La Toscana è una terra ricca di castelli e manieri, palazzi e antiche fortezze tra le cui stanze sono nate e cresciute leggende e racconti che narrano di presenze inquietanti,  sinistri spettri, che vagano nelle alte torri e nei silenziosi corridoi. Vieri in questo articolo ci racconta le più intriganti storie di fantasmi in Toscana, garantendoci una 100% (sur)real tuscan experience…

Storie di fantasmi in Toscana: 100% (sur)real tuscan experience

Diciamoci la verità: chi non è attratto dalle storie di fantasmi? Ci si può credere o non credere, si può fingere di essere superiori alle novelline della mezzanotte, si può anche snobbare chi abbocca a queste chiappe per ingenui o per turisti in cerca di facili emozioni, ma alla fin fine l’idea dell’inquieto spettro che infesta il castello o l’antica villa, o la vecchia magione, è affascinante, no?

Storie dei più famosi fantasmi in Toscana: di Bettino Ricasoli nel Castello di Brolio, a Dianora di Toledo nella villa di Cafaggiolo in Mugello, dalla contessa Matelda nel Castello dei Conti Guidi a Poppi a Baldaccio d'Anghiari nel Castello di Sorci fino a Aloisia Malaspina nel castello di Fosdinovo.

Seducente come un miraggio di mistero fiabesco dentro un mondo scientifico, razionale, tecnologico, talmente prosaico da non concedere più spazio al pepe dell’immaginazione, della fantasia, del romanticismo un po’ oscuro, un po’ decadente, che da bambini abbiamo tanto amato.

Per questo chi ama la Toscana non può non amare anche le leggende di cui è ricolma e che contribuiscono a renderla quella che è. E tra queste ci sono senz’altro le bellissime storie di fantasmi in Toscana.

Il fantasma di Bettino Riscasoli

Uno tra i più famosi fantasmi in Toscana e rinomati anche all’estero è indubitabilmente quello di Bettino Ricasoli, detto il barone di ferro per il suo carattere duro e intransigente: “Non salutatemi.” – Intimava ai suoi contadini. – A salutare si perde tempo”, tanto per dire che tipino era il mitico barone, importante statista italiano dell’800 e inventore della formula del Chianti Classico. Ancora si narra che il suo fantasma abiti il Castello di Brolio, in località Gaiole in Chianti, sin dal 1141 centro di potere della famiglia.

Il Barone Bettino Ricasoli morì il 23 ottobre 1880 in seguito ad attacco cardiaco. Era stato un abile uomo d’affari, convinto assertore dell’Unità d’Italia, fondatore del quotidiano La Nazione, massone (partecipò all’assemblea costituente di Firenze) e per ben due volte Presidente del Consiglio del neonato Regno d’Italia.

Storie dei più famosi fantasmi in Toscana: di Bettino Ricasoli nel Castello di Brolio, a Dianora di Toledo nella villa di Cafaggiolo in Mugello, dalla contessa Matelda nel Castello dei Conti Guidi a Poppi a Baldaccio d'Anghiari nel Castello di Sorci fino a Aloisia Malaspina nel castello di Fosdinovo.

La salma del barone non venne inumata subito, venne tenuta presso l’altare della cripta della cappella di famiglia, e già durante questo periodo cominciarono a circolare strane voci sul suo presunto spettro. Durante la funzione nella cappella di famiglia improvvise raffiche di vento fecero impallidire i presenti. Le finestre si aprivano e si chiudevano con violenza, come mosse da una mano invisibile, mentre uno sciame di falene invase la sala costringendo molti a fuggire.

Inoltre, durante la sepoltura, sembrava che la bara pesasse tonnellate, e ben quattro uomini forzuti non riuscivano a sollevarla, finché un prete non pronunciò delle parole in latino, e a un tratto il feretro apparve leggerissimo e si poté procedere all’inumazione. Forse che l’anima del barone era dannata?

Notti staordinarie al Castello di Brolio

Da quel giorno la leggenda crebbe a dismisura: il barone appariva di notte tutto vestito di nero, sempre in sella al suo destriero, entrava nelle cucine per rompere i piatti appena lavati, sgualciva le lenzuola del suo letto che le governanti sistemavano ogni mattina, svegliava i contadini nel mezzo della notte fissandoli con un ghigno diabolico, si accostava silenzioso ai viandanti che si erano attardati terrorizzandoli, anche se qualcuno, però, racconta di aver ricevuto soccorso dal suo spettro, come il contadino che tramite l’aiuto del fantasma riuscì a liberare il suo carro immerso nel fango.

