Monumenti romanici e rinascimentali adornano Piazza Duomo, una delle più suggestive d’Italia. Siamo a Pistoia, capitale della cultura 2017, pronti a guidarvi alla scoperta delle sue bellezze.

La capitale della cultura 2017 si ferma in Toscana

Dalla Cattedrale di San Zeno all’omonima Torre Campanaria fino ai percorsi sotterranei, visitare Pistoia vi sorprenderà ad ogni sua latitudine, stupendo chi la visita per la prima volta e facendosi riscoprire, ad ogni passo, da tutti gli altri.

Vademecum per visitare Pistoia, capitale della cultura 2017, tra arte e storia, simboli della città, antiche botteghe e gustosi locali

Visitare Pistoia, la capitale della cultura 2017 per l’Italia

Prima di iniziare il nostro tour, capiamo in cosa consiste il titolo di “capitale italiana della cultura”. È stato istituito nel 2014, quando Matera è stata eletta “capitale europea della cultura 2019”, ed è assegnato ogni anno dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo su indicazione di una commissione di sette esperti nominata dallo stesso ministero.

La città eletta “capitale della cultura 2017” ha, per quest’anno, l’opportunità di mettere in mostra le sue bellezze artistiche e le iniziative culturali proposte, valorizzando i beni culturali e paesaggistici e migliorando i servizi rivolti ai turisti.

Un motivo in più, quindi, per pianificare un viaggio in questa splendida città toscana e visitare Pistoia, capitale della cultura 2017, al sesto posto nella top 10 delle città “Best in Travel 2017” di Lonely Planet.

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La Sala

Iniziate la vostra visita da Piazza della Sala: fissare qui il punto di partenza sarà l’inizio perfetto per visitare Pistoia. Piazza della Sala, comunemente chiamata dai pistoiesi “la sala”, è forse la piazza più suggestiva della città oltre a essere una delle più antiche. Il nome proviene dall’epoca longobarda, quando qui si trovava il palazzo dell’amministrazione pubblica, ossia il Palazzo del Gastaldo, il funzionario che durante la dominazione longobarda governava in rappresentanza del re.

Sebbene di questa struttura non rimanga alcuna traccia, l’importanza del luogo si conserva nella denominazione del Battistero che da sempre è detto in Corte perché edificato nei pressi della curtis domini regis. Anche la strada che collegava la Sala alla porta San Pietro, le attuali vie di Stracceria e della Torre, era chiamata via regis.

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In età comunale la costruzione del Palazzo degli Anziani fece spostare il centro politico della città in Piazza del Duomo. La Sala divenne il luogo degli scambi e del commercio, una funzione che ancora oggi mantiene: nella piccola piazza si sviluppò infatti il mercato richiamando l’insediamento di numerose botteghe di artigiani.

Il ricordo di queste diverse attività sopravvive ancora nella toponomastica delle strade e piazze vicine: via del Cacio, sdrucciolo dei Cippolini, via dei Fabbri, via degli Orafi, via del Lastrone – che prende il nome dalla grande pietra su cui veniva venduto il pesce, e piazza degli Ortaggi.

Dal Rinascimento ad oggi

Nella metà del Quattrocento la piazza fu lastricata: per motivi igienici le magistrature ordinarono di non macellare le carni all’aperto, mettendo in tal modo fine all’uso di adoperare il pozzo per lo scarico dei rifiuti della lavorazione delle carni. Sopra l’architrave, nel 1529 fu posto un leoncino in pietra arenaria con la zampa sinistra sullo stemma a scacchiera della città sopra il pozzo: la scultura rappresenta il Marzocco fiorentino, ossia il dominio di Firenze su Pistoia. Da quel momento il pozzo assunse il nome di Pozzo del Leoncino.

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Alla fine dell’Ottocento furono costruiti dalle Fonderie Michelucci dei banchi permanenti in metallo per la vendita dei generi alimentari che durante il primo ventennio del nostro secolo furono sostituiti da banchi in muratura. Durante questa operazione si provvide anche alla nuova pavimentazione della piazza.

