Il racconto della VI Supper Club a Firenze, la cena segreta di TuscanyPeople, organizzata da uno dei più famosi blog sulla Toscana.

Per prima cosa è necessario domandarsi: esiste un Tuscan LifeStyle? uno stile di vita originale, tipico toscano, che ci distingue da tutto il resto del mondo, così come esiste un London lifestyle, o un NY lifestyle, riconoscibili da chiunque?

E la risposta è , assolutamente sì, i toscani posseggono una visione della vita tutta loro che ne condiziona il modo di esprimersi, le scelte, il modo di lavorare, di atteggiarsi, di vestire, di mangiare, in poche parole, un loro modo di vedere le cose, solo che non è così circoscrivibile come quella di una città, pur grande, come Londra o New York.

No, lo stile di vita toscano non è facilmente schematizzabile, anche perché, si capisce, tra mare, monti, campagna e città, le differenze abbondano. Purtuttavia si possono individuare dei tratti comuni a un popolo che da secoli domina la scena mondiale con la sua genialità, la sua creatività, la sua sagace, ironica, concezione dell’esistenza.

Tra i tratti comuni che caratterizzano un po’ tutta la regione ci sono, oltre alla sublimità della natura sparsa un po’ ovunque, l’arte e la storia. In Toscana le vestigia del passato e le creazioni artistiche sono talmente tante che noi stessi non riusciamo a conoscere per intero il nostro patrimonio, come un super-nababbo che non sa più stimare le sue gigantesche sostanze.

E questo, nel bene e nel male, condiziona il nostro lifestyle.

Il bello che ci circonda dappertutto ci spinge a fare sempre meglio, a non accontentarci mai, a cercare d’imitare tanta grazia, a proporre soluzioni innovative, originali, per conservarla, o addirittura per superarla, ci spinge a un costante miglioramento verso l’eccellenza in ogni campo, dall’enogastronomia alla moda all’artigianato di ogni genere ma, e questo è il risvolto della medaglia, anche a divenire ipercritici, mai soddisfatti del risultato, sempre con un però aggiunto in fondo al giudizio.

Se pensiamo che nemmeno il David di Michelangelo - che sfilava per via Calzaioli, davanti al popolo meravigliato da quel gigante di marmo - metteva d’accordo tutti, e che addirittura Leonardo, pur ammirandolo, lo criticò, c’è bisogno di aggiungere altro?

Sì, diciamolo pure, noi toscani siamo polemici, acuti, pungenti, spesso armati di battuta mordace che ci proviene da un’ironia mai doma, mai sopita, ma abbiamo anche una nostra forma di umiltà che ci deriva dal costante contatto con una bellezza dilagante, travolgente.

Noi toscani siamo quelli che non gli va mai bene nulla della loro città, che hanno da ridire su tutto, ma che quando sono fuori dalla regione dicono: sì, bello, però Firenze… però Siena… però Pisa… però Lucca… però Arezzo…. però la Val d’Orcia… però l’Isola d’Elba… eccetera eccetera.

Maledetti toscani, ci ha chiamati Malaparte, è vero, ma abbiamo saputo anche trarre vantaggio dalle meraviglie che ci sono state elargite dalla natura e dai nostri progenitori, abbiamo saputo conservarle, abbiamo saputo farci ispirare in tutto quello che facciamo.

Noi toscani abbiamo tanti difetti, è vero anche questo, ma il difetto peggiore sapete qual è?

Provate a toccarci la Toscana, e ve ne accorgerete subito.

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