Storie dei più famosi fantasmi in Toscana: di Bettino Ricasoli nel Castello di Brolio, a Dianora di Toledo nella villa di Cafaggiolo in Mugello, dalla contessa Matelda nel Castello dei Conti Guidi a Poppi a Baldaccio d'Anghiari nel Castello di Sorci fino a Aloisia Malaspina nel castello di Fosdinovo.

Col passare degli anni la leggenda non si deteriora, anzi, nel 1965 Renato Polese, giornalista della Domenica del Corriere, passa una notte al castello. Non è ancora scoccata la mezzanotte, quando si ritrova di fronte il fantasma del barone. Dopo lunga contemplazione, la settimana successiva fa uscire un articolo di tre pagine che racconta la straordinaria notte al Castello di Brolio: è la consacrazione mediatica, non solo il barone divenne il conosciuto tra i fantasmi in Toscana, ma raggiunse il rango di spettro più famoso d’Italia. Più di così cosa si vuole?

Il fantasma della contessa Matelda al Castello dei Conti Guidi

Un altro celeberrimo fantasma è quello della contessa Matelda che non cessa d’infestare il Castello dei Conti Guidi a Poppi, nell’aretino. Leggenda di passione e morte, quella della contessa, che visse intorno agli inizi del tredicesimo secolo. Donna bellissima e terribile amante, tanto che non c’era un solo maschio nel Casentino che non sognasse di averla. Tuttavia era la moglie dell’uomo più potente del luogo, che spesso era assente a causa delle sue lunghe missioni in campagne militari, per cui Matelda trascorreva oziose giornate nel silenzio del Castello che mal si addicevano alla sua indole ribelle che bramava la vita libera e attiva.

La leggenda narra che la bella contessa, quando il consorte era lontano, ricevesse nelle sue stanze, con una certa assiduità, ogni volta un amante diverso, e dopo l’amplesso, per evitare che il segreto fosse rivelato, facesse precipitare i poveretti in un fossato irto di lame affilate.

Storie dei più famosi fantasmi in Toscana: di Bettino Ricasoli nel Castello di Brolio, a Dianora di Toledo nella villa di Cafaggiolo in Mugello, dalla contessa Matelda nel Castello dei Conti Guidi a Poppi a Baldaccio d'Anghiari nel Castello di Sorci fino a Aloisia Malaspina nel castello di Fosdinovo.

Così le donne del borgo, stanche di vedere gli abitanti del posto scomparire misteriosamente, si ribellarono e decisero di istigare il popolo a uccidere Matelda, la quale venne trascinata sulla torre e murata viva.

Ma la terribile e affascinante contessa non è mai davvero uscita di scena. In molti, infatti, giurano di averla vista, vestita di bianco, affacciarsi di notte col suo bellissimo viso da qualche finestra del castello, e si dice anche che aliti sul collo dei giovani più belli, invitandoli a trascorrere del tempo con lei, una proposta che, ancora oggi, non tutti riuscirebbero a rifiutare.

Il fantasma di Bianca Maria Aloisia Malaspina

E come non ricordare il fantasma di Bianca Maria Aloisia Malaspina, vissuta anch’ella alla metà del XIII secolo, che si aggira nel Castello dei Malaspina a Fosdinovo, in provincia di Massa Carrara.
La giovane dama adolescente s’innamorò d’uno stalliere. La nobile famiglia logicamente s’oppose, ma nonostante i divieti e le minacce i due proseguirono il loro amore clandestino.

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Bianca Maria Aloisia fu pertanto rinchiusa nel convento di S. Croce del Corvo, da cui però riuscì a fuggire. Alla famiglia non rimase che  far sposare la giovane con qualcuno che fosse di loro gradimento. Ella però si rifiutò, risoluta a sposare soltanto il suo amato. Al che la famiglia, adirata per l’onta subita, decise di far uccidere i due amanti. Il giovane fu assassinato subito, mentre Bianca Maria Aloisia venne rinchiusa viva nella segreta d’un castello insieme a un cane e a un cinghiale, simboli di fedeltà e di ribellione, e morì solo dopo molto tempo e sofferenze.
A tutt’oggi si narra che lo spirito di Bianca Maria Aloisia Malaspina vaghi ancora per il castello nelle notti di luna piena, insieme a un cinghiale e a un cane.

