Paragonabili a dei Guttuso dell’enologia, le bottiglie da collezione sono sempre più richieste. Ma quali sono i più prestigiosi vini da collezioni toscani, e perché? Alla scoperta di un mondo evocativo e affascinante, dove la Toscana non manca di essere protagonista.

Vini da collezione toscani e non: una breve guida al collezionismo enoico

Da hobby per pochi a potenziale investimento per tanti. Il mondo dei vini da collezione appassiona sempre più persone. Un mercato milionario dove non mancano aneddoti al limite dell’incredibile.

Thomas Jefferson, il primo collezionista della storia

La chiamano arte liquida quella che vede come pezzi unici extra-lusso bottiglie di vino da collezione. Un’affascinante passione per facoltosi intenditori iniziata a fine ‘700. Sembrano tutti d’accordo nel ritenere che il primo vero collezionista di vini sia stato Sir. Thomas Jefferson, il quale prima di divenire terzo Presidente degli Stati Uniti fu ambasciatore in Francia.

È durante questo periodo che acquistò quella che divenne un’invidiabile collezione di vini, per lo più francesi, e che egli stesso marcò poi con le sue iniziali. Le bottiglie che ne hanno fatto parte sono ancora tra le più ambite dai collezionisti.

Thomas Jefferson Memorial, statua al Missouri History Museum di St. Louis, Missouri, Stati Uniti d'America.

Superwine sempre più trendy

Se è vero che per molto tempo il collezionismo di vini pregiati e rari era un vezzo per pochi, è altrettanto vero che oggi si tratta di un mercato milionario che coinvolge sempre più persone. Un trend in ascesa che sembra destinato a non fermarsi. In parte perché il vino, se trattato a questi livelli, è a pieno titolo parte del mondo del lusso tanto quanto alcuni oggetti d’arte e, come tale, risente pochissimo delle inflessioni di mercato; in parte, il dilagare di questa nuova moda ha come complice il web, capace di mettere in contatto privati, cantine, battitori d’aste, letteralmente in un balletto.

Nel tempo è inoltre cambiato l’identikit del collezionista di vini che non necessariamente è alla ricerca di un pezzo introvabile da aggiungere al ventaglio di rarità da mostrare nelle grandi occasioni (quasi mai da aprire e sorseggiare!). Sempre più spesso infatti, chi è a caccia di scoop enologici – che comprendono anche etichette introvabili o bottiglie vuote leggendarie – tratta gli oggetti della sua ricerca come vera e propria merce di scambio.

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Collezionista di vini sceglie bottiglia dalla cantina

I vini da collezione: l’1% di tutte le bottiglie prodotte al mondo

I vini da collezione più ricercati costituiscono soltanto l’1% di tutte le bottiglie prodotte al mondo, e vengono valutati da commissioni di esperti che ne giudicano tutte le caratteristiche.

Non è facile finalizzare un prezzo, ma il loro valore è stimato in base alla storia, al grado di conservazione (del vino, della capsula, dell’etichetta), alla provenienza e a come il proprietario ne è venuto in possesso, alla dimensioni della bottiglia, ma anche ad aneddoti eccezionali che li rendono contesi oggetti del desiderio.

Bottiglie di vino da collezione in una cantina

Top 50 dei vini più costosi al mondo

Ed è così che tra vini molto datati e altri più recenti, di vitigno in vitigno e di cantina in cantina la lista dei vini da collezione che hanno raggiunto cifre da capogiro si allunga ogni anno di più. Abbiamo curiosato nella top 50 dei vini più costosi al mondo, e dire che la Francia la fa da padrone è un eufemismo. Due dei tre vini sul podio sono suoi, così come il resto della prestigiosa classifica che parla decisamente francese. Se escludiamo qualche Riesling e un Merlot californiano, tutti gli altri vini sono in effetti francesi.

La Borgogna di Romanée-Conti sul podio

Al primo posto l’indiscusso Domaine de la Romanée-Conti con il suo Romanée-Conti Grand Cru 1945. Etichetta prestigiosa a prescindere, e che in questo caso particolare ha raggiunto all’asta la cifra pazzesca di 558mila dollari perché prodotta l’anno che sigillò la fine della Seconda Guerra Mondiale e la Liberazione dal Fascismo. Si trattava poi di una delle sole 600 bottiglie commercializzate. C’è infine da considerare che il 1945 è stata l’ultima annata della vecchia gestione del vigneto Domaine de la Romanée Conti. L’anno dopo fu realizzato un nuovo impianto che però darà i primi raccolti solo nel 1952. Questo è un esempio perfetto che prova a spiegare il perché di certi prezzi e il perché di tanto interesse attorno a una bottiglia. Gli elementi che finiscono per costituire il loro valore sono molteplici, e spesso si intersecano aumentando attenzione e intrigo.