I bombardamenti americani sulla città recarono molti danni a queste strutture che nell’immediato dopoguerra furono rimpiazzate da un corpo in cemento armato adibito a mercato coperto, che i pistoiesi rinominarono “gabbione.

In questa occasione il Pozzo del Leoncino fu spostato nella Piazza del Duomo, dove assunse carattere monumentale avendo perso ogni possibilità d’uso. Dalla fine degli Anni Ottanta, a seguito di un intervento di recupero, la piazza ha ripreso il suo aspetto originale con il ritorno del Leoncino, tra nuovi caffè e bancarelle di frutta e verdura.

Piazza Duomo

Dopo questo viaggio nella storia di Piazza della Sala, proseguiamo verso Piazza del Duomo, centro geometrico della capitale della cultura 2017, fulcro monumentale sia del potere civile che ecclesiastico, impreziosito da numerosi monumenti simbolo della città.

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Delle piazze comunali toscane, tutte così armoniche e così belle, poche raggiungono la compiuta bellezza di quella di Pistoia. Là, è davvero visibile e sensibile quell’accordo fra attività politica e fede religiosa. La cattedrale e il palazzo sorgono accanto, quella più avanzata di questo, protesa avanti,  quasi ad affermare il predominio della Chiesa. Oggi, essa è più irregolare e più ampia, più ariosa, più ricca di luce e di cielo. La torre campanaria del Duomo è un miracolo di forza  e di eleganza congiunte.

Raffaele Ciampini, in “L’Illustrazione Toscana”, settembre 1931

La Cattedrale di San Zeno

La piazza è dominata dalla Cattedrale, intitolata a San Zeno, che si erge imponente ed elegante in stile romanico, fasciata da linee marmoree nere e bianche. Costruita in piena epoca medievale, fu distrutta da due incendi e quindi ricostruita nel XIII secolo, passando da ulteriori interventi nell’epoca moderna. Se l’esterno risale al XIV secolo, l’interno a tre navate è originario del Trecento abbellito a sua volta da affreschi seicenteschi e numerosi quadri. Sotto al presbiterio si trovano i resti visitabili di una villa romana di età imperiale e della chiesa originaria. L’altare di San Iacopo – realizzato tra il 1287 e il 1456 e a cui lavorò anche Filippo Brunelleschi – è un capolavoro dell’oreficeria sacra.

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La torre del campanile, costruito su di un’antica torre di origine longobarda, è divisa in tre ordini di loggette e provvisto di cella campanaria con tanto di cuspide, anche questa ricostruita più volte a causa di terremoti che flagellarono la città in epoca tardo-medievale. Riaperto ai visitatori nel 2012 e considerato uno dei più belli d’Italia, il campanile è alto 67 metri: raggiunto l’ultimo gradino, potrete ammirare l’intero centro storico e il paesaggio che incornicia nel verde la città.

I Palazzi di Piazza Duomo

Oltre al Battistero gotico di San Giovanni in corte del XIV secolo, sormontato da una pittoresca cupola e progettato dalla bottega del celebre Andrea Pisano, il fascino di Piazza Duomo si estende al Palazzo dei Vescovi in stile gotico.

I sotterranei sono arricchiti da un percorso archeologico, recentemente aperto al pubblico, che rappresenta un raro esempio di museo dello scavo stratigrafico. Lungo il percorso, troverete gli scavi in sito di una stele etrusca di tipo fiesolano, una fornace romana e alcuni tratti di mura di Pistoriae, l’antico nome della capitale della cultura 2017. Il palazzo fu costruito sotto forma di palazzo fortificato nell’anno 1000. L’aspetto attuale risale al XII secolo quando venne trasformato in palazzo signorile. È stata la residenza dei vescovi per ben otto secoli.

