dei tanti possedimenti della famiglia dei Canossa, una ricca e potente casata la quale dominava su una zona che si estendevano fino al territorio emiliano. È in questo momento della storia della Toscana, intorno all’XI secolo, che inizia il periodo dell’incastellamento.

Sul territorio sorsero infatti decine e decine di castelli per il controllo e la difesa del feudo. Questi insediamenti fortificati sono distribuiti in tutta la Toscana e ancora oggi si possono visitare dei meravigliosi borghi medioevali come Monteriggioni, Volterra, il castello dei Malaspina a Massa, Montalcino, oltre ai numerosi castelli presenti nella provincia di Grosseto.

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La Repubblica Marinara di Pisa

Nello stesso periodo dell’incastellamento, nelle zone della Toscana che si affacciano sul Mediterraneo nasce e si sviluppa la Repubblica Marinara di Pisa, la quale arriverà a controllare anche l’Arcipelago Toscano, la Sardegna e la Corsica, spingendosi poi verso sud nelle coste settentrionali del Lazio, al confine con lo Stato Pontificio. Pisa, grazie ad una flotta navale tra le più ampie e potenti dell’epoca, riuscirà ad avere il controllo militare e commerciale di tutto il Mediterraneo.

L’ascesa di Firenze

A partire dal XII secolo inizia nella storia della Toscana una nuova fase, ovvero quella dei Comuni. Questo nuovo istituto, unico nel panorama europeo di quel periodo, rappresentò la spinta decisiva per una crescita sempre maggiore della Toscana da un punto di vista politico, economico, commerciale e culturale.

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Intorno al XII secolo si registrano i primi tentativi di creare un organismo di coordinamento dei vari comuni, la cosiddetta Lega Toscana.

Il ruolo direttivo di questa associazione di Comuni verrà preso in poco tempo da Firenze, la quale diverrà il centro economico e culturale della regione almeno fino al XVI secolo. Questo ruolo di predominio però sarà caratterizzato da una continua lotta tra Firenze e Siena, le quali si troveranno più volte contrapposte nei numerosi conflitti che caratterizzarono questa epoca.

Siena riuscì comunque a limitare il tentativo dei fiorentini di annettere sotto un unico dominio il territorio toscano. Nel processo di espansione di Firenze in Toscana rientra anche la dura lotta che la vide contrapposta alla Repubblica Marinara di Pisa.

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Firenze voleva a tutti i costi impadronirsi della città pisana per poter avere uno sbocco sul mare e arrivare al controllo dei canali commerciali dei pisani.

Il Rinascimento

La conquista si completò nel 1406 quando Pisa cadde definitivamente nelle mani di Firenze. In questo periodo di guerre però, si sviluppò anche un fermento culturale con pochi eguali nella storia. Prima con l’Umanesimo e poi con il Rinascimento, la Toscana fu protagonista non solo della storia ma anche della cultura mondiale.

Fra il ‘300 con Giotto e Dante Alighieri e il ‘400 con Leonardo da Vinci e Michelangelo oltre a decine di altri importanti artisti, la Toscana conobbe il suo massimo sviluppo artistico.

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Oltre a questi grandi artisti ci furono altri personaggi nel Rinascimento, che legarono il loro nome alla storia della Toscana. Uno su tutti è Lorenzo de Medici, detto anche Lorenzo il Magnifico, il più importante rappresentante dell’omonima dinastia sotto la quale Firenze e la Toscana vissero il periodo di maggiore splendore culturale, politico ed economico.

Il XVIII secolo

Il controllo della dinastia dei Medici terminò con Gian Gastone de’ Medici. Dopo di lui il Granducato di Toscana passò in mano alla famiglia dei Lorena, nella seconda metà del 1700, la quale era imparentata con la famiglia dell’imperatrice d’Austria. I Lorena portarono importanti innovazioni in Toscana, sia a livello legislativo con l’abolizione della pena di morte, sia a livello di infrastrutture, con la creazione delle prime ferrovie e la bonifica della Maremma.

In seguito alle varie guerre che si susseguirono in Europa tra il 1700 e il 1800 il Granducato di Toscana cadde definitivamente in mano austriaca.

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L’unità di Italia

Durante il Risorgimento, la Toscana fu ancora protagonista dei fermenti politici e culturali che a partire dalla metà del 1800 avrebbero portato all’unificazione dell’Italia. Firenze dal 1865 al 1870 fu capitale del neonato Regno d’Italia e fu molto attiva nel dibattito politico circa la direzione politica che avrebbe dovuto prendere il Regno e in particolare fu la patria di coloro che si opponevano ad un controllo centralizzato piemontese.

In ogni caso, dopo l’assestamento dovuto all’unificazione italiana la storia della Toscana è andata di pari passo con quella dello Stato italiano, mantenendo comunque un ruolo di primo piano dovuto alla sua enorme ricchezza storica e culturale.

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