La Terracotta dell’Impruneta è uno dei materiali di eccellenza prodotti in Toscana sin dal Medioevo. La cosiddetta “civiltà del cotto” nacque intorno all’XI secolo a pochi chilometri da Firenze, nel paesino dell’Impruneta, sui colli fiorentini.

Terracotta dell’Impruneta: una tradizione lunga 1000 anni

La tradizione della terracotta dell’Impruneta affonda le sue radici nel periodo Medievale e rappresenta un patrimonio di grande valore, oltre che elemento primario di identità culturale. A pochi km da Firenze si è affermata quella che è stata definita la “civiltà del cotto“, che ancora oggi, grazie alla presenza delle numerose aziende produttive locali, è viva e diffusa. In cinque sintentici, ma esplicativi punti ci addentreremo in questo affascinante mondo color rosso brunito.

La terracotta dell'Impruneta nasce vicino Firenze nel sec XI.Materiale leggero e resistente, è ancora oggi una delle produzione di eccellenza della Toscana

Dagli orci alla Cupola del Brunelleschi: 1000 e uno usi della terracotta dell’Impruneta

I primi documenti che attestano la produzione di terracotta nella zona del Chianti risalgono all’XI secolo; orci, giare e vasi di ogni tipo venivano prodotti ad uso e consumo dei cittadini e dei commercianti, così come anche laterizi, mattoni e materiali da costruzione. Nel 1419 un certo Filippo Brunelleschi scelse proprio la terracotta dell’Impruneta per costruire la cupola della Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze, viste le caratteristiche uniche di leggerezza e solidità di questo materiale; la volta infatti non è provvista di alcuna armatura di sostegno. A tutt’oggi il profilo e l’inconfondibile colore fanno della Cupola del Brunelleschi l’indubbio simbolo della città di Firenze.

La terracotta dell'Impruneta nasce vicino Firenze nel sec XI.Materiale leggero e resistente, è ancora oggi una delle produzione di eccellenza della Toscana

Galestro e ossido di ferro, un binomio fondamentale.

Due sono gli elementi fondamentali della terracotta dell’Impruneta: il galestro, un particolare tipo di argilla che rende il prodotto incredibilmente resistente al freddo, e l’ossido di ferro, la componente chimica che gli conferisce quella fantastica sfumatura di rosso, non a caso nota come “rosso terracotta”.  Il galestro è anche chiamato in gergo “terracotta antigelo“, garantita per temperature fino ai -30°.

L’artigiano dell’Impruneta è, per antonomasia, un artigiano creativo. Vi sono diversi tipi di lavorazione, tra cui a modello, a lavoro tondo e a lavoro di fondo. I primi due prevedono l’utilizzo di stampi di vario genere, mentre l’ultimo solo ed esclusivamente a mano libera. Ovviamente il lavoro di fondo si rivela il più affascinante in assoluto: osservare un mastro vasaio che lavora senza l’ausilio di forme è come seguire lo sviluppo di una vita all’interno del ventre materno: lento, preciso, in cerca della perfezione assoluta. Uno spettacolo della natura.

La terracotta dell'Impruneta nasce vicino Firenze nel sec XI.Materiale leggero e resistente, è ancora oggi una delle produzione di eccellenza della Toscana

Oltre la Cupola: Firenze amante della Terracotta dell’Impruneta

Come già detto, la Cupola del Brunelleschi è il simbolo più evidente dell’utilizzo in ambito costruttivo della terracotta nel capoluogo toscano, ma credo sia doveroso citare almeno altri 5 esempi, sempre e rigorosamente made in Florence. Partiamo dalla Chiesa di Santo Spirito, la quale vanta un bellissimo pavimento interno in cotto alternato da fasce di pietra; stessa cosa vale per la Biblioteca Laurenziana, il cui progetto fu curato da Michelangelo. Palazzo Corsini, Palazzo Vecchio e San Lorenzo con annesse Cappelle Medicee presentano dei particolari in cotto che lascio a voi la voglia e la curiosità di scoprire.

La terracotta dell'Impruneta nasce vicino Firenze nel sec XI.Materiale leggero e resistente, è ancora oggi una delle produzione di eccellenza della Toscana

Impruneta ombelico del mondo: le 4 fornaci storiche

La vitalità della terracotta dell’Impruneta è ancora evidente nel lavoro delle fornaci: sono diciassette quelle tuttora attive, sparse su tutto il territorio comunale. Quattro di loro formano quella che è l’Associazione Fornaci Storiche ed Artistiche di Impruneta, che riunisce le più antiche fornaci di tutto l’interland, famose in Italia e all’estero, dove figurano i nomi di Carbone Massimo, M.I.T.A.L., F.lli Masini e Poggi Ugo. Un lavoro difficile, ma di soddisfazione quello in fornace, che invito tutti, almeno una volta, a scoprire e a vedere con i propri occhi. I risultati vi stupiranno, parola di imprunetina!

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