Campagna toscana: una vacanza di 7 giorni tra storia, natura e infinita bellezza

Abbiamo immaginato di passare una settimana di vacanza nella campagna toscana, in quello che è il cuore geografico regione. Casentino, Valdarno Superiore e Valdambra nascondono ricchezze sia paesaggistiche che storico-culturali. Ve la vogliamo raccontare, iniziando dalla lussureggiante Valle del Casentino.

Una strada vicino a Bibbiena in Casentino per visitare la Toscana in auto

Vacanza nella campagna toscana. Giorni 1 e 2: visitare il Casentino

La Valle del Casentino si trova a 50 chilometri a est rispetto a Firenze ed è un luogo magico, poco battuto per via del suo isolamento geografico, punteggiato da foreste rigogliose, antichi castelli, splendidi borghi e poi pievi e santuari di indiscussa importanza religiosa. Non mancano ovviamente specialità enogastronomiche a completare un offerta turistica invidiabile.

Cosa vedere in Casentino: giorno 1

Per il vostro primo giorno di vacanza nella campagna toscana abbiamo immaginato un early start con sveglia all’alba per meglio godere delle suggestive atmosfere del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Dopo una ricca colazione indossate le scarpe da trekking e preparatevi per un’escursione con pranzo a sacco tra alcune delle più suggestive del centro Italia.

Prati e boschi del Casentino in Toscana

Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi

Custode di una delle aree forestali più pregiate d’Europa, il Parco delle Foreste Casentinesi si estende lungo la dorsale appenninica tosco-romagnola. Copre un’area di circa 36.000 ettari e lo si può visitare a piedi prendendo uno dei tanti sentieri che costituiscono la rete di circa 600 chilometri percorribili anche in mountain bike e a cavallo oppure d’inverno con gli sci da escursionismo.

Qui si entra per respirare, per lasciare fuori frenesie e problemi, protetti da faggi secolari patrimonio UNESCO, in ascolto della natura circostante che pullula di vita. Se sarete fortunati avvisterete una delle 5 specie di ungulati presenti nel Parco: il cinghiale, il capriolo, il daino, il cervo e il muflone. Le Foreste Casentinesi ospitano inoltre la più importante popolazione di lupo dell’Appenino settentrionale.

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Parco delle Foreste Casentinesi in un giorno di sole in estate

L’Eremo di Camaldoli

A 1100 metri di altitudine, a pochissima distanza dal crinale appenninico tosco romagnolo, si trovano l’Eremo di Camaldoli e il sottostante Monastero. Fondato nel 1012 da San Romualdo lo si può ragionevolmente identificare come il cuore del Parco delle Foreste Casentinesi. Sinonimo di fede e spiritualità, ma anche di pregevole arte figurativa e architettura, l’Eremo è da secoli gestito dai Monaci Camaldolesi che si occupano delle varie attività. Una su tutte, la gestione del pregiato legname utilizzato anche per le impalcature di opere monumentali quali il gigantesco Duomo di Firenze.

I punti di maggior interesse del Monastero di Camaldoli sono i chiostri interni, la chiesa – dove sono conservate le opere del Vasari – e la famosa farmacia. Qui è possibile visitare l’antico laboratorio e acquistare i prodotti dei monaci: medicine sì, ma anche liquori, saponi, creme, caramelle balsamiche e la nota cioccolata.

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Il Sentiero delle Foreste Sacre è un itinerario del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi che si conclude al Santuario de La Verna

Il Planetario di Stia

Per concludere questa prima ricca giornata alla scoperta del Casentino abbiamo pensato a un luogo meno altisonante ma dal fascino indiscusso. Osservare il cielo stellato piace a grandi e piccini, e nel delizioso borgo di Stia sorge per l’appunto un piccolo planetario. Sono numerose le attività in programma sia d’estate che d’inverno, eventi notturni designati a mettere in luce le costellazioni importanti, i pianeti e le stelle facilmente visibili a occhio nudo o con l’ausilio del telescopio.

Stia è tra l’altro un borgo bellissimo, con una deliziosa piazza irregolare e leggermente in salita punteggiata da armoniosi portici. È abbellita da una fontana in pietra e da balconcini pieni di fiori. Potreste pensare di fermarvi qui per cena di rientro dal Parco e in attesa di rimirar le stelle dal Planetario.

Un ragazzo guarda il cielo stellato con un telescopio a Stia in Toscana

Cosa vedere in Casentino: giorno 2

Per questo vostro secondo giorno di vacanza nella campagna toscana alla scoperta del Casentino vi consigliamo di avventurarvi tra i suoi borghi medievali, le sue pievi e i suoi castelli. Giornata meno impegnativa fisicamente, ma non meno mistica e suggestiva.

