Sabato 7 maggio all’Opera di Firenze andrà in scena Lo Specchio Magico, l’innovativa opera di Fabio Vacchi (David di Donatello per la miglior colonna sonora nel 2002 nel film Il mestiere delle armi di Ermanno Olmi) che unisce stili musicali differenti, spaziando dalla polifonia al rap. Abbiamo intervistato il compositore alla vigilia della prima.

Lo Specchio Magico, il Maggio Musicale Fiorentino e il rap

Entrare nei teatri vuoti mi ha sempre affascinata; silenzio, solennità e tracce di creatività si fondono per dare vita ad un’atmosfera satura di cultura e attesa. E’ la prima volta però che mi sono trovata a passare dalla porta sul retro, quella riservata agli artisti, giungendo da dietro il palco dove, alla vigilia di una rappresentazione, è un continuo brulicare di tecnici, attori e musicisti.

E’ qui che ho avuto il piacere di incontrare il maestro Fabio Vacchi, uno dei compositori italiani più importanti del panorama musicale internazionale, nonché vincitore del David di Donatello nel 2002. Il maestro mi ha raccontato la nascita e l’evoluzione della sua nuova opera, Lo Specchio Magico, che andrà in scena per la prima volta all’Opera di Firenze, Sabato 7 maggio.

Lo Specchio Magico, l'opera del maestro Fabio Vacchi, David di Donatello per Il mestiere delle armi, andrà in scena il 7 Maggio 2016 all'Opera di Firenze.

Maestro, come nasce Lo Specchio Magico?

L’opera nasce da una comunanza di intenti con Aldo Nove, con cui ho una condivisione assoluta della visione del mondo. Abbiamo pensato di scrivere un’opera in cui si raccontasse il nostro presente e i problemi che affliggono l’umanità che, forse sono sempre gli stessi dalla notte dei tempi. La lotta tra il bene e il male, tra tenebre e oscurità, fra odio e amore, fra il rispetto per l’ambiente e la sua distruzione. Credo che l’uomo si sia specializzato in un modo raffinatissimo nella capacità di autodistruggersi e distruggere tutto ciò che ha intorno e, con Lo Specchio Magico, vogliamo portare alla luce proprio questo aspetto.

Lo Specchio Magico, l'opera del maestro Fabio Vacchi, David di Donatello per Il mestiere delle armi, andrà in scena il 7 Maggio 2016 all'Opera di Firenze.

Quest’opera viola tutte le regole aristoteliche del teatro su unità di tempo, luogo e azione. Il filo conduttore sono 4 antichissimi tiranni dell’Antica Grecia che conversano tra di loro per affermare l’assunto che la guerra, la sopraffazione, la legge del più forte siano le uniche soluzioni a tutti i problemi dell’uomo.

Questa conversazione viene interrotta dall’apparizione di un fanciullo magico, un Puck shakespeariano, che brandisce uno specchio magico e con il quale mostra ai tiranni alcune scene del futuro dell’umanità. Le immagini riflesse nello specchio rappresentano tre disastri: la caduta dell’Impero Romano, lo sterminio degli Indiani d’America e lo sgancio della bomba atomica su Hiroshima.

La parte ambientata nel Far West si ispira al film “Balla coi Lupi” e infatti, nella pièce, ritroviamo due personaggi della storia: Alzata con Pugno e il lupo Due Calzini. Sarà proprio l’animale ad essere il protagonista di uno delle arie più importanti dell’opera, interrompendo la disputa tra due appartenenti a tribù indiane differenti che litigano sul possesso di un territorio.

Lo Specchio Magico, l'opera del maestro Fabio Vacchi, David di Donatello per Il mestiere delle armi, andrà in scena il 7 Maggio 2016 all'Opera di Firenze.

Il lupo, sulla linea dell’antica sapienza indiana, spiega loro che niente ci può appartenere, perché siamo noi che apparteniamo a un tutto che è in qualche modo sacro e che deve essere difeso con le unghie e con i denti dall’aggressione a cui è continuamente sottoposto.

Un’altra scena centrale vede protagonisti i quattro scienziati che hanno inventato la bomba atomica, che si dolgono del fatto che la loro invenzione sia servita a fini di male anziché di bene. La scena finale è affidata a un’aria interpretato da un personaggio storico del presente: Aung San Suu Kyi, politica birmana che dopo anni di lotte e prigionia è assurta al governo del suo paese. 

