Una panoramica sul turismo in Toscana: flussi turistici italiani e internazionali, comuni più visitati e strutture più utilizzate nel 2019, prima dell’avvento della pandemia

Lo stato dell’arte del turismo in Toscana

Di cosa parliamo in questo articolo:

  • Un quadro generale del turismo in Toscana 2019
  • Turismo in Toscana nel 2019: quanta offerta di qualità, soprattutto extra-alberghiera
  • Turismo in Toscana nel 2019: dove? Per quanto? E chi?
  • Quali sono i turisti più alto-spendenti in questi ultimi anni?

Se vogliamo condurre un’analisi minimamente attendibile dell’andamento del turismo in Toscana dobbiamo fermarci al 2019, perché ovviamente la pandemia ha sparigliato a tal punto le carte che qualsiasi dato rilevato successivamente perde di senso.

Famiglia di tre persone che si godono la vista di Sorano, antico borgo medievale toscano

Un quadro generale del turismo in Toscana al 2019

I dati (Istat) che riportiamo si riferiscono all’offerta ricettiva (alberghiera ed extra-alberghiera) e ai flussi dei clienti che per motivi diversi arrivano e pernottano nelle strutture della nostra regione, pertanto nell’analisi non sono incluse le locazioni (imprenditoriali e non), essendo la loro rilevazione parziale e disomogenea.

Nel 2019, il flusso dei clienti nelle strutture ricettive toscane è cresciuto in maniera contenuta. A fare la differenza sono stati soprattutto gli italiani e il comparto extra-alberghiero per il quale si sono registrati gli incrementi maggiori rispetto al 2018.

Turismo agrituristico ed enogastronomico, ok

Il turismo montano è stata la risorsa che ha sofferto maggiormente; il turismo rurale ed enogastronomico invece si è avvalso delle variazioni positive maggiori in termini di arrivi e presenze.

In altre parole, l’offerta agrituristica ed enogastronomica ha fatto segnare punti importanti. Le zone del Chianti, del Brunello, del Nobile, di Bolgheri, ma anche del Morellino e della Vernaccia sono andate bene. Così come tutte quelle legate a prodotti tipici IGP o IGT, come la fiorentina, il tartufo bianco di San Miniato, il pecorino toscano, i vari legumi come il fagiolo zolfino o i ceci del Valdarno, il farro della Garfagnana, il lampredotto, la trippa, il salame toscano, la finocchiona, eccetera.

Meglio gli USA dell’UE

Benché i turisti provenienti da Germania, Stati Uniti d’America, Paesi Bassi, Francia, Regno Unito e Svizzera (incluso Liechtenstein) si siano confermati quelli più numerosi, i dati 2019 hanno fatto registrare una contrazione delle presenze dei Paesi UE e una crescita dei flussi dagli Stati Uniti.

Bene il turismo culturale e balneare nell’area di Firenze, nelle Terre di Pisa e nella Maremma area nord

Il 2019 ha confermato le buone performance degli ambiti di Firenze e dell’area fiorentina, delle Terre di Pisa – ossia del turismo culturale –  e della Maremma Area Nord, mentre invece sono calate le presenze in Versilia. L’ingente presenza straniera rimane una peculiarità del Chianti – dove si supera l’80% del totale presenze, con particolare prevalenza di americani, tedeschi e inglesi -, mentre l’Elba si è confermata l’area con la pressione turistica maggiore rispetto agli abitanti della zona.

Ottimo legame turistico tra Toscana e toscani

I dati 2019 hanno confermato anche lo stretto legame fra la Toscana e i toscani che, seguiti dai lombardi, hanno rappresentato la quota prevalente di presenze italiane, con maggiore predilezione per le località balneari della Maremma e della Costa degli Etruschi.

Giovane ragazza con macchina fotografica in mano in piedi sulla collina guardando Firenze da Piazzale Michelangelo

Turismo in Toscana nel 2019: quanta offerta di qualità, soprattutto extra-alberghiera

Entrando più nel dettaglio, nel 2019 si sono contate quasi 16.500 strutture ricettive, per un totale di posti letto che ha superato le 566mila unità. L’83% dell’offerta è stata rappresentata dal comparto extra-alberghiero, con una prevalenza di strutture agrituristiche (che rappresentano oltre il 30% dell’offerta ricettiva), e che in termini di posti letto ha corrisposto al 33% della disponibilità delle strutture alberghiere, con particolare riferimento ad alberghi a 3 e 4 stelle (col 24% dei posti letto).

In generale, nel confronto con le altre risorse, i comuni del turismo termale e del turismo culturale hanno detenuto le percentuali maggiori di posti letto alberghieri sul totale dei posti letto disponibili, anche se, a fronte di un 64% calcolato per i comuni termali, la quota è scesa al 44% nelle località d’arte e d’affari.