Romena: la Pieve, il Castello

Siamo nel comune di Pratovecchio Stia. Situati in vetta a un colle di 600 metri s.l.m. si stagliano le suggestive rovine di un castello accanto al quale sorge una pieve, senza dubbio una delle più belle della Valle. Il Castello di Romena conserva le vestigia di ciò che fu: una struttura di notevole grandezza, con tre torri fortificate e tre cerchie murarie concentriche disposte su più livelli. Restaurato negli anni ’50, rimane nel suo genere uno dei monumenti più significativi della Toscana.

L’attigua Pieve di Romena è luogo di raro misticismo e pace. Fu costruita nel 1152 su una preesistente chiesa romana. Tra i pellegrini che ha ospitato nei suoi otto secoli e mezzo di vita, figurano Dante, che vi trovò ospitalità durante il suo esilio, e D’Annunzio, che qui scrisse le poesie della raccolta Alcyone.

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Il Castello di Romena in Casentino, fondato dagli Etruschi, che ispirò Dante e D'Annunzio ospita oggi il Museo Archeologico delle Armi.

Il Castello di Poppi

Dalla stessa Romena è possibile avvistare in lontananza quella che costituisce una vera e propria gemma incastonata nella splendida Valle del Casentino: Poppi e il suo Castello magnificamente conservato. Il fatto che il monumento si trovi in uno dei borghi più belli della Toscana, Poppi Alto, aggiunge alla visita ulteriore interesse.

Dopo una sosta per un boccone, potete spendere l’intero pomeriggio qui, visitando il Castello eretto nel 1191. Fu ristrutturato nel 1274 e la sua paternità architettonica è in parte attribuita a Arnolfo di Cambio. All’interno è possibile ammirare una cappella, un museo una biblioteca e un Centro di documentazione.

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Il Castello di Poppi nell'omonimo borgo toscano, in Casentino

Cosa vedere in Casentino: giorno 3

Per questo terzo giorno di vacanza nella campagna toscana vi invitiamo a visitare uno dei luoghi più mistici d’Italia: Il Santuario de La Verna.

Il Santuario de La Verna

Il Santuario della Verna si trova su un picco dalla forma inconfondibile con la sua vetta di 1283 m s.l.m. che cade a strapiombo su tre lati. È visibile da tutto il Casentino e dall’Alta Valtiberina. Incastonato sulla roccia e avvolto da una monumentale foresta di faggi e abeti, si trova il grande complesso del Santuario che dentro la sua massiccia e articolata architettura custodisce tesori legati alla spiritualità, all’arte, alla storia.

Se amate la figura di San Francesco questo è il luogo per voi. Il Santo vi soggiornò in ritiro nel 1224 ed è qui che avrebbe ricevuto le stigmate. Luogo estremamente mistico e silenzioso, dove ritrovarsi e passeggiare tra castagni enormi, godere di panorami mozzafiato, approfondire le proprie conoscenze storico-artistiche. Prendetevi la giornata per goderne in tutta calma. Il complesso è molto grande e ricco di luoghi d’interesse. È possibile pernottarvi e i Monaci Francescani offrono un pacchetto pensione completa.

Il Santuario de La Verna nelle Foreste Casentinesi in Toscana

Giorni 4 e 5 nella campagna toscana: visitare il Valdarno Superiore

Altrimenti noto come Valdarno di Sopra, ci troviamo in quell’area della Toscana delimitata a est dalla montagna del Pratomagno ed ad ovest dai monti del Chianti e la Val di Sieve. Terra pittoresca che ha fatto da musa ispiratrice a varie opere di Leonardo da Vinci, offre scorci di rara bellezza. Borghi, oasi naturali, aree protette, opere d’arte, buon cibo e ottimo vino: non manca davvero nulla per un’indimenticabile vacanza nella campagna toscana.

Cosa vedere in Valdarno Superiore: giorno 1

Per questo vostro primo giorno in Valdarno Superiore vi proponiamo un trekking di media difficoltà sul Pratomagno, montagna che divide proprio il Casentino dal Valdarno. In auto passate da Loro Ciuffenna e proseguite per i Gorgiti. Qui inizia il sentiero che in un tratto è piuttosto ripido ma non difficile. Portatevi acqua e cibo.

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Vista sul borgo toscano di Loro Ciuffenna con in lontananza il grande massiccio del Pratomagno

Il Pratomagno

Dorsale la cui vetta più alta raggiunge i 1.592 metri, offre panorami mozzafiato soprattutto verso la direttrice sud- sud-est. Una volta raggiunta la cima la vista non vi deluderà: se avete fortuna di capitarci in una giornata tersa lo sguardo spazierà dall’Appennino Tosco-Emiliano fino al Monte Amiata e al Monte Cetona verso il Lazio, e fino ai Monti Sibillini a cavallo tra Umbria e Marche.