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Come Palazzo dei Vescovi, anche Palazzo Pretorio è un lascito dello stile gotico nonostante negli anni abbia perso alcune peculiarità a causa dei lavori di ampliamento condotti nell’Ottocento. È famoso per il cortile interno con gli stemmi dei magistrati: costruito nel XIV secolo e pesantemente rimaneggiato nell’Ottocento, è stato la dimora di coloro che amministravano la giustizia.

Potrete poi riconoscere il Palazzo del Comune dalla facciata ornata di bifore e trifore, la cui costruzione fu avviata nel XII secolo, raggiunse l’aspetto attuale solo nel 1350 circa. Sulla facciata campeggiano lo stemma dei Medici e la testa del Re Negro Musetto di Maiorca, ucciso da un capitano pistoiese nel 1114.

Infine la medioevale Torre di Catilina, alta 30 metri. Secondo una leggenda il corpo del generale romano Catilina fu sepolto in questa via, che si chiama appunto “Tomba di Catilina”.

Ospedale del Ceppo

Proseguendo la visita alla scoperta di Pistoia, la capitale della cultura 2017, la prossima meta è l’Ospedale del Ceppo rimasto in funzione dal XIII secolo fino a luglio 2013. Arrivati davanti, fermatevi ad ammirare lo splendido fregio che caratterizza la facciata, opera della bottega dei Della Robbia nel XVI secolo.

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L’Ospedale del Ceppo non è purtroppo visitabile al suo interno, tuttavia è possibile essere accompagnati da una guida in parte dei suoi sotterranei, seguendo il percorso di “Pistoia Sotterranea”, la cui biglietteria è all’interno dell’Ospedale (orario 10:30-18). Il percorso si sviluppa su 650 metri di sotterranei bonificati attraverso i quali la guida illustra ai visitatori secoli di storia di Pistoia e dell’Ospedale.

Oltre ai sotterranei, vedrete la saletta anatomica dell’antica Scuola Medica del Ceppo, situata nel giardino dell’Ospedale, la più piccola sala anatomica del mondo.

Pistoia nella letteratura

Nel tempo che rimane, cogliete l’occasione per visitare Pistoia camminando tra le vie che costellano il centro, tra chiese monumentali e architetture raffinate, cercando intorno a voi quei luoghi della capitale della cultura 2017 raccontata da penne e menti illustri. Dante Alighieri nei Canti XXIV e XXV dell’Inferno scrisse:

Ahi Pistoia, Pistoia, ché non stanzi
d’incenerarti sì che più non duri,
poi che ‘n mal fare il seme tuo avanzi?       

Per tutt’i cerchi de lo ‘nferno scuri
non vidi spirto in Dio tanto superbo,
non quel che cadde a Tebe giù da’ muri. […]

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Lo scrittore Odoardo Hyllier Giglioli scrisse agli inizi del Novecento:

… e Pistoia ci apparisce tra i suoi campanili, con la cupola di S. Maria dell’Umiltà che, a prima vista, in piccola mole ricorda la colossale e magnifica cupola fiorentina consacrata del genio del Brunelleschi. L’occhio non ha più il tempo di fermarsi con compiacenza su quelle linee architettoniche; siamo arrivati ed ora potremo conoscere più intimamente il carattere artistico della città.  Ogni centro di vita toscana ha la sua speciale fisionomia, e, come S. Gimignano si può chiamare la città delle torri, così Pistoia è la città dei pulpiti“.

Infine Gabriele D’Annunzio, che la incluse nel libro Le città del silenzio definendola “aspra”:

T’amo, città di crucci, aspra Pistoia,
pel sangue de’ tuoi bianchi e de’ tuoi Neri,
che rosseggiar ne’ tuoi palagi fieri
veggo, uom di parte con antica gioia. […]

Ma nella sagrestia de’ belli arredi
Io conosco un sorriso più divino.
Trema, o Pistoia, in te come il mattino
Quando nasce su’ colli; e tu no ‘l vedi.

 

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