L’intensità del turismo toscano nei comuni e nelle aree

Come intensità di turismo rispetto ai residenti, hanno spopolato i comuni livornesi di Bibbona, Capoliveri e San Vincenzo, assieme a Castiglion della Pescaia, con un tasso di ricettività che ha superato il 200%. In questi luoghi le strutture ricettive presenti sono ormai in grado di ospitare un potenziale numero di visitatori che è più del doppio della popolazione.

A livello aggregato, sono stati 11 su 28 gli ambiti turistici che hanno superato l’indice medio di ricettività regionale (15%). Fra questi: Terre di Siena, Terre di Valdelsa ed Etruria Volterrana, Riviera Apuana, Versilia, Chianti, Maremma e Valdichiana Senese.

Mentre sono state le aree della Val d’Orcia, della Costa degli Etruschi, della Maremma Area Nord e dell’Isola Elba quelle dal potenziale ricettivo maggiore, con un tasso pari, rispettivamente, al 54%, 64%, 66% e 112%.

Bambini che fanno foto con lo smartphone di Piazza del Campo, Siena, Toscana

Turismo in Toscana nel 2019: dove? Per quanto ? E chi?

Nel 2019 la Toscana ha contato oltre 48 milioni e 400 mila presenze e 14 milioni e 500 mila arrivi. Rispetto al 2018, le componenti della domanda hanno fatto registrare incrementi (+0,5% per le presenze, +0,8% per gli arrivi) imputabili soprattutto ai flussi nazionali – cresciuti del 2% circa, sia in termini di arrivi che di presenze -, e al comparto extra-alberghiero, per cui si è registrato un +3% di arrivi e un +1% di presenze.

La permanenza media di chi ha soggiornato in Toscana è stata di circa 3 giorni ma, con specifico riferimento al comparto extra-alberghiero, si sale a 5 giorni.

Le tipologie del turismo straniero

I turisti provenienti da Germania, Stati Uniti d’America, Paesi Bassi, Francia, Regno Unito e Svizzera (incluso il Liechtenstein) si confermano quelli più numerosi, con una quota di presenze, sul totale delle presenze straniere, superiore al 5%. Le variazioni rispetto all’anno precedente hanno tuttavia mostrato una flessione importante che ha raggiunto il -8% nei casi di Paesi Bassi e Regno Unito, e addirittura il -11% per la Francia. Mentre si è osservato una tendenza contraria per i flussi dagli Stati Uniti, per cui si sono registrate variazioni positive: +5% arrivi, e +6,5% presenze.

Benché l’80% della domanda turistica si sia concentrata tra città d’arte e località balneari, dal confronto con l’anno precedente è emerso l’incremento consistente dei flussi di turismo rurale e culturale, mentre ha perso in modo consistente il turismo montano, con un decremento di arrivi e presenze che ha sfiorato il 4%. Non sorprende, dunque, che la provincia di Pistoia abbia registrato le variazioni negative maggiori: -4% per le presenze, –2% per gli arrivi.

I comuni toscani con le maggiori presenze

I comuni con le maggiori presenze – in ordine decrescente –  sono stati: Firenze, Pisa, Montecatini Terme, Castiglione della Pescaia, San Vincenzo, Orbetello, Grosseto, Siena, Bibbona, Viareggio e Capoliveri. Nel confronto col 2018 è rimasta molto buona la performance di Castiglion della Pescaia, dove il turismo è cresciuto del 10%, (a seguire San Vincenzo, Siena e Firenze), mentre sono risultate in calo le presenze nei comuni di Montecatini Terme e Bibbona, che rimane tuttavia il comune con la pressione turistica maggiore.

Giovani amici turisti posano sullo sfondo della famosa torre pendente di Pisa

Ma quali sono i turisti più alto-spendenti in questi ultimi anni?

Nel 2019, ultima estate pre-Covid, i giapponesi in Toscana si sono lasciati andare a spese folli, con 232€ di media giornaliera a persona. Se consideriamo una famiglia di 4 persone, la spesa giornaliera sale a 928€ al giorno. Ipotizzando poi una media di una settimana di permanenza, il minimo per visitare decentemente un po’ di Toscana, otteniamo una spesa per famiglia giapponese di circa 6.500€ totali, che non è affatto male. Se a questo aggiungiamo che circa un 10% di turismo deluxe nordeuropeo (tedeschi e olandesi in primis) spende in una settimana in Toscana, tra soggiorno, pranzi, cene, extra e attività varie, oltre 10.000€ be’, possiamo dire che i numeri sono discretamente buoni.

E la “medaglia nera” di quelli che hanno “le serpi in tasca”? Be’, va agli spagnoli, con una  media giornaliera di poco più di 80€, scesa a 65,30€ nel 2020. Ma avranno la possibilità di rifarsi nel 2022, nel 2023, nel 2024… Una seconda chance non la si nega a nessuno, no?

Giovane coppia di turisti felici in visita in Toscana

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