I vini da dessert toscani raccontano le piccole grandi storie della nostra meravigliosa terra. Persone e percorsi che rendono il made in Tuscany un lusso mentale ed emotivo.

Vini da dessert toscani, tradizione consumata con il dolce

Non ti mettere in cammino se la bocca ‘un sa di vino“.

Non viaggiare se la bocca non sa di vino, recita un proverbio della mia amata Toscana. E il mio viaggio parlerà del made in Tuscany che sa di vino, di colline rotonde, di cipressi lungo strade di campagne e di sole che tramonta sui vitigni silenziosi dopo una giornata di lavoro. Questo è il glamour della Toscana, il suo biglietto da visita.

I vini liquorosi toscani sono prodotti tipici sempre presenti a un pranzo o cena che si rispetti, prodotti in varie zone della Toscana

Il mio percorso parlerà dei vini da dessert toscani, quelli che fanno convivialità e riscaldano mente e cuore. Una grande tradizione, fatta di persone e storie, accompagna questi vini.

Vini da dessert toscani, la risposta della terra al sole

Ansonica

Il mio viaggio inizia a Grosseto, in Maremma. Sorrido, pensando che se mi avessero dato un soldo, da piccina per tutte le volte che ho sentito dire “Maremma” nella mia famiglia, a quest’ora sarei un Paperon de’ Paperoni con la gonna! Pinete e acque cristalline, sole e aria profumata ovunque. Mi fermo giusto il tempo di un caffè a casa di mio zio Duccio. “Duccio che beve il vinuccio” lo canzonavamo noi da piccoli perché trascorreva tutto il suo tempo perso tra i filari delle vigne.

I vini liquorosi toscani sono prodotti tipici sempre presenti a un pranzo o cena che si rispetti, prodotti in varie zone della ToscanaNaso rosso e mani grandi che conserva tutt’ora, mi dà un bicchierino (giusto un “cincinnino”) di Ansonica.

L’Ansonica è un vitigno bianco italiano. Conosciuto anche con i nomi di Inzolia (in siciliano) o Insolia, ha origini meridionali, ma è diffuso anche in altre regioni italiane come la nostra Toscana ed il Lazio, in particolar modo l’Isola d’Elba, l’Isola del Giglio e il Monte Argentario. Una seconda versione, sembra che abbia una lontana origine francese, sarà vero, forse risalente alla dominazione Normanna della Sicilia.

Tra i vini da dessert toscani, l’Ansonica ha un aroma sottile e penetrante, giallo con dei bellissimi riflessi ambrati. Deve essere giovane, mi dice lo zio. Infatti sopporta un leggero invecchiamento, massimo due o tre anni. Saluto portandomi dietro pezzi di infanzia e salumi incartati per il viaggio!

Aleatico

Finestrini abbassati e direzione Isola d’Elba. La Toscana, penso, è vino,  food, ma quanto lavoro dietro, quanta dedizione.
Sono sul traghetto e il panorama è mozzafiato. La Giulia mi aspetta sulle porte di un’osteria tipicamente elbana. Siamo accolti da un signore simpatico che mi versa un buon bicchierino di Aleatico perché la “bimba (la ragazza) deve sentì quant’è bono!”

I vini liquorosi toscani sono prodotti tipici sempre presenti a un pranzo o cena che si rispetti, prodotti in varie zone della Toscana

L’aleatico è un vitigno aromatico a bacca nera (precisamente blu-vermiglio). E’ probabilmente una mutazione del Moscato nero toscano. In toscana si producono diversi vini a Denominazione di Origine, DOC.

E’ rosso e rotondo come la passione. L’oste mi racconta di come gli acini di quest’uva, piccoli e dalla buccia trasparente, siano in grado di dare un vino da dessert così buono. Gli chiedo spiegazioni sulla lavorazione dei vini da dessert toscani. Il vino liquoroso “è preciso” mi dice, “si produce con precise regole e precise condizioni.“. Direi che è stato chiaro, no?

E’ diffuso in gran parte della Toscana, e in particolare modo all’Isola d’Elba, Isola di Capraia e nei comuni di Sorano, Pitigliano, Manciano.

