Scoperto un codice matematico nascosto tra le terzine nella Divina Commedia, grazie agli studi di Charles Singleton e Franco Nembrini

C’è una simbologia numerica strutturale sottesa al magnum opus dell’Alighieri

La Divina Commedia, un’opera di così tanta potenza e pregnanza letteraria e storica, è costantemente sottoposta ad approfonditi studi letterari, esegetici, filologici, storici, filosofici, e chi più ne ha più ne metta.

Nel caso specifico un’analisi complessa della simbologia numerica sottesa all’opera ha portato alla luce un fondamentale significato nascosto nel capolavoro dantesco. Sì perché il Sommo Poeta – che ha realizzato la Commedia nel corso degli anni dell’esilio in Lunigiana e Romagna, tra il 1304/07 e il 1321 -, non solo ha riversato all’interno di essa la sua grande cultura e la sua fondamentale conoscenza della civiltà medioevale – così preziosa per gli studiosi dei secoli successivi -, ma al contempo l’ha anche arricchita d’un’infinità di valori simbolici e allegorici, tra cui quello appena scoperto.

Particolare della statua di Dante Alighieri in Piazza Santa Croce, a Firenze

La numerologia in Dante

Certo, non è la prima volta che qualcuno tenta di evidenziare un legame tra numerologia e terzine dantesche, qualcosa che getti luce su un vero e proprio schema intenzionale e che conduca a una fase successiva e più profonda dell’analisi dell’opera.

Per questo dobbiamo fare entrare in scena un professore di Harvard, Charles Singleton, stimato dantista, uno dei primi ad aver intravisto l’uso della numerologia, sia a livello narrativo che compositivo, nel poema. La sua attenzione si è concentrata soprattutto sul canto XVII° del Purgatorio.

Conosci l’importante scoperta avvenuta grazie agli studi sulla Commedia: vai a pagina 2

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Scrittore & Ambassador of Tuscany
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