L’avvento di Internet nelle nostre vite è stata una delle più grandi rivoluzioni dell’umanità, paragonabile all’invenzione della stampa o del telefono. L’affermarsi dei Web Media sui media più classici è sotto gli occhi di tutti e non stiamo parlando di contenuti, ci riferiamo agli strumenti e alle tecnologie impiegate. Breve disquisizione sul mondo digitale e sul suo futuro on demand.

L’inarrestabile ascesa dei web media

Il digitale sta oscurando sempre di più la stampa cartacea  e la TV generalista fino a che, in pochi anni, non li ridurrà in un angolino, piccoli piccoli, minuti minuti. Quasi inesistenti per il grande pubblico. È ovvio, è logico, qualsiasi persona di buon senso, semplicemente guardandosi intorno, può capirne la ragione: il web è dappertutto, in ogni casa, in ogni strada, in ogni piazza. E anche in ogni auto, purtroppo.

L'ascesa dei web media sui media classici è inarrestabile e non parliamo solo di contenuti, ci riferiamo agli strumenti e al futuro on demand

Chiariamoci subito però: stiamo parlando di strumenti, non di contenuti. Cambiano le tecnologie e cambiano i mezzi attraverso cui i contenuti vengono diffusi. Questo per tutti quelli che sgraneranno gli occhi esclamando: come? non ci saranno più i giornali? Come? non ci saranno più le televisioni? Ci saranno sempre, sia i quotidiani (online) che le televisioni (online), ma in una forma diversa, più duttile, più a misura di utente, più a misura di ciò che si desidera e non di ciò che altri vogliono che si desideri. E anche il cinema, per vari aspetti, sta cambiando e cambierà.

La rivoluzione di Internet

Adesso torniamo un po’ indietro, a dei concetti generali, per poi catapultarci avanti nel futuro. È ovvio che Internet è stata una delle più grandi invenzioni-rivoluzioni dell’umanità, paragonabile, tanto per dirne alcune, a quella della stampa, della radio, del telefono, della TV, o forse ancora di più, perché rispetto agli altri media Internet sembra, non solo riassumerli tutti, ma addirittura non mostrare limiti sia per quel che propone sia per come lo propone sia per quanto sa unire le miriadi di diverse realtà in cui si scompone l’umanità.

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Internet è informazione, è comunicazione interattiva, è connessione, prima ancora che di rete, tra esseri umani. Internet è una nuova forma di democrazia, come dimostra l’ascesa di certe nuove formazioni politiche che hanno la loro casa d’elezione sul web. Nessun media, prima dei web media, aveva la capacità di mettere in contatto chiunque con chiunque e permettere a chiunque di essere visto e valutato da chiunque. Non era nella natura, nel fine ultimo dei media precedenti. Inconcepibile una cosa così prima del termine del secolo scorso. Si dirà: be’, il secolo scorso… Peccato che il secolo scorso sia scorso da poco.

Chiunque può partecipare

La stampa, la radio, la televisione, presuppongono un’entità forte che crea i contenuti, li propone, e tanti soggetti deboli che li devono accettare così come sono. Internet parte da un concetto completamente diverso, opposto, perché chiunque può diventare il soggetto proponente i contenuti, come chiunque può commentare quei contenuti in tempo reale, pertanto la divisione tra strapotere dei mass-media e fruitori passivi, silenziosi, dei mass-media, sui web media non esiste più.

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Lasciando per il momento da parte i social network – fenomeno nel fenomeno di Internet: Instagram tocca 1 miliardo di utenti attivi il mese (lo scorso settembre 2018 erano “solo” 800 milioni); Facebook circa 2.200.000.000 (2 miliardi e 200 milioni); mentre per Youtube siamo a 1.900.000.000 (1 miliardo e 900 milioni) – chiunque, privatamente, può creare un blog, un sito, un forum, e se è davvero bravo, se sa farsi valere, se sa proporre idee interessanti, innovative, può ottenere un’audience che in alcuni casi supera quello di entità molto più ampie e potenti.

È il caso dei bloggers famosi, degli influencer, è anche il caso di riviste indipendenti e libere come TuscanyPeople, il cui unico obbligo è narrare la Toscana sia da un punto di vista storico-culturale che nella sua poliedrica, eccellente, realtà attuale.

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Il futuro dei web media

Bene, adesso proiettiamoci nel futuro dei web media. Un futuro scontato, per certi versi, ma ancora più prossimo di quanto si potrebbe ipotizzare, e annunciamo subito il titolo sensazionalistico che prende spunto dall’ormai famoso report di Morgan Stanley: “Netflix in cinque anni oscurerà le tv europee”. Ogni volta che Netflix fa il suo ingresso in un paese il consumo di tv lineare crolla del 16-30%.