Altro personaggio chiave dell’opera è il cantastorie, interpretato dal cantante rap fiorentino Francesco Morini, in arte Millelemmi. Il cantastorie racconta nel suo stile qualcosa che ha a che vedere con la nostra visione del mondo, insieme a queste grandi arie (quella del lupo e quella di Aung San Suu Kyi).

Unire il rap al madrigale rappresenta senza dubbio una scelta molto coraggiosa e innovativa…

Ho tentato di assumere elementi musicali dal rap, ovviamente non facendo finta di essere io un autore di rap, ma assumendo e metabolizzando elementi esterni, ottenendo un risultato rigoroso e coerente a livello stilistico. La vocalità de Lo Specchio Magico è declinata in tante forme del presente e del passato, andando dal rap alla polifonia. Sono convinto che, in un’opera di un’ora e mezza, sia importante fornire un’articolazione tale da non annoiare il pubblico.

Cosa l’ha spinto ad inserire un pittore che proviene dal sub-astrattismo come Moby Dick, alias Marco Tarascio, all’interno de Lo Specchio Magico?

Marco completa lo sguardo che con Aldo Nove abbiamo lanciato sulla cultura hip-hop: da una parte il cantastorie rap, dall’altra Piccola Nuvola, il protagonista, interpretato da Filippo Coffano Andreoli che, oltre a recitare, balla in stile street dance, e infine la street-art. Con questa commistione di generi abbiamo avuto un’idea di rappresentazione assolutamente inedita, creata su due ambienti: uno esterno e uno interno, collegati l’uno all’altro. Marco eseguirà una pittura nel cavea dell’Opera seguendo la musica che viene suonata in sala dall’orchestra; all’interno invece verranno proiettate le immagini del dipinto, con un affascinante effetto 3D. E’ decisamente qualcosa di rivoluzionario per un’opera teatrale, una sperimentazione di elementi linguistici nuovi.

Lo Specchio Magico, l'opera del maestro Fabio Vacchi, David di Donatello per Il mestiere delle armi, andrà in scena il 7 Maggio 2016 all'Opera di Firenze.

Credo che l’Opera di Firenze sia sicuramente il palco perfetto per presentare opere innovative e sperimentali; da sempre Firenze rappresenta una culla per le arti e, guarda caso, è proprio qui che è nato l’antenato del rap, il raccontar cantando…

Assolutamente sì. Secondo molto studi le origini antropologiche del rap si ritrovano proprio nel recitar cantando nato a Firenze; trovo particolarmente emblematico che qui si svolga questo esperimento linguistico.

Considerando inoltre che il rapper è fiorentino…

Anche, certamente! Un fiorentino che mi ha subito incuriosito dalla scelta del suo nome d’arte: Millelemmi: questo denuncia l’intenzione di Francesco di rivalorizzare la proprietà e la bellezza della lingua italiana attraverso il suo stile, il rap.

Lo Specchio Magico, l'opera del maestro Fabio Vacchi, David di Donatello per Il mestiere delle armi, andrà in scena il 7 Maggio 2016 all'Opera di Firenze.

Con un’opera così impegnativa e complessa, immagino che il lavoro del direttore d’orchestra sia stato particolarmente difficile…

John Axelrod condivide con me una visione estetica precisa e il medesimo intento artistico. Considero John una parte integrante de Lo Specchio Magico, un compagno di strada con cui abbiamo già in cantiere altri progetti futuri.

Ne Lo Specchio Magico si ha l’incontro di più arti e di diversi piani spazio-temporali: possiamo parlare del tentativo di riunire e mettere insieme ciò che l’epoca moderna e quello che viene definito il post-modernismo ha separato?

Sicuramente sì, sia da un punto di vista linguistico che dal punto di vista di una proiezione esterna di ricucire un rapporto con il pubblico che la musica di ricerca, nei decenni scorsi, aveva volontariamente interrotto. Come si fa a riconquistare il pubblico? Non lo so, è terribilmente complicato, soprattutto per me che ho sempre rifiutato qualunque tipo di scorciatoia. Al pubblico tento di offrire qualcosa di importante, ma chiedo una certa disponibilità ad entrare nella cosa che propongo. Ho sempre pensato che il piacere, in una fruizione estetica, sia proporzionale allo sforzo che si fa per conquistare il piacere stesso, non è banale godere di un’opera d’arte.

 

Non vedo l’ora che sia domani per assistere con estremo e sommo piacere a quella che si presta ad essere una delle opere più innovative degli ultimi anni. E voi che fate? Venite con noi di TuscanyPeople a vedere le immagini riflesse da Lo Specchio Magico?

Opera di Firenze dal satellite

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