Chi sono le WIC? Come è nato questo gruppo di donne che si fanno chiamare WIC? Chi è Carla Castro? E per cosa sta l’acronimo WIC? A quest’ultima domanda rispondiamo subito: WIC significa Woman In Charge.

WIC – Woman In Charge: la riscossa delle donne toscane

Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede tale coraggio, una sfida che non annoia mai“. Oriana Fallaci

Una donna si sente sola e ha bisogno di un aiuto. Chi può consigliarle una brava baby sitter per la bambina? E cosa sarà mai quello strano rumore della lavatrice? Chiamare un tecnico costa troppo, dove cercare le risposte? Il pc si accende e come un magico portale, questa signora (o signorina) accede alle WIC – Woman in Charge, trovando una soluzione ai suoi problemi.

Chi sono le WIC? Chi è Carla Castro. fondatrice delle WIC? Cosa significa WIC? Questo lo sveliamo subito, significa Woman in Charge

Non è fantascienza, è il futuro. O, almeno, è quello che le donne toscane e Carla Castro si augurano. Il trionfo delle WIC.

Carla Castro, la fondatrice delle WIC

Vi sentite girare la testa? Facciamo un passo indietro, ma nuovamente parliamo di una donna, di Carla Castro. Nata in Messico, nella bellissima San Luis Potosì, figlia di una famiglia di imprenditori, ha l’ambizione e la voglia di fare nelle vene. Decide quindi di buttarsi e di venire in Italia. Carla è un’allenatrice in un delfinario del Messico e trova lavoro a Rimini e Riccione, tramite internet.

Sale su un volo e arriva nel Bel Paese, scoprendo che il lavoro non esiste e neanche chi glielo aveva proposto; con la tenacia di una grande donna decide di rimanere per qualche mese, di fare tesoro di questa occasione. “Se la vita ti dà dei limoni tu fanne una limonata”, dice un proverbio e Carla lo segue alla lettera. Impara l’italiano e conosce l’Amore, quello con la A maiuscola, che la convince a rimanere in Italia.

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Cosa fa qui? Inizia a lavorare in una pelletteria, a nero. Perché da ogni mestiere si può imparare qualcosa e il lavoro è sacro. Una volta assunta regolarmente grazie ad una sanatoria, decide di mettersi in proprio.

Un mondo al femminile

Grazie al suo fiuto per gli affari, capisce che ben presto le unghie non saranno più solo una parte del corpo, ma che diventeranno degli accessori con la nail art. Così apre un negozio di estetica, specializzato nelle unghie. Un negozio per donne, dove lavorano donne. Perché è sempre dalle donne che Carla vuole partire, le WIC erano semplicemente un punto di arrivo nella sua storia, non un caso fortuito. Ma non bruciamo le tappe.

Tre impiegate. Tre ragazze con un contratto chiaro e corretto. “Chiedere troppo non va bene. Ci deve essere dignità nel lavoro da parte del datore di lavoro e del dipendente. La serenità è un valore in più” ci dice con quel suo accento sexy e buffo al tempo stesso.

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Ma ancora non le basta. Osserva tutte queste donne intorno a lei: donne manager, casalinghe, madri, felicemente o infelicemente single e pensa a come aiutarle.

Un gruppo fondato da donne per le donne

Nell’era dei social network nessuno deve sentirsi solo, neanche per un momento. Internet è un mare dove sguazzare per trovare qualunque cosa si cerchi, ma ancora domandare, esporsi, fa paura. “Le donne hanno una marcia in più e, fondamentalmente, siamo noi a muovere l’economia. Eppure nelle donne fiorentine, ma probabilmente italiane, c’è la paura di buttarsi

A dicembre 2017 crea un gruppo. WIC – Woman in Charge. Donne al comando. E invita qualche amica. Il periodo non è pronto: cenone, regali, lavoro…Dicembre è un mese troppo impegnativo per qualunque donna.