“Prato Magno”: grande prato. È forse questa la sua caratteristica principale dalla quale trae il suo nome; un grande prato che corre lungo quasi tutti i 20 km di crinale, da Monte Lori al Monte Secchieta.

Risorsa di stupore difficile da raccontare, al crepuscolo si incontra giusto qualche fungaiolo esperto, all’imbrunire non è escluso avvistare un lupo in lontananza. Dalla Croce, simbolo inequivocabile della sua vetta, si scorgono mucche e cavalli allo stato brado. Le fioriture nei mesi primaverili ed estive sono caleidoscopiche. I boschi di faggi, abeti e castagni silenziosi guardiani.

Non mancate, scendendo dal Pratomango, di fermarvi in uno dei suggestivi borghi che lo punteggiano, magari per una merenda o per aperitivo. Lasciatevi Gropina per il giorno dopo, a breve capirete perché.

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Il grande massiccio del Pratomagno, tra Casentino e Valdarno Superiore, è un affascinante giardino naturale, ricco di storia e tradizioni

Cosa vedere in Valdarno di Sopra: giorno 2

Siamo al quarto giorno di vacanza nella campagna toscana, secondo in Valdarno Superiore. Dopo la giornata fisicamente intensa di ieri, rilanciamo con un itinerario da macchina fotografica alla mano e da percorrere tutto in auto: la Strada dei Sette Ponti.

La Strada dei Sette Ponti

Si tratta senza dubbio di una delle strade più belle della campagna toscana, ricco di storia e paesaggi da cartolina. 60 km di un percorso lento e sinuoso, sospeso tra storia e bellezza: ulivi, cipressi, vigne, casolari e ancora borghi, chiese millenarie e l’area protetta delle Balze del Valdarno dal valore naturalistico inestimabile. Il suo nome ha a che fare con i sette ponti sull’Arno che punteggiano la via. Immaginiamo di partire dal lato che guarda Firenze. Donnini è il paesino da cui parte la strada che subito sale regalando un primo colpo d’occhio sulla Valle dell’Arno. Le tappe sono 13, ma noi vogliamo darvi qualche dritta su ciò che proprio non dovete perdere.

La Pieve a Pitiana è sicuramente una di queste. Risalente all’anno Mille, custodisce al suo interno due tavole attribuite alla scuola del Ghirlandaio. A Reggello accanto alla Pieve di San Pietro a Cascia si trova il Museo Masaccio in cui è esposto tra le altre opere il suo famoso Trittico di San Giovenale.

Loro Ciuffenna è inserito nella lista de “I borghi più belli d’Italia”. Si trova proprio a metà della strada dei Sette ponti dunque costituisce meta perfetta per un pranzo al volo. La Pieve di San Pietro a Gropina è la più antica pieve romanica del Valdarno Superiore, dichiarata monumento nazionale per la sua importanza storica e artistica.

Ultima tappa è Ponte a Buriano, famoso per il suo ponte romanico che alcuni studiosi identificano come quello alle spalle della Gioconda nel capolavoro di Leonardo Da Vinci.

Ponte a Buriano in Valdarno Superiore è quasi certamente il ponte rappresentato da Leonardo nella Gioconda

Le Balze del Valdarno

Lungo il tragitto descritto, noterete in prossimità di Castelfranco e Piantravigne delle particolari conformazioni geologiche posizionate letteralmente ai piedi del Pratomagno. Si tratta delle famose e affascinanti Balze del Valdarno, dette anche Smotte, costituita da sabbie, argille e ghiaie e risultato di un fenomeno erosivo.

Possono essere alte anche 100 metri, sono intercalate da profonde gole e costituiscono zona protetta. Si tratta di una sorta di Monument Valley in miniatura nel mezzo alla campagna toscana, sconosciuta a molti. In base a quanto tempo volete dedicargli potrete decidere se fermarvi per fare giusto qualche foto oppure seguire uno dei tanti sentieri del Cai.

Le Balze del Valdarno sono formazioni geologiche tipiche di questo territorio della Toscana

Vacanza in campagna toscana, giorni 6 e 7: visitare la Valdambra

Valle estremamente fertile abitata sin dall’epoca etrusca, è quasi interamente racchiusa nel comune di Bucine, propaggine meridionale del Valdarno che si incontra qui con i Monti del Chianti. Verdissima e rigogliosa, custodisce tesori storici, artistici e naturalistici che vi consigliamo di scoprire preferibilmente a piedi. Il primo itinerario vi porterà tra borghi, castelli, pievi e colline. Il secondo alla scoperta di alcuni degli alberi più antichi della Toscana. Zaino in spalla, acqua e viveri: si parte!

