Prosegue il nostro viaggio nella storia delle vie di Firenze, alla scoperta di quegli antichi incroci che un tempo venivano chiamati canti e chiassi. Un percorso a ritroso nel tempo, per conoscere luoghi affascinanti ma poco conosciuti della Firenze medievale.

Vie di Firenze. Antiche vie fiorentine, una passeggiata a ritroso nel tempo.

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Iniziamo la nostra passeggiata per le vie di Firenze, partendo dalla zona di Firenze sud dove, all’angolo tra via di Ripoli e Benedetto Accolti (mappa), troviamo un piccolo spazio verde circondato da una ringhiera con al centro una colonna, denominato Canto degli aretini, che ci riporta indietro nel tempo, fino all’epoca delle sanguinose battaglie tra Guelfi e Ghibellini.

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Canto degli aretini

Il nome è legato alla Battaglia di Campaldino del 1289, avvenuta tra Guelfi, prevalentemente fiorentini, e Ghibellini, in cui erano schierati gli aretini, appunto, che subirono una bruciante sconfitta. Oltre mille prigionieri furono condotti a Firenze, e chi non fu successivamente liberato morì dopo poco nelle prigioni cittadine, per poi essere sepolto a lato di via Ripoli. La colonna è stata posta nel 1921 per volontà del comune di Arezzo. Sul piedistallo sono incise alcune parole commemorative del poeta aretino Isidoro del Lungo.

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Vie di Firenze – Chiasso del Buco

La seconda fermata della nostra passeggiata virtuale tra le vie di Firenze, ci porta ad un chiasso interessante, il Chiasso del Buco, la cui parte sopravvissuta alle distruzioni e ricostruzioni del dopoguerra si articola in due tronconi: il primo, da via Lambertesca, si apre in piazza dei Salterelli; l’altro, da piazza dei Salterelli al Chiasso dei Baroncelli (mappa).

Il nome pare derivi da un’antica osteria a cui si accedeva scendendo in “buca”. Si tramanda anche che vari personaggi famosi del loro tempo partecipassero alle allegre brigate di avventori: Lorenzo il Magnifico, che insieme al Fico e alle Bertucce lo cita nei suoi versi, Anton Francesco Grazzini, Michelangelo, Marsilio Ficino, solo per citarne alcuni.

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Canto dei Bischeri

Nella nostra passeggiata nella storia delle vie di Firenze, non possiamo non raccontare la storia della famiglia Bischeri e del loro canto vicino alla Cattedrale di Santa Maria del Fiore. La famiglia dei Bischeri, di cui si hanno notizie fin dal XIII secolo, era una delle più facoltose dell’intera città. I loro possedimenti si trovavano nella zona tra Piazza Duomo e via dell’Oriuolo, e includevano l’incrocio che oggi si chiama proprio Canto dei Bischeri (mappa).

Quando si decise di costruire il nuovo Duomo di Firenze (prima si trovava in Santa Reparata) nel 1294, i Bischeri erano proprietari di molte delle abitazioni nello spazio dove la Repubblica fiorentina aveva progettato l’edificazione del Duomo. Si decise allora di offrire loro un’ingente somma di denaro per l’acquisto dell’area.

Ma la famiglia, per tirare sul prezzo, rifiutò l’offerta più volte finché il governo fiorentino, stanco delle loro eccessive richieste, decise di espropriare le case per poi risarcire i Bischeri con un indennizzo di pochi fiorini. Un’esemplificazione del detto: a forza di tirare, la corda si spezza.

Secondo un’altra versione, invece, fu un incendio a distruggere completamente il quartiere, lasciando così i Bischeri, che non avevano voluto cedere all’esproprio, privi di abitazioni e soldi. Quale delle due versioni sia vera, non lo sappiamo. Il dato di fatto che rimane è che da allora bischero a Firenze significa una persona poco furba, o che, tentando di essere furba, fallisce.

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Il Canto dei Bischeri si trova a Firenze vicino a Piazza Duomo

Vie di Firenze – Vicolo del Panico

Un chiasso, o vicolo, con tutta una storia dietro, è Vicolo del Panico. Si annovera tra i vicoli chiusi, delimitati da un cancello. Vi si accede da via Pellicceria e non ha sfondo (mappa).
Il nome attuale risale all’Ottocento, seppure in realtà ebbe vari nomi, in prevalenza presi in “prestito” da altre vie, uso comune anche per strade di maggior importanza. In ordine di tempo: Vicolo di Capaccio, Vicolo dei Davanzati e quindi Vicolo del Panico.

Il termine Capaccio, toponimo ancora oggi di una strada nei pressi, era dovuto, come scrisse il Villani, al caput aquae, il serbatoio che raccoglieva l’acqua dell’acquedotto romano che approvvigionava la città dal Monte Morello, e di cui il volgare aveva stravolto l’etimo.

Vicolo Davanzati derivava invece da un altro che si trovava nei pressi di quella che sarebbe diventata piazza Davanzati.

Palazzo Davanzati a Firenze è sede del Museo della Casa Fiorentina Antica

Vicolo Vecchio del Panico o Vicolo dello Scandalo

Anche il nome attuale appartiene a un ulteriore vicolo, chiuso anch’esso da due cancelli, che la toponomastica fiorentina chiama, per distinguerlo, Vicolo Vecchio del Panico. Lì c’era un’antica osteria detta: “del panico”, forse perché attirava avventori come il panico gli uccelli. Nel Vicolo, delimitato da due cancelli, si può accedere da via del Corso per ritrovarsi in via Dante Alighieri.

Il Vicolo Vecchio del Panico era anche chiamato “Vicolo dello scandalo” per via delle acerrime lotte tra le famiglie dei Cerchi e dei Donati. La loro rivalità aveva raggiunto un tale acme che le famiglie erano arrivate a sfondare i muri delle rispettive abitazioni per entrare in quelle degli altri e sorprenderli nel sonno. La conseguenza fu l’abbattimento dei muri contigui con la successiva creazione di una stradina stretta e tortuosa.

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La Torre dei Donati si trova nel centro storico di Firenze.

Vie di Firenze – Il Canto alla Quarconia

Ultima tappa della nostra passeggiata tra le antiche vie di Firenze è il Canto alla Quarconia (Palazzo Spinelli) si trova all’angolo tra via de’ Cerchi e piazza de Cimatori (mappa).
L’ex Ospizio della Quarconia (1659), noto anche come Casa dei Monellini o Ospizio di San Filippo Neri, era un’istituzione caritatevole fiorentina che aveva la sua sede in via dei Cimatori.

Qui si offriva ricovero agli orfani vagabondi, il che assimilava l’istituto a una sorta di riformatorio.
Il nome deriva, con tutta probabilità, dall’espressione latina “quare quoniam”, traducibile in italiano con “perciò e poiché”, la formula introduttiva con cui si disponevano severi provvedimenti disciplinari nei confronti dei ragazzi, come la reclusione in celle speciali.

Una delle vie di Firenze più antiche è Via dei Cimatori.

Nel 1766 l’istituto venne dismesso, e gli orfanelli furono trasferiti, prima in via delle Casine, poi in via dei Malcontenti. Nel corso degli anni, prima di essere del tutto abbandonato, era divenuto un teatro e, in tempi più recenti, un cinema.

Quali sono le tue vie di Firenze preferite? Scrivici.

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