Il nostro elogio alla semplicità, ripercorrendo le citazioni più famose di importanti personaggi storici e non, che hanno elevato il concetto di semplificazione a vera e propria arte.

Elogio alla semplicità: l’arte di togliere ciò che non è essenziale

Quante volte abbiamo sentito la battuta: ma questo è l’ufficio complicazione affari semplici!? Ogni volta che qualcosa di teoricamente poco complesso viene reso, appunto, più complicato del necessario. Nel nostro Paese, poi, questa pratica sembra assurgere al rango di sport nazionale se pensiamo alla burocrazia bizantina che ci affligge da secoli.

Insomma, il nostro non è certo il luogo eletto della snella semplicità, nonostante i vari decreti semplificazioni. Basta aprire un qualsiasi libro di storia del Novecento italiano per rendersi conto che c’era ancora Giolitti quando si parlava di riforma della Pubblica Amministrazione, e prima di lui Cavour, e prima ancora. Lasciamo perdere.

Ritratto di Camillo Benso Conte di Cavour

Il concetto di semplicità: da Gesù a Einstein

Dunque, l’inestimabile valore della semplicità, del dire e fare tanto in poco. Gesù Cristo con un semplice motto, una semplice parabola, metteva tutti a tacere. Non usava una parola di più né una di meno, solo quelle di cui c’era bisogno. I farisei, al contrario, cercavano di metterlo in difficoltà con ragionamenti lunghi, tortuosi, cavillosi. Lui, infatti, era chi era, e loro, invece, chi erano?

Socrate era famoso per la laconicità della sue risposte. E così Buddha, Confucio, lo stesso Einstein. Chi ha cambiato volto all’umanità l’ha fatto con la massima semplicità. Le frasi passate alla storia sono semplici, quelle complicate, chi se le ricorda?

La vita è molto semplice, ma noi insistiamo col renderla complicata”, diceva Confucio. Appunto.

La differenza tra semplicità e semplicismo

Ovviamente da non confondere la capacità di essere semplici, una virtù, col vizio del semplicismo, ossia un modo troppo semplice e superficiale di considerare le cose, di proporre e risolvere i problemi. Mentre la semplicità, infatti, affronta i problemi nella loro essenza e mira a risolverli, il semplicismo non solo non risolve i problemi ma, approcciandoli con faciloneria, li complica.

Tutto dovrebbe essere reso il più semplice possibile, ma non più semplicistico”, affermava Einstein.

I fuoriclasse di ogni razza e specie, in ogni campo delle attività umane, agiscono in modo semplice, diretto, centrano il cuore del problema e lo affrontano snellendo, togliendo, non aggiungendo inutili orpelli.

Albert Einstein e la formula E=mc2 su un francobollo tedesco

Bruno Munari e la difficoltà della semplificazione

Complicare è facile, semplificare é difficile. – dice Bruno Munari – Per complicare basta aggiungere tutto quello che si vuole: colori, forme, azioni, decorazioni, personaggi, ambienti pieni di cose.

Tutti sono capaci di complicare. Pochi sono capaci di semplificare.

Per semplificare bisogna togliere, e per togliere bisogna sapere che cosa togliere, come fa lo scultore quando a colpi di scalpello toglie dal masso di pietra tutto quel materiale che c’é in più della scultura che vuol fare.
Teoricamente ogni masso di pietra può avere al suo interno una scultura bellissima, come si fa a sapere dove ci si deve fermare nel togliere, senza rovinare la scultura?

Togliere invece che aggiungere vuol dire riconoscere l’essenza delle cose e comunicarle nella loro essenzialità.
Eppure quando la gente si trova di fronte a certe espressioni di semplicità o di essenzialità dice inevitabilmente: “questo lo so fare anche io”, intendendo di non dare valore alle cose semplici, perché a quel punto diventano quasi ovvie.
In realtà, quando la gente dice quella frase intende dire che lo può rifare, altrimenti lo avrebbe già fatto prima.

La semplificazione è il segno dell’intelligenza, un antico detto cinese dice: “Quello che non si può dire in poche parole non si può dirlo neanche in molte”.

Concetto di semplicità con scritta Keep it Simple

Cosa è il Rasoio di Occam

E dal detto cinese passiamo al concreto, occidentale, Rasoio di Occam. Cos’è? Be’, un semplicissimo metodo inventato nel XIV secolo dal filosofo e frate francescano Guglielmo di Occam che, guarda caso, sta alla base del pensiero scientifico moderno. In pratica è un principio per cui tra più ipotesi per la risoluzione di un problema, a parità di risultati si deve scegliere sempre quella più semplice: è futile (e inutile) fare con più mezzi ciò che si può fare con meno. Più semplice di così.

Un postulato di economia e parsimonia del lavoro che sembrerebbe scontato anche se non lo è per niente. La necessità di questo metodo sorse infatti a causa del proliferare di eccessive varianti nella dimostrazione delle teorie filosofiche e scientifiche che alla fine facevano perdere il senso della dimostrazione stessa senza aggiungere niente di sostanziale.

Semplicità, semplicità, semplicità. Perché la semplicità è dei grandi, anche se per raggiungerla hanno dovuto lavorare anche loro.

Una matita rossa su foglio bianco che ha selezionato la parola semplicità rispetto a complicato

L’importanza della semplicità per Steve Jobs

Un grande sostenitore della semplicità era Steve Jobs: “Questo è stato uno dei miei mantra: concentrazione e semplicità. Semplice può essere più difficile del complesso: devi lavorare sodo per rendere il tuo pensiero pulito per renderlo semplice. Ma alla fine ne vale la pena, perché una volta arrivato lì, puoi spostare le montagne”.
E lui, restando nell’allegoria, le montagne le ha spostate davvero.

Quando gli ingegneri stavano sviluppando l’iPod, Steve Jobs insisteva sul fatto che non dovevano esserci pulsanti, tranne quello di accensione/spegnimento. Gli ingegneri erano a dir poco scettici, ma Jobs non si arrese. Mantenere l’intera operazione semplice per lui era essenziale, non solo in questo progetto. Alla fine, la rotella di scorrimento è stata sviluppata ed è ancora oggi una caratteristica dell’IT.

Il primo iPod del 2001 progettato da Apple

L’arte del togliere

Don Milani faceva esercitare i ragazzi sulle frasi scritte, spingendoli a togliere tutto ciò che non era essenziale per la comprensione, fino ad arrivare alla frase più breve possibile per esprimere quel dato concetto o narrare quel dato fatto. Un Rasoio di Occam applicato alla scrittura che, infatti, come la scultura, è un’arte del togliere. Dopo la stesura di un testo, soprattutto nella forma, è fisiologico snellire, sfrondare, non aggiungere.

La bellezza è come una gemma preziosa, per la quale la migliore montatura è la più semplice”, diceva Francis Bacon. “La natura tende sempre ad agire nel modo più semplice”, rispondeva qualche decennio dopo Jakob Bernoulli.

E crediamo che anche la Toscana sia maestra di quella semplicità che si esprime nella classicità delle sue forme naturali, artistiche e artigianali. Niente da noi è eccessivamente complicato, intricato, altrimenti non saremmo un’icona d’arte, di enogastronomia e di artigianato a livello mondiale.

Infine, affidiamo la chiusura di questo articolo a uno tra i più grandi di tutti i tempi, William Shakespeare: “Potrei vivere nel guscio di una noce, e sentirmi re dello spazio infinito”. Sic et simpliciter.

Statua di William Shakespeare a Londra fuori dal Guildhall Art Gallery

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