Cosa vedere in Valdambra: giorno 1

Sentiero perfetto attraverso la campagna toscana, per chi ama un turismo slow, tra arte, natura e relax. Potete farlo tutto d’un fiato oppure decidere di percorrerlo in due momenti diversi, data la possibilità di dividerlo in due sotto anelli.

Il borgo di Duddoa, vicino a Bucine, in Valdambra, Toscana

Sentiero dell’Alta Valdambra

Il sentiero dell’Alta Valdambra forma un anello che si snoda tra le colline della Toscana più bella. È il sentiero numero 47 del CAI che attraversa boschi di erica e roverella, lambisce vigne e campi, costeggia un’incredibile macchia di corbezzoli per raggiunge i castelli medievali di Cennina e Montebenichi e i borghi rurali di Duddova e San Martino. Un sentiero storico-naturalistico che non pone particolari difficoltà e che oltre che a piedi può essere percorso in mountain bike e a cavallo. Il tempo totale di percorrenza sono circa 7 ore e mezzo e la sua lunghezza totale 17 km.

Se lo si desidera il sentiero dell’Alta Valdambra offre la possibilità di spezzarlo in due sottoanelli: uno è il cosiddetto ‘Anello dei Castelli’ che da Cennina passa per Casucci, Poggialto, Monte di Rota e torna a Cennina. Tempo totale di percorrenza 5 ore per una lunghezza di circa 13 km.

L’altro si chiama ‘Anello dei corbezzoli’ che da Montebenichi passa da Casucci e Poggialto per chiudersi nuovamente a Montebenichi. Tempo totale di percorrenza 3 ore, lunghezza totale 8,5 km.

Il Castello di Cennina in Valdambra, Toscana

Cosa vedere in Valdambra: giorno 2

Per questo secondo giorno in Valdambra, nonché ultimo della nostra vacanza nella campagna toscana, vi consigliamo un’escursione alla volta di capolavori che non sono stati creati dall’uomo ma da Madre Natura. Sette alberi secolari censiti dal Corpo Forestale dello Stato che si stagliano indisturbati da secoli, custodendo pezzi di storia tra aneddoti e curiosità.

Gli alberi della memoria in Valdambra, Toscana

Si tratta di alberi spettacolari, enormi, antichissimi. Alberi della Memoria a difesa di un territorio magico e di un patrimonio naturalistico inestimabile. Sette giganti silenziosi, vetusti, sacri. Ve ne diamo una breve descrizione, una volta in loco troverete mappe e ulteriori approfondimenti. Visitandoli attraverserete tutta la regione della Valdambra.

I Pini di Migliarina: di grande valore paesaggistico qui sono insolitamente usati per punteggiare i viali di accesso alle proprietà al posto del più comune cipresso. Il Gelso di casa Zani: veniva piantato per l’allevamento del baco da seta pensate! È uno dei gelsi più grandi ufficialmente censito dal Corpo Forestale dello Stato. Il Leccio di Bellavista, detto anche Rocolo: è già inserito nell’elenco degli alberi monumentali della Regione Toscana; veniva usato per catturare gli uccelli ed in passato, fino a poco tempo fa, si organizzavano al suo cospetto feste e sagre.

Il Cipresso di Petrolo: si tratta del più grande esemplare della provincia di Arezzo. Il cipresso marca il confine tra la proprietà di Petrolo e la Curia. La Quercia di Badia a Ruoti: bellissimo esemplare ibrido di roverella. Nell’interno di un ramo si nota il nido di un picchio. Il Tasso di Pietraviva: e’ uno dei tassi più grandi d’Italia ed è già inserito nell’elenco degli alberi monumentali della Regione Toscana. Si trova nel giardino privato della famiglia Bartolini che è disponibile per una visita previo appuntamento. L’Olivone di Montebenichi: pianta antichissima di cui è stato studiato anche il DNA. Una delle molteplici ipotesi identifica il tronco con due polloni distinti che con il tempo si sono uniti.

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Leccio nella campagna toscana

Care lettrici e cari lettori, a noi è venuta una gran voglia di partire per un’indimenticabile vacanza nella campagna toscana, e a voi? Quale la meta che visitereste per prima tra quelle che abbiamo suggerito? Fatecelo sapere lasciando un commento qui oppure sui nostri canali social: Facebook e Instagram.

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