Quella del 14 Dicembre 2007 è rimasta, indelebilmente, nella storia di Firenze e della Toscana come una notte da ricordare.
In un clima di mobilitazione generale, l’Ospedale Meyer veniva trasferito, dalla vecchia sede di via Luca Giordano alla ex-Villa Ognissanti.

Firenze racconta: il trasferimento dell’Ospedale Meyer

 

Dicembre 2007: l’Ospedale Meyer di Firenze cambia casa. La notte del 14 dicembre 2007 rimarrà impressa per sempre nella storia di Firenze e dei fiorentini. A differenza di altre ricorrenze anch’esse molto importanti, questa verrà ricordata come “la notte dei bambini”.

Ospedale Meyer di Firenze

 

Infatti per la prima volta dall’anno della sua costruzione, seconda metà dell’Ottocento, l’Ospedale Meyer, eccellenza europea nell’ambito dell’assistenza, della cura, dello studio e della ricerca sulla pediatria, si trasferisce dalla storica sede di via Luca Giordano alla ex-Villa Ognissanti, a Careggi.

Il piano per il trasferimento dell’Ospedale Meyer

 

La generosità e la bontà d’animo sono un marchio caratteriale e distintivo del Made in Tuscany, ma diciamolo, anche dei fiorentini. Oltre al classico passa-parola, Firenze anche con poster, locandine e spot radiofonici viene messa al corrente che alle ore 20:00 del 14 dicembre 2007, avrà inizio il trasferimento del Meyer.

In realtà la task-force, predisposta dall’ospedale, ha già da mesi sondato le possibili problematiche e affinato l’esperienza con il trasloco dell’impianto amministrativo, dei laboratori e degli ambulatori specialistici. Ora, però, ci si deve occupare con coordinamento, efficienza e rapidità, della cosa più importante: lo spostamento dei bimbi degenti, assistere coloro che avessero bisogno di cure o che, per disattenzione dei genitori, potessero esser portati nella vecchia sede proprio durante le operazioni di trasferimento.

A tale scopo, dal Meyer stesso, è stata approntata una squadra di 20 operatori (dal medico, all’infermiera professionale, all’esperto di sicurezza, al tecnico informatico, all’esperto di impianti..) che sovrintendano la situazione, coordinando i vecchi reparti in chiusura e quelli della nuova sede già pronti ed in funzione.

Il piano cittadino

L’evento è molto importante e va assolto col massimo impegno e la serietà di sempre: le istituzioni tutte, con le Forze dell’Ordine, hanno lavorato per mesi affinché il piano di trasferimento si svolga nel migliore dei modi predisponendo un piano del traffico con corsie stradali preferenziali destinate ai mezzi ospedalieri, scortati da Carabinieri, Polizia o Vigili Urbani.

Non solo. Accanto alle forze istituzionali si sono affiancati spontaneamente anche: Fratellanza Militare, operatori sanitari e personale dell’Ospedale al di fuori del turno di lavoro, uomini della protezione civile, dell’Ataf, tassisti, ed un esercito di volontari che si è organizzato “a gruppi” per mettersi a disposizione delle forze istituzionali ed aiutarle.

Semplicemente. Per sensibilizzare ulteriormente la cittadinanza, nella cartellonistica stradale provvisoria, era esplicato chiaramente: “percorso preferenziale per i bambini del Meyer” al fine di rendere ancor più rapido lo spostamento dei degenti più gravi.

Trasferimento del Meyer di Firenze

 

Un evento per tutta Firenze

 

Ore 20:00, scatta l’ora “X”. Dalla sala radio della Polizia Municipale, coordinata con 118, Carabinieri e Polizia, viene dato l’ok, si inizia.

Non c’è tensione, come del resto è giusto che sia, anche perché ognuno dei partecipanti si sente un po’ “genitore” di quei bambini che stanno cambiando “casa”. Infatti non basta soltanto prodigarsi per la buona riuscita del trasloco, ma occorre anche rasserenare gli animi dei piccoli ospiti dell’Ospedale Meyer; fare sì che i bambini non si spaventino o si allarmino, ma vivano questo trasferimento come un grande gioco.

Mentre sfilano i mezzi, che trasportano i piccoli pazienti, materiale e attrezzatura medica, quella fetta di Firenze che si è radunata per le strade applaude al passaggio delle ambulanze, scortate dalle auto delle Forze dell’Ordine che fanno la staffetta e che sono con le sole luci blu accese affinché i bambini, alcuni piccolissimi, non notino nulla durante il viaggio che possa spaventarli.

La nuova sede dell'Ospedale Meyr dopo il trasferimento a Villa Ognissanti

La risposta della città

Firenze ha risposto con grande diligenza e senso di responsabilità; la popolazione manifesta ordinatamente la propria partecipazione, mentre i vigili urbani e gli altri volontari addetti alla viabilità fanno sì che tutto si svolga senza intoppi. Sono le 3:30 della notte quando l’ultimo bambino, ricoverato nel “vecchio Meyer”, arriva nella nuova sede di Villa Ognissanti, con il pieno rispetto del piano di trasferimento redatto scrupolosamente dal dipartimento di emergenza del Meyer.

Trasferire un ospedale è un’operazione estremamente complessa in quanto, come specificato dagli operatori stessi, reparti come DEA-Pronto Soccorso, Terapia Intensiva Neonatale e Rianimazione non possono fermarsi; prima e durante il trasferimento è necessario continuare a svolgere il lavoro ordinario, garantire cure e assistenza (spesso vitali) a tutti i (piccoli) pazienti.

Gli spostamenti si sono svolti in un tripudio di nasi rossi, parrucche colorate, palloncini e cappelli da Babbo Natale, per tenere alto il morale dei bambini durante il tragitto, indossati anche da gente non appartenente al personale ospedaliero preposto a questo.

Eccellente è stato anche il lavoro dei clown di corsia che, insieme ai genitori dei piccoli degenti, si sono spesi per rasserenare e far divertire i bambini che, durante le operazioni di sgombero, si sono trovati temporaneamente accorpati in stanze comuni. Coinvolgere i “cuccioli” nel trasferimento è stata la grande scommessa vinta dal personale dell’Ospedale Meyer; una vera mossa vincente in quanto ha fatto sì che i bambini vivessero l’evento da protagonisti, anziché come un disagio ulteriore da aggiungere a quello ben più grande della malattia.

Ospedale Meyer di Firenze, l'eccellenza della pediatria in Europa

Termine delle operazioni

Come accennato prima, il lavoro si è svolto su due fronti: preparare il vecchio Meyer al trasloco e predisporre la nuova struttura facendo sì che, a trasferimento ultimato, da subito si potessero riprendere a pieno regime le consuete attività ospedaliere. Il nuovo Ospedale Meyer è dotato di attrezzature ancor più efficienti e moderne di quelle già in uso nella vecchia sede.

Un ulteriore salto di qualità, dopo quello del 1995 quando è divenuto Azienda Ospedaliera Autonoma (essendogli stata riconosciuta la dignità di Ospedale di “alta specializzazione” qualifica attribuita in Italia solo a pochi ospedali pediatrici) rimasto indelebilmente nella storia della città.

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