La Riserva Naturale “Foresta di Berignone”, istituita nel 1997 su circa 2.166 ettari, si estende in Alta Val di Cecina, tra i comuni di Pomarance e Volterra, e comprende una vasta area delimitata dall’omonimo fiume Cecina, dal torrente Sellate e dal torrente Fosci, a sud-ovest, dal confine con la Provincia di Siena, a est, e dalla Macchia di Tatti, a nord.

Riserva Naturale Foresta del Berignone: natura incontaminata, pozze fatate e vestigia medioevali

Apochi chilometri dalla città etrusca di Volterra, interamente coincidente col territorio che appartiene al Patrimonio Agricolo Forestale regionale, la Riserva Naturale Foresta del Berignone consente di visitare i diversi ambienti del territorio della Val di Cecina, dalle foreste agli ecosistemi fluviali, dalle macchie alle coltivazioni tradizionali. La macchia di Tatti, di proprietà del Comune di Volterra, ne è contigua, e insieme a essa forma un unico complesso forestale gestito da la Comunità Montana.

La grande biodiversità della Foresta del Berignone

La Riserva Naturale Foresta del Berignone in Val di Cecina, nell'area di Volterra, è una meta ideale per gli amanti del trekking nella natura più incontaminata.

Il complesso forestale di Berignone-Tatti è da sempre  sinonimo di boscaglie sterminate e macchie intricatissime. La vegetazione è molto diversificata e va dai boschi misti di sclerofille e latifoglie alle cerrete, dalle macchie alte ai boschi umidi degli impluvi e delle sponde dei torrenti.

Vista dall’alto, la Riserva Naturale Foreste del Berignone appare come una sorta di “isola di bosco” circondata da aree coltivate, tanto da favorire la presenza di una ricca fauna selvatica, come istrici, faine, tassi, lepri, più di cinquanta specie di uccelli, ma anche numerosi cinghiali e lupi, che vivono indisturbati tra fitti lecci e abeti.

Le risorse vitali non mancano e sono vari i corsi d’acqua che attraversano la zona: oltre ai torrenti Fosci e Sellate, si distingue per la sua portata il fiume Cecina che in località Masso delle Fanciulle crea una piacevole ansa balneabile dove i locali combattono la calura estiva.

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Uomo e Foresta del Berignone

La Riserva Naturale Foresta del Berignone in Val di Cecina, nell'area di Volterra, è una meta ideale per gli amanti del trekking nella natura più incontaminata.

La Foresta del Berignone, oltre a possedere un notevole interesse naturalistico, ha anche favorito la presenza dell’uomo, costituendo sia un rifugio sicuro per i partigiani in tempo di Resistenza, sia un luogo di lavoro fino agli Anni Sessanta. Rappresentando una gigantesca riserva di legname, l’ambiente era frequentato da boscaioli che fornivano il combustibile necessario ad alimentare le saline di Volterra.

Con la loro maestria avevano adibito specifiche aree a carbonaie, strutture che consentivano di trasformare i tronchi in carbone. Anche in epoche meno recenti in mezzo a questi alberi si è fatta la storia, come testimoniano i due ruderi di rocche medievali: il Castello dei Vescovi e il Castello di Luppiano.

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I percorsi didattici della Foresta del Berignone

La Riserva Naturale Foresta del Berignone in Val di Cecina, nell'area di Volterra, è una meta ideale per gli amanti del trekking nella natura più incontaminata.

Non mancano nemmeno i sentieri che permettono di esplorare il bosco in sicurezza e apprendere di più sulla vita della selva, anche grazie ad alcuni utilissimi pannelli didattici.

Il percorso che da Dispensa di Tatti si snoda fino a monte Soldano permette di attraversare la Foresta del Berignone e di apprezzarne tutta la biodiversità della flora. Nell’area del monte Soldano, dopo aver visitato un impianto di abeti, si percorre un interessantissimo sentiero didattico che consente di studiare, tra l’altro, lo sfruttamento del bosco: è ricostruita una carbonaia e una capanna di boscaioli.

Il Castello dei Vescovi

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Dalla Fonte della Venella l’itinerario poi prosegue scendendo nel Botro al Rio, un corso d’acqua profondamente incassato entro enormi spessori di conglomerati lacustri di colore rosso. Risalito l’altro versante, il sentiero piega a destra spingendosi fino allo sperduto Castello dei Vescovi, del secolo X, noto anche come “Torraccia”, i cui resti, su uno sperone di roccia, evocano ancora oggi il ricordo delle prolungate e violente contese medievali fra i Vescovi volterrani e il Comune cittadino. Il castello, già sede di un’importante zecca volterrana fu più volte distrutto e riedificato finché, a partire dal XVI secolo, fu completamente abbandonato.

Da qui, seguendo il sentiero numero 10 della Foresta del Berignone, ci si riporta a Dispensa da dove si può raggiungere in breve tempo il Podere Orgiaglia, noto per un importante giacimento fossilifero miocenico che affiora nei suoi dintorni.

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Il Castello dei Vescovi è raggiungibile anche con un itinerario più comodo che richiede mezza giornata: prima di giungere a Mazzolla si piega a sinistra per una strada sterrata e quindi a destra al primo bivio, e via avanti fino al Podere Batazzone da cui una stretta curva a sinistra conduce alla valle del torrente Fosci. Da lì in circa 45 minuti si può raggiungere il castello.

Il Castello di Luppiano

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Da Mazzolla si può inoltre scendere nella valle del torrente Fosci da cui si può raggiungere attraverso una comoda strada sterrata –  in un ambiente che conserva ancora grossi tratti dell’antico paesaggio agrario volterrano – il suggestivo Castello di Luppiano, anch’esso del X secolo, edificato su di un basamento etrusco-romano a dominio dell’intera vallata.

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Probabilmente il più antico fra i castelli documentati nel volterrano, nel Medioevo ebbe funzione di vedetta e scolta avanzata. È ancora in buono stato, nella sua configurazione architettonica, col suo bel cortile su cui si affacciano gli edifici residenziali di tipica e movimentata architettura castellana.

Da qui si può risalire a Spicchiaiola (chiamata così per il particolare tipo di gesso che vi affiora: selenite o “specchio d’asino”) e raggiungere Volterra tramite la SS.68 che nel tratto fino a Gesseri permette di osservare affioramenti e piccole cave di alabastro.

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Tommaso Baldassini
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