Siena, la città toscana del Palio, vista dall'alto   Di Siena nei secoli si è detto di tutto. Da Dante a Berenson a Malaparte, passando per Piovene, Tozzi, Tommaso Landolfi, Ezra Pound, Vittorio Alfieri, e chi più ne ha più ne metta. Fatto sta che questa incredibile città non si fa né in qua né in là, e qualsiasi cosa venga detto rimane lì imperturbabile, nel suo perfetto equilibrio medievale, fiera e chiusa come la chiocciola che appare. I tre colli su cui poggia si stagliano in un panorama campestre idilliaco, che in alcuni punti sembra ancora quello ritratto nell’Allegoria del Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti, conservato nel Palazzo Pubblico. È ancora lei, sì, quella medioevale, racchiusa nella sua cinta muraria, Patrimonio dell’umanità UNESCO dal 1995, e primo comune d’Europa a chiudere il centro storico al traffico, già nel 1966. Anche se però non si tratta soltanto di una semplice, bellissima, cartolina, di un’immobile icona. Chi lo pensa non è mai stato a Siena. Al contrario, Siena è una città viva, piena di fermento e iniziative, un centro culturale che ospita un’università vecchia di 750 anni, oltre a istituzioni di prestigio internazionale come l'Accademia Musicale Chigiana, l'Università per Stranieri, e le accademie dei Fisiocritici e degli Intronati. Il periodo di Siena come seria rivale di Firenze coincise con quello del suo massimo splendore in cui assunse la forma attuale, tanto che nel corso di pochi decenni vennero edificati il superbo Palazzo Comunale con l’altissima Torre del Mangia, si lastricò Piazza del Campo (che non fu più campo)  con le nervature di travertino a delinearne la caratteristica forma a conchiglia, e venne innalzato il prestigioso Duomo per il quale c’era anche un progetto di ampliamento che venne definitivamente abbandonato per l’epidemia di peste nera che sconvolse la città nel 1348.  Se Siena è quello che è, nel bene e nel male, lo deve anche al geloso tramandarsi delle proprie usanze la cui manifestazione di spicco è il Palio della Contrade, una giostra equestre, un’acerrima corsa di cavalli, che si disputa ogni 2 luglio e 16 agosto, in cui tutte le contrade  della città si danno feroce battaglia per la vittoria finale. Per i senesi non è uno scherzo, un divertimento, è una cosa maledettamente seria che gli scorre nel sangue da sempre e che preparano durante tutto il corso dell’anno. Mentre per i più miti appassionati di cucina, be’, da non perdere i ricciarelli, il panforte, il pan pepato, i budini di riso, i cavallucci o le copate.