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Meglio attendere gennaio, con il suo freddo, il suo blue monday. E intanto pensare a costruire una “casa virtuale per le donne”, un posto dove tutte sono ben accolte, dove possono chiedere consigli e aiuti più o meno reali, dove parlare, scambiare opinioni…ma senza polemica. Un gruppo dove chiedere un favore, senza paura di disturbare o di dover rendere il favore.

Una casa virtuale per le donne

E’ così che nascono le WIC – Woman in Charge, tramite il passaparola. Un’amica che aggiunge un’altra amica, come in un’immensa catena senza fine. Ma di cosa trattano le Wic? “L’obiettivo delle WIC – ci dice Carla Castro – è quello di sviluppare l’empowerment della donna a 360°. Attraverso una rete sicura di amiche e di amiche delle amiche, si sviluppano nuovi legami, sinergie per creare nuovi progetti e rafforzare la rete del commercio locale.” E come in ogni amicizia che si rispetti: “Parliamo di tutti gli aspetti di cui una donna vuole parlare, di cui può avere bisogno. Creiamo una sorellanza”. Un gruppo chiuso, su invito. Un gruppo che raggiunge quota 25mila donne in 5 mesi.

Un gruppo che diventa anche reale. Le amicizie nascono e a gran voce le WIC chiedono di conoscersi, di incontrarsi e Carla le accontenta con un primo evento nello “Stato libero dei Renai” o “Parco Renai” nel comune di Signa a cui partecipano centinaia di donne. Al Flo Firenze il 27 giugno il secondo.

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Chi sono le WIC?

Volete conoscere le WIC? Potete andare sulla loro fanpage di Facebook e leggere gli articoli, vedere le foto, capire cosa amano e cosa cercano. Ci sono molte rubriche e il Venerdì una Wic ha la possibilità di presentarsi con “Storie di successo”.

Ma quale sarà il futuro di questo gruppo? “Un’associazione che darà la possibilità di creare eventi, mostre, fiere, mercati e tutto ciò che è necessario per rafforzare l’empowerment della donna a 360° ” ci spiega Carla, nella voce l’ambizione e la voglia di rendere quel sogno realtà. E anche un pizzico d’orgoglio.

Intervistata da testate nazionali come La Repubblica e Rai 3, Carla ha creato un “mondo” per le donne, un mondo che in 28 giorni raccoglie quasi 500mila interazioni e 7mila post al giorno.

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Ho creato altri gruppi WIC: Roma, Milano, Pisa e Livorno, Massa e Lucca, Prato e Pistoia, Siena e Arezzo. Per il momento sono lì fermi, non mi aspettavo l’esplosione del gruppo WIC – Woman in Charge Firenze e voglio dedicare il giusto tempo ad ognuno di queste realtà” ci racconta.

Tuscany WIC

Carla ha ben chiara la via, il futuro delle Woman In Charge. Ogni donna potrà trovare donne come lei, parlare dei propri problemi, chiedere aiuto. Dalla semplice camicia da smacchiare al matrimonio da organizzare. Basterà entrare per trovare una parrucchiera che consiglierà l’acconciatura giusta e offrirà uno sconto per la realizzazione, una wedding planner che offrirà il suo aiuto. Tutto made in WIC, Tuscany WIC.

Sicuramente Carla Castro ha la tenacia e il giusto ardore per realizzare questo sogno. E noi speriamo davvero che nel 2030 una donna riesca a trovare qualunque aiuto cerchi attraverso quel gruppo. Sogno o realtà? Solo il tempo può darci la risposta.

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Ma, citando un vecchio amico, “Se puoi sognarlo, puoi farlo“. E la Toscana sarà nuovamente la culla del Rinascimento.

Il Rinascimento delle donne.

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Riproduzione Riservata ©Copyright TuscanyPeople
Photo Credits: ©Katja Lehmann

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