Officina Sospesa è una bottega d’arte a Montisi, piccolo paese vicino a Sinalunga (SI) dove Francesco Trecci, ha reso contemporanea l’antica arte delle marionette, liberandole dai fili.

Officina Sospesa, Francesco Trecci libera le marionette dai fili

Francesco, quale è il tuo percorso artistico e professionale?

Il mio percorso inizia dal teatro dei burattini e da lì mi sono formato in spettacoli della tradizione: canovacci dell’800 o canovacci originali che riprendevano storie del passato. La Toscana non è una regione con una lunga tradizione dei burattini, perché essendo al centro ha sempre rappresentato una zona di passaggio. La prima volta che ho visto uno spettacolo ero infatti in Emilia Romagna.

Officina Sospesa di Francesco Trecci 05

Come è nata la tua passione per i burattini prima e le marionette poi?

Ho sempre avuto una spiccata predilezione per l’arte e, nello specifico, la drammaturgia mi ha sempre affascinato. Un giorno ho assistito a uno spettacolo di burattini: mi è piaciuto così tanto che ho cominciato a scolpire i personaggi, a inventare storie e rappresentarle. Ma l’amore vero è arrivato quando le marionette sono entrate nella mia vita. Ho seguito un corso a Milano e ho iniziato a frequentare una compagnia, la compagnia di Gambarutti. E’ stato come essere in bottega: grazie a loro ho imparato un mestiere, sia per quanto riguarda la parte manuale che per quanto concerne la cultura di questa professione.

Qui nella tua bottega non ci sono solo marionette e legno, ma anche statue, materiale di riciclo: come sei passato dal teatro a Officina Sospesa?

Diciamo che le sculture di Officina Sospesa (mappa) prendono le mosse dal teatro delle marionette. L’idea era quella di creare degli oggetti che si ispirassero alle marionette, ma fossero più dinamici, liberi dai fili. L’idea è proprio quella della marionetta che tocca terra, che non è più sospesa, ma, senza i fili, è più dinamica, libera, può andare dove vuole.

Officina Sospesa di Francesco Trecci 01

Come nasce una scultura?

Parto sempre da un concetto. Ogni concetto può essere espresso con una parola che lo definisce direttamente, oppure posso utilizzare varie parole che lo descrivono senza però nominarlo mai direttamente. Ecco con le statue faccio esattamente questo senza usare le parole, naturalmente, ma con materiali e colori. Quando mi viene un’idea comincio a descriverla nei disegni. In seguito inizio a costruire la struttura, seguo il disegno, ma via via gli apporto delle modifiche, dalle forme, ai colori ai materiali utilizzati fino a che non mi sembra di aver espresso bene l’idea che avevo in mente.

Chi è che si innamora di più delle tue statue? I tuoi clienti hanno bisogno della storia di un pezzo, oppure seguono l’istinto?

Beh, dipende. Ultimamente, per esempio, c’è stata una consulente d’arte americana di Philadephia che era molto incuriosita e affascinata dalle opere di Officina Sospesa. Ha voluto incontrarmi e poi ha acquistato una statua. E’ stato davvero molto emozionante per me. In generale, comunque, la mia clientela proviene da grandi centri urbani.

Opera di Francesco Trecci dell Officina Sospesa

Il tuo lavoro con il teatro continua?

Certo che sì! Lavoro come scenografo, tengo corsi con i ragazzi e le scuole, faccio laboratori di arte e drammaturgia contemporanea. Su tutti voglio ricordare l’esperienza con la scuola di Scansano: è stata davvero un’esperienza meravigliosa.

Ho collaborato con Jovanotti in alcuni spettacoli di teatro e musica. Insieme abbiamo fatto Rossini!, La parrucca di Mozart e Bambini/Uccellini: Lorenzo scriveva i testi, io facevo le scenografie e De Franceschi componeva le musiche e dirigeva la regia.

Officina Sospesa di Francesco Trecci 06

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