Bottiglia di Domaine de la Romanee Conti Romanee Conti Grand Cru 1945

L’Italia dei grandi vini rossi da collezione

Ok, va bene, ammettiamolo. I francesi in questo senso ci hanno fatto il cappotto, probabilmente anche perché nei secoli sono stati molto più bravi di noi nel promuovere i loro vini, e oggi raccolgono i frutti decisamente abbondanti di un marketing davvero ben fatto. Chapeau.

Consoliamoci però perché dopo Champagne pregiati, grandi Domaine e Château francesi, tra i vini da collezione più richiesti dagli intenditori ci sono alcuni miti dell’enologia italiana. Sono Veneto Piemonte e Toscana a tenere in mano le redini della corsa alla bottiglia più pregiata, soprattutto con Amarone, Barolo e alcuni dei grandi vini rossi toscani.

Due bottiglie di Barolo, uno dei vini da collezioni più importanti d'Italia

La Toscana che non si smentisce mai: i migliori vini da collezione

Se infatti è vero che l’Italia è lungi dal competere con la Francia in termini di prestigio enoico, è anche vero che i nostri vini sono ben più abbordabili. Come dicevamo, oggi il collezionismo di bottiglie d’eccezione coinvolge un’audience sempre più vasta proprio perché, volendo, non occorrono necessariamente budget folli. Con qualche migliaio di euro è infatti possibile acquistare casse intere di Brunello, Nobile e Supertuscans. Rivolgendosi al consulente giusto e avendo un po’ di pazienza, nell’arco di qualche anno i vostri vini da collezione potrebbero fruttare un bel gruzzoletto.

Bolgheri, Montalcino, Chianti…e sai in cosa investi

I vini toscani apprezzati in tutto il mondo si sa, sono tantissimi; ma quelli più ricercati dai collezionisti sono prevalentemente vini rossi di annate storiche che vedono il Brunello dominare la scena. Se firmato Biondi Santi, poi, il gioco è fatto. La loro riserva del 1955 potrebbe costarvi ‘solo’ 11 mila e rotti euro! Seguono fedelmente i grandi Supertuscans, le leggende della storia vitivinicola toscana più moderna, come Sassicaia e Masseto, con 2.500 euro per un Tenuta San Guido 1985, e 900 euro per un Masseto 2010. Pergole Torte e Castellare di Castellina si fanno decisamente notare: un Montevertine 1990 lo si può acquistare per 2.600 euro mentre un Castellare di Castelina ‘I sodi di Niccolo’ del 1982 potrebbe entrare a fare parte della vostra collezione per 930 euro.

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Bottiglia di Chianti Classico sigillata, vendemmia 1943

Collezionare vino: chi non risica non rosica

No risk no fun direbbero gli anglosassoni. Attenzione però, collezionare vino non significa limitarsi a sborsare un po’ di denaro e pazientare per godere dei frutti del vostro rischio. Oltre al budget di partenza dovrete considerare anche altri aspetti se volete che il vostro investimento non venga vanificato. Fondamentale soprattutto avere il giusto posto dove stoccare il vino. Se non disponete di un luogo adatto a casa, potete sempre decidere di acquistare una cantinetta elettronica: ha le sembianze di un piccolo frigo e vi assicurerà il perfetto mantenimento dei vostri tesori.

Ma nella vita non si mai, e dunque altro aspetto da non sottovalutare è la possibilità di stipulare una polizza assicurativa. Tale William Sokolin potrebbe sicuramente confermarne l’utilità. Proprio lui, infatti, portò a un gala organizzato in onore della cantina, una delle 600 bottiglie della collezione di Thomas Jefferson, uno Chateau Margaux del 1787. Disgraziatamente un cameriere maldestro la urtò rompendola in mille pezzi. Sokolin chiese un risarcimento all’assicurazione ottenendo l’equivalente di ben 162.275 euro!

Una bottiglia di Chateau Margaux del 1787

Occhio ai Wolfgang Fisher dell’enologia

E proprio come nel mondo delle opere d’arte, anche nel caso di collezionismo enoico esistono i falsari, il che rende in qualche modo tale mondo ancora più intrigante: pensate che Netflix ha addirittura dedicato un film all’argomento, ispirato al falsario enoico più famoso al mondo.

Rudy Kurniawan nasce come collezionista seriale di grandi bottiglie per poi divenire uno dei principali commercianti. Peccato che troppo tardi, e per troppi investitori, si scoprì che aveva smerciato per lo più falsi vini da collezione: bottiglie dei più grandi Chateaux del mondo taroccate dallo stesso falsario che, mescolando annate vecchie e nuove, aveva creato, sembra, almeno 12 mila bottiglie farlocche. Il Dr. Conti, così fu soprannominato perché falsificò soprattutto vini del prestigioso Domain francese, fu condannato a 10 anni di reclusione e dovette pagare una multa di 10 milioni di dollari!

Sommelier prende appunti durante una degustazione di vini

E voi care lettrici e cari lettori, investireste mai in vini da collezione toscani e non? Fatecelo sapere lasciando un commento su Instagram o Facebook.

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