Il Castello di Romena si trova in Toscana nella zona del Casentino

Quando si parla di Toscana il rischio maggiore è ripetersi con certi concetti-base, circolarmente eterni, quali “arte”, “storia”, “cultura”,” bellezza naturale”.

Per noi che viviamo e respiriamo ogni giorno la regione, tutto ciò appartiene al pane quotidiano dell’anima. Basta sollevare la testa dai nostri pensieri e lo scorgiamo in ogni dove. Nelle città, sui monti, nelle campagne, davanti al mare, ai laghi, ai fiumi, dappertutto, possiamo ammirare monumenti civili e religiosi.

Imbattersi in capolavori architettonici, qui da noi, è normalità. E tra questi non ci sono soltanto i palazzi o le chiese, ma anche ville e castelli a non finire, frutti prelibati dei nostri grandi secoli medioevali e rinascimentali, ma non solo.

I castelli più importanti si ammantano di suggestioni anche grazie ai fantasmi che li infestano, come da classica, immancabile tradizione. È il caso del superbo Castello di Brolio, a Gaiole in Chianti - iniziato nell’XI secolo e finito nella seconda metà dell’Ottocento - edificato in stile medioevale e neogotico, e infestato dal fantasma del severo Barone di Ferro, al secolo, Bettino Ricasoli, Sindaco di Firenze e secondo Presidente del Consiglio del Regno d’Italia, dopo Cavour. O il caso del Castello dei Conti Guidi, a Poppi, nel Casentino, di cui in parte sarebbe stato artefice anche Arnolfo di Cambio. Qui il fantasma della  terribile e affascinante contessa Matelda - che soleva uccidere i suoi amanti dopo l’amplesso facendoli precipitare da una botola - ancora la notte si affaccia dalle finestre, bellissimo, vestito di bianco, per attrarre nuovi giovani sventurati nel suo turpe gioco.

E che dire del fantasma di Bianca Maria Aloisia Malaspina, nel Castello dei Malaspina, a Fosdinovo, in provincia di Massa Carrara? una poveretta rinchiusa viva e lasciata morire di fame dalla famiglia adirata per una sua fuga d’amore?

Ma gli spettri non mancano neppure nelle bellissime ville rinascimentali di cui è costellata la Toscana. Ce n’è uno, abbastanza benevolo, pare, nella superba Villa medicea di Cafaggiolo, quello di Dianora di Toledo, cugina della più nota Eleonora, uccisa dal marito Pietro dei Medici. Mentre il fantasma di Lucida Mansi, a Villa Mansi - una tra le più celebri ville lucchesi del XV secolo -, è piuttosto malevolo, in accordo con la personalità della donna che, ossessionata dalla sua bellezza - anche lei mantide religiosa sullo stile della Contessa Matelda di Poppi -  si dice vendette l’anima al diavolo.

D’altronde, infestate di spettri o meno, la passione per la villeggiatura, ossia per soggiorni lussuosi in villa, è antica. Carlo Goldoni, smanioso di villeggiare, ha reso celebri quelle intorno a Livorno, ma ce ne sono di bellissime e importantissime nel pisano, ovviamente nel fiorentino, nella lucchesia, nell’aretino, nel mugellese. Dappertutto, in Toscana, sorgono ville e castelli da visitare, da assaporare, da amare. Perché, al di là delle storie umane più o meno efferate che le hanno rese famose, è la loro classica bellezza che le rende eterne.