Moscadello

Ripartiamo, io e la Giulia insieme, perché ci aspetta la parte più emozionante del viaggio.
Siamo a Siena, nella zona del Chianti. La Val d’Orcia, terra di vento e di deserto, si apre davanti ai nostri occhi. Qui gioco in casa, ci sono angoli che parlano della mia infanzia ovunque.
In questa zona c’è una piccola perla che, nel corso dei miei viaggi all’estero, ha sempre identificato la Toscana e il made in Tuscany con il lusso, un certo lifestyle nel food e nel wine (per dirla all’ anglossassone): Montalcino.

I vini liquorosi toscani sono prodotti tipici sempre presenti a un pranzo o cena che si rispetti, prodotti in varie zone della Toscana

E se la prima immagine è quella del Brunello, la seconda è senza dubbio quella del Moscadello (o Moscatelletto come lo chiamavano i miei genitori). Un vino liquoroso, fatto come tutti i vini da dessert toscani secondo precise regole e solo nel comune di Montalcino. Prodotto col vitigno Moscato bianco, è sottile, dolce, frizzante. E’ ampio ed elegante. Ha affascinato personaggi lungo tutto lo scorrere dei secoli (Francesco Redi nel 1685 gli dedicò un verso nella sua Ode a Bacco: “del leggiadretto, del si divino Moscatelletto di Montalcino“). Penso di non aver mai mangiato un cavalluccio o un ricciarello non accompagnato da questo vino.

Vin Santo Toscano

Il mio viaggio però ha anche un amarcord fortissimo, tutto legato al vin santo Toscano, tra i vini lda dessert toscani il più tipico della regione, ma particolarmente pregiato nella mia zona.
Un nome curioso il suo, dall’origine incerta. Da piccina, mi raccontavano che veniva chiamato così perché “l’era talmente puro da poterci dire messa“. Si narra inoltre che nel corso della peste un frate lo somministrasse agli ammalati e tanto era il sollievo provato che esclamavano immancabilmente “vinsanto!“. Si dice anche che il nome derivi dal fatto che veniva sempre realizzato in occasione delle feste cristiane.

I vini liquorosi toscani sono prodotti tipici sempre presenti a un pranzo o cena che si rispetti, prodotti in varie zone della ToscanaIl vin santo è prodotto con cura e si ottiene dai vitigni Trebbiano toscano e Malvasia. Mio padre sceglieva gli acini uno ad uno con cura. Li faceva appassire (rigorosamente con la luna calante) appendendoli a ganci “perché cosi non fa’ la muffa” mi diceva, lavorando senza sosta. La mia cantina era il luogo sacro in quel periodo. Piccoli trofei che i miei genitori controllavano con cura e amore. Una volta appassiti, gli acini venivano pigiati. Il prezioso mosto che ne usciva era messo nei caratelli, piccole botti che nella mia mente di bimba assomigliavano a scrigni preziosi di legno. Guai a far uscire i residui di mosto dell’anno precedente!

I vini liquorosi toscani sono prodotti tipici sempre presenti a un pranzo o cena che si rispetti, prodotti in varie zone della ToscanaQuella era la madre del vin santo, capace di far la differenza. A questo punto si aspettava la sua maturazione, lenta e sicura, come un pomeriggio assolato in Toscana.
La prima bottiglia aperta prevedeva un rito. Mio padre seduto che lo versava alla “mi’ mamma” e le chiedeva “L’è bono Sestì?” e mia mamma che rispondeva sempre “Giovà, l’è proprio bono“.
Il vin santo è la festa toscana. E’ il profumo della convivialità e dell’accoglienza. Mai sulle tavole toscane contadine si è vista una bottiglia di vin santo senza i famosi cantucci!

I vini liquorosi toscani sono prodotti tipici sempre presenti a un pranzo o cena che si rispetti, prodotti in varie zone della ToscanaUn vin santo davvero speciale e molto molto raro è quello chiamato Occhio di Pernice. Si utilizzano grappoli selezionati di Sangiovese, Malvasia Nera e/o Canaiolo che vengono scelti con cura per poi essere fatti appassire.

Margaret Fullen diceva che il vino è la risposta della terra al sole. Mai risposta fu così preziosa, unica e ricca come nella mia Toscana.

 

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