In Italia, per ora, Netflix sale del 3% annuo. Stessa cosa per le altre televisioni in streaming, come Amazon Prime Video o Infinity, che eroderanno pian piano il consumo di tv lineare. Prima è toccato all’America, come sempre antesignana di ogni innovazione tecnologica, adesso tocca all’Europa. La penetrazione – affermano gli analisti – raggiungerà la soglia del 20% in 5 anni, un livello che rappresenta il punto di non-ritorno.

I numeri di Netflix

Per capire meglio il fenomeno vi diamo alcuni numeri su Netflix: nel periodo Aprile – Giugno 2018 gli utenti nel mondo sono cresciuti di 5,2 milioni di unità, si avete capito bene, 5 milioni di clienti nuovi in solo 3 mesi, per un totale a Giugno 2018 di 130 milioni di abbonati. Nel 2° trimestre 2018 ha fatturato 3,91 miliardi di dollari. Nel 2018  Netflix investirà 8 miliardi di dollari per la produzione di contenuti, per un totale di 700 serie Tv. Fonte Corriere della Sera e Il Sole 24 ore.

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Intrattenimento on demand

Ma cosa sono Netflix, Amazon Prime Video, Infinity, queste strane entità che in pochi anni manderanno in soffitta, o quasi, la TV lineare? Sono TV a pagamento in streaming o, in altre parole, entità che operano sul web fornendo film, serie TV e altri prodotti di intrattenimento on demand. Questa è la formulina magica dei web media: on demand.

Non c’è più il vecchio, rigido, palinsesto, non c’è una potente entità proponente uno schema fisso a cui l’utente passivo si deve attenere, ci sono due entità libere e interattive, l’offerente e l’acquirente, che si incontrano virtualmente su Internet acquisendo prodotti audiovisivi a scelta in cambio di denaro. Poco denaro, per la verità perché l’abbonamento mensile è ampiamente sostenibile anche per i meno abbienti, (da 7,99 a 13,99 euro al mese).

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Case history: Netflix

Per farvi capire meglio come siamo arrivati a questa evoluzione, prendiamo la recente storia di Netflix. L’azienda Nasce nel 1997 come attività di noleggio di DVD: gli utenti prenotavano i dischi via Internet e li ricevevano direttamente a casa a mezzo posta. Poi, dal 2008, la prima grande trasformazione: Netflix attiva un servizio di streaming online on demand a cui si può accedere tramite abbonamento. Nel 2013, la seconda grande svolta: Netflix entra nel settore della produzione presentando la sua prima serie, House of Cards. Da allora i contenuti “originali Netflix” si sono notevolmente ampliati con la produzione di film e telefilm.

L’inizio di una nuova era della comunicazione

Attenzione: noi non siamo qui per tessere le lodi delle nuove TV a pagamento in streaming, semplicemente è nostro dovere di narratori registrare i cambiamenti che stanno avvenendo nella società e far riflettere sulle nuove tendenze.

L'ascesa dei web media sui media classici è inarrestabile e non parliamo solo di contenuti, ci riferiamo agli strumenti e al futuro on demand

Ecco il perché delle premesse generali di questo articolo con le quali abbiamo voluto spiegare le ragioni principali dell’inarrestabile ascesa dei web media e il motivo per cui, tra breve, il web sarà il teatro nel quale si svolgerà la maggioranza della comunicazione umana relegando i vecchi strumenti in aree di nicchia.

Con una “Netflix Italia” potremmo spiegare molto meglio al mondo chi siamo, che poi è ciò che noi di TuscanyPeople facciamo per la Toscana: raccontiamo la nostra regione in tutti i suoi aspetti spiegando al mondo perché la Toscana è una meta irrinunciabile.

Big data

Dobbiamo anche registrare, a onor del vero, il lato meno edificante delle TV in streaming che a detta di molti si stanno facendo la guerra per acquisire i nostri dati (i famigerati big data) in modo da orientare al meglio l’offerta di consumo, ma questo fa parte del progresso-regresso del nostro mondo. Da una parte creiamo nuove possibilità, da un’altra si aprono nuove falle. Sarà sempre così, purtroppo, finché gli esseri umani non faranno propri, ma davvero propri, alcuni “piccoli principi” che per ora sembrano pura utopia. Ma questa è un’altra storia.

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Per il momento abbiamo il digitale, abbiamo il web , che avrà anche i suoi difetti, alcuni chiari, conclamati, però credo altresì che rappresenti pur sempre un grosso upgrade per tutta l’umanità. Uno strumento potentissimo che come tutti gli strumenti va usato nel modo giusto. Usiamolo tutti bene e ne beneficeremo tutti.

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