In molti ci avete chiesto: “Perché la Normale di Pisa si chiama così?”, e quando i lettori chiamano, TuscanyPeople risponde, saziando tutte le vostre curiosità sulla Toscana e le sue bellezze. Ma “bando alle ciance” e arriviamo al punto: perché la Normale si chiama Normale?

Perché la Normale di Pisa si chiama così?

La Normale di Pisa si trova in Piazza dei Cavalieri ed è una scuola d'eccellenza in Toscana. Ma perché la Normale di Pisa si chiama così?

La Scuola Normale Superiore di Pisa rappresenta l’eccellenza dell’alta formazione e un riferimento per la ricerca sia a livello nazionale che internazionale. Nei suoi duecento anni di storia, questo istituto ha formato una lunga schiera di personaggi noti: premi Nobel come Giosuè Carducci (letteratura) e Enrico Fermi (fisica), premi Fields come Alessio Figalli (matematica), filosofi come Giovanni Gentile e numerosi Presidenti della Repubblica fra cui Carlo Azeglio Ciampi.

La lista delle menti brillanti educate in questo inesauribile giacimento di intelligenza patria, la cui sede si affaccia nella splendida Piazza dei Cavalieri disegnata dal Vasari, è decisamente lunga ed interessante. Ma perché la Normale di Pisa si chiama così?

 

Una scuola per la didattica primaria

La Normale di Pisa si trova in Piazza dei Cavalieri ed è una scuola d'eccellenza in Toscana. Ma perché la Normale di Pisa si chiama così?

Appare evidente come l’aggettivo normale, scelto per il nome di questa scuola d’eccellenza, non riguardi la sua fucina di intellettuali. Il nome “Normale di Pisa” deriva dalla necessità, sorta al tempo della sua istituzione nel lontano 1810, di formare docenti per la scuola media superiore, che avessero il compito di impartire le norme, ovvero i fondamenti del sapere, al popolo intero. In questo modo, la preparazione degli insegnanti aveva anche lo scopo di educare i cittadini al rispetto delle leggi e dell’imperatore, che in quegli anni era Napoleone Bonaparte.

Il decreto napoleonico riguardante gli “stabilimenti di istruzione pubblica” in Toscana (che a quel tempo era una provincia dell’Impero Francese) del 18 ottobre 1810 segna la nascita della Scuola Normale Superiore di Pisa. Questo piccolo pensionato accademico per gli studenti universitari offriva 25 posti per gli studenti delle facoltà di Lettere e Scienze, al fine di ricreare una succursale dell’École Normale Supérieure con sede a Parigi. L’appellativo della scuola di eccellenza potrebbe richiamare anche la continuità con la sede di Parigi, ma l’obiettivo principale è quello di richiamare alla memoria la didattica primaria per la quale era stata fondata.

L’obiettivo formativo della Normale oggi

La Normale di Pisa si trova in Piazza dei Cavalieri ed è una scuola d'eccellenza in Toscana. Ma perché la Normale di Pisa si chiama così?

Ancora oggi l’intento della scuola è quello di formare non solo studiosi ed esperti in specifici campi del sapere, ma anche cittadini dalla notevole formazione intellettuale e dal forte spirito critico. Così come 200 anni fa la scuola si impegnava a preparare docenti che educassero i cittadini al rispetto delle leggi e dell’imperatore, allo stesso modo oggi la Scuola Normale di Pisa forma esperti in ogni settore, da quello umanistico a quello scientifico, da quello politico a quello tecnologico.

Questa scuola ancora oggi porta avanti l’idea napoleonica, fornendo un impatto notevole sul “benessere collettivo” dei cittadini: l’istruzione è un fattore cruciale nella promozione e nel sostegno di valori come la solidarietà, la tutela dei beni comuni, il rispetto delle regole della convivenza civile, la partecipazione politica e l’apertura culturale.

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La storia della Normale di Pisa

La Normale di Pisa si trova in Piazza dei Cavalieri ed è una scuola d'eccellenza in Toscana. Ma perché la Normale di Pisa si chiama così?

Raccontare la storia della Scuola Normale di Pisa significa rivivere le vicende della Toscana e dell’Italia, dall’età di Napoleone a quella del Granducato, dall’Unità d’Italia al periodo liberale, dal fascismo alle guerre mondiali, fino ad arrivare ai nostri giorni. La storia di questa scuola si sviluppa in una dialettica continua tra i momenti accademici di questo piccolo campus universitario ai grandi eventi istituzionali, sociali e culturali della storia del nostro paese, a cui la scuola ha partecipato attivamente con i suoi illustri allievi. Ma questa storia è anche il racconto e l’applicazione di un modello di alta formazione che, da più di duecento anni, ha regalato al nostro paese generazioni di giovani talenti.

La Normale inizia la sua attività solamente nel 1813, nel momento in cui i primi migliori studenti di Lettere e Scienze iniziano i loro corsi presso il convento di San Silvestro, la prima sede della scuola. Dopo aver conseguito il diploma, queste giovani menti si impegnavano ad insegnare nelle scuole secondarie per almeno dieci anni.

La chiusura e la riapertura in Piazza dei Cavalieri

La Normale di Pisa si trova in Piazza dei Cavalieri ed è una scuola d'eccellenza in Toscana. Ma perché la Normale di Pisa si chiama così?

L’anno successivo, il granduca Ferdinando III riprende il potere in Toscana e decide di chiudere la Scuola che riaprirà ufficialmente solo nel 1847 presso l’odierna sede in Piazza dei Cavalieri. La nuova Scuola è incentrata sulla teorica e sulla pratica, per quanto riguarda la formazione dei giovani studenti di filosofia, lettere, scienze fisiche e matematica, che venivano poi direttamente introdotti ed abilitati all’insegnamento nelle scuole secondarie. Tutti gli studenti, anche quelli delle discipline scientifiche, erano obbligati a seguire corsi di pedagogia e tirocini nelle scuole.

Per tutto il secolo sorso, la Normale continuava a preparare i suoi alunni all’insegnamento nelle scuole medie, promuovendo studi di perfezionamento e ricerca. Oggi la Normale di Pisa si è forse allontanata dal fine pratico di formare ed abilitare insegnanti delle scuole secondarie ponendosi un obiettivo più nobile e universale: quello di formare studiosi, professionisti e cittadini dalla notevole formazione culturale e dallo spiccato pensiero critico, due qualità a nostro avviso sempre più necessarie nel mondo contemporaneo.

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Eleonora Signorini
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