Il fantasma di Dianora di Toledo

Tra i fantasmi in Toscana, questa volta benevolo, è quello di Dianora di Toledo, donna colta e raffinata, moglie di Pietro dei Medici, che aleggia nella sontuosa villa rinascimentale di Cafaggiolo, nel Mugello.
Don Pietro de’ Medici, figlio minore del granduca Cosimo I, si palesa come una delle personalità più fosche di tutta la storia del casato. Viaggiò in Spagna, dove acquisì l’epiteto di “Don”, oltre alla fama di uomo violento, vizioso, prepotente e scialacquatore.

Storie dei più famosi fantasmi in Toscana: di Bettino Ricasoli nel Castello di Brolio, a Dianora di Toledo nella villa di Cafaggiolo in Mugello, dalla contessa Matelda nel Castello dei Conti Guidi a Poppi a Baldaccio d'Anghiari nel Castello di Sorci fino a Aloisia Malaspina nel castello di Fosdinovo.

Nel 1576 sposò Dianora di Toledo, sua cugina da parte della madre Eleonora di Toledo. Storia d’amore infelice, la loro, che vede protagoniste due persone di indole quasi opposta, tanto che si dice che alla raffinata damigella Pietro preferisse di gran lunga la compagnia di donne di malaffare che teneva come amanti.

Abbandonata al suo destino, la sposa iniziò a frequentare per caso il gentiluomo Bernardo Antinori, appartenente alla nobile famiglia fiorentina. Pietro intercettò alcune missive tra loro e decise di liberarsi una volta per tutte della moglie, ostacolo alla sua vita dissoluta e motivo d’infamia. Il corteggiatore fu portato a Firenze e decapitato nel cortile del Bargello, mentre Dianora fu soffocata da lui stesso con un “asciugatoio”, come riportano i documenti dell’epoca. In seguito fece voto di non sposarsi più in espiazione dell’uxoricidio.

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Nella notte, il cadavere di Dianora venne portato a Firenze e sepolto in gran segreto nella cappella di San Lorenzo, ma da quel giorno il suo fantasma vaga per le stanze della villa di Cafaggiolo, apre porte, fa suonare campanelli senza fili, anche se in modo assolutamente innocuo, perché è, e rimane, uno spettro buono, così com’era Dianora in vita.

Il fantasma di Baldaccio Bruni

L’ultimo spettro di questa nostra prima carrellata di fantasmi in Toscana, è quello di Baldaccio Bruni, rinominato Baldaccio d’Anghiari, l’anima in pena del noto capitano di ventura che ritrova il luogo della sua dimora felice, il Castello di Sorci, in provincia di Arezzo, prima della tragica morte a Firenze.

Baldaccio compare il 6 settembre, nell’anniversario del suo assassinio, voluto da Bartolomeo Orlandini, Gonfaloniere di Giustizia a Firenze, nel 1441. Soldato valoroso, Baldaccio aveva accusato l’Orlandini di codardia in guerra. Simulando indifferenza, il Gonfaloniere aveva invitato Baldaccio a Palazzo Vecchio dove, mentre il Bruni passeggiava ignaro per i corridoi, cadde in un’imboscata. Preso alle spalle da dei sicari, Baldaccio fu ucciso, e il suo corpo gettato dalla finestra e decapitato in piazza della Signoria .

Storie dei più famosi fantasmi in Toscana: di Bettino Ricasoli nel Castello di Brolio, a Dianora di Toledo nella villa di Cafaggiolo in Mugello, dalla contessa Matelda nel Castello dei Conti Guidi a Poppi a Baldaccio d'Anghiari nel Castello di Sorci fino a Aloisia Malaspina nel castello di Fosdinovo.

A tutt’oggi, a mezzanotte, un rumore di ferraglie annuncia l’arrivo del fantasma. E’ diventato ormai un appuntamento annuale a cui partecipano, con alterne fortune, noti personaggi della politica e dello spettacolo. Talvolta accade anche che la sortita improvvisa dello spettro metta in fuga gli ospiti del castello, attualmente adattato in parte ad ottimo ristorante, uno tra i più conosciuti d’Italia.

Le storie di fantasmi in Toscana continuano nel prossimo, inquietante, articolo.

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