Il borgo toscano di Peccioli, in Valdera, oltre a essere annoverato tra i Borghi più Belli d’Italia, è anche un eccellente modello di comunità resiliente nonché fiore all’occhiello europeo per la sostenibilità

Peccioli: uno dei Borghi più Belli d’Italia, esempio per l’Europa

Di cosa parliamo in questo articolo:

  • Peccioli, brevemente, nella storia
  • Il borgo nell’attualità
  • Peccioli nell’attualità…futuristica
  • I rifiuti diventano arte
  • Un modello a cui guardare

Diciamolo subito, non stiamo parlando di un paesotto senza arte né parte, ma di uno dei Borghi più belli d’Italia. Così è stato annoverato nel prestigioso club d’elite. E infatti Peccioli è, a tutti gli effetti, un bellissimo, antico, borgo in provincia di Pisa (tra l’altro anche bandiera arancione del Touring Club), che domina la Valdera da una collina coltivata a vigneti. Punto. Su questo non si discute. Quello su cui si discute, semmai, o meglio: che fa discutere, è la presenza sul suo territorio di un’enorme discarica per lo smaltimento dei rifiuti. Ma anche in questo caso Peccioli ha saputo arginare il problema, distinguendosi per idee, innovazione, “resilienza creativa”, tanto da divenire un modello, un vero e proprio fiore all’occhiello europeo della sostenibilità.

Bellissima vista sul borgo di Peccioli in Valdera, Toscana

Peccioli, brevemente, nella Storia

Il territorio di Peccioli risulta abitato fin dal Neolitico, con successive manifestazioni di popolamento etrusco e romano.

Con la caduta dell’Impero, i Longobardi conquistarono gran parte dei territori in mano ai Bizantini con cui si scontrarono più volte. Dal Basso Medioevo in poi Peccioli risentì, come tutti i borghi italiani, del fenomeno dell’incastellamento promosso dalle famiglie aristocratiche e dalla chiesa.

Peccioli, sotto la dominazione pisana, divenne Podesteria della Repubblica marinara. Nel 1322 i pisani, probabilmente per volere di Castruccio Castracani – che nel 1328 fu nominato signore di Pisa -, fecero restaurare un tratto delle mura del castello che assunse l’estensione e le caratteristiche che in parte conserva ancora oggi.

Con la Signoria di Lorenzo il Magnifico iniziò un lungo periodo di tranquillità politica fino al 1844. È in questo anno, sotto Leopoldo II, che Peccioli divenne sede di cancelleria con giurisdizione su Lajatico e Terricciola.

Dall’Unità d’Italia, Peccioli è un comune comprendente Fabbrica, Ghizzano, Legoli, Montecchio, Montelopio, Libbiano e Cedri.

Bellissima vista da un vigneto sul borgo di Peccioli in Valdera, Toscana

Il borgo nell’attualità

Il borgo si staglia sul background delle colline grazie all’inconfondibile campanile della Pieve di San Verano (XI secolo), che conserva al suo interno pregevoli opere di scuola pisana.

In Piazza del Popolo, ecco il Palazzo Pretorio, sulla cui facciata spiccano gli stemmi dei podestà. Il Palazzo oggi ospita il Museo delle Icone Russe, dedicato al giornalista Francesco Bigazzi, il corrispondente da Mosca che donò al Comune di Peccioli la sua raccolta di icone del XIX e inizio XX secolo.
Non lontano si trova la Scuola Internazionale e Laboratorio di Icone che organizza seminari, corsi di restauro e pittura in collaborazione col Museo di Stato Russo di San Pietroburgo.

Il borgo vanta inoltre un polo museale, gestito dall’omonima Fondazione Peccioli. Il Polo include: il Museo Archeologico, coi recenti ritrovamenti del Santuario etrusco di Ortaglia; il Museo Collezione Incisioni e Litografie, la Torre Campanaria e il Museo di Arte Sacra.
Notevole la chiesa della Madonna del Carmine, costruita in laterizi e completamente restaurata nell’Ottocento, in seguito ai danni causati da un terribile terremoto.

Il territorio di Peccioli

Lo splendido paesaggio del territorio comunale è caratterizzato da dorsali collinari coperti di vigneti e uliveti, punteggiati di piccole frazioni; da vedere: l’ex castello e l’antica Chiesa di Santa Maria Assunta di Fabbrica; Libbiano col suo osservatorio astronomico; Legoli, che conserva all’interno della Cappella di Santa Caterina un tabernacolo di Benozzo Gozzoli.

Gli appassionati di arte contemporanea nella frazione di Ghizzano possono trovare le opere permanenti di Alicja Kwade e Patrick Tuttofuoco; mentre gli intonaci e le facciate delle case portano la firma dell’artista inglese David Tremlett.

Chiesa di Santa Maria dell'Assunta in Fabbrica nel borgo di Peccioli, Toscana

Peccioli nell’attualità… futuristica

Ma il suo più grande capolavoro Peccioli l’ha realizzato da un handicap, ossia da una delle più imponenti discariche della Toscana, trasformandosi in un modello di resilienza e sostenibilità. Dallo smaltimento, trattamento e riciclo dei rifiuti il paese è infatti riuscito a ricavare bellezza, arte, cultura, tre dei pilastri fondanti della nostra rivista. Tanto da venir definito “il sistema Peccioli”, in cui esistono anche due teatri all’aperto. L’Anfiteatro Triangolo Verde e l’Anfiteatro Fonte Mazzola ospitano infatti iniziative culturali, spettacoli ed eventi.

La lungimiranza del sindaco e dei pecciolesi

Tutto questo è stato possibile grazie alla lungimiranza del sindaco del paese, Renzo Mascelloni, e dei suoi concittadini che, ispirandosi  a consolidati modelli di paesi nordici, hanno creato la Belvedere Spa, un’azienda dalla gestione innovativa che si avvale di tecnologia d’avanguardia. La società è per il 64% partecipata dal Comune, mentre la restante percentuale è appannaggio di 900 piccoli azionisti pecciolesi coinvolti nel progetto. Il loro obiettivo principale è quello di “promuovere lo sviluppo del Comune di Peccioli, del suo territorio e della sua economia”.

Sta di fatto che oggi la discarica è in grado di riciclare rifiuti indifferenziati e generare energia. Si tratta di un modello di economia circolare, ma non solo, visto che l’impianto produce anche ricchezza. Ben 4-5 milioni di euro che vengono investiti in sostenibilità, cultura, arte e architettura, innovazione tecnologica e welfare. È la dimostrazione, da parte dell’amministrazione locale, che è possibile affrontare questioni delicate trovando nuove soluzioni.

Colline in provincia di Pisa al tramonto vicino al paese di Peccioli

Et voilà, i rifiuti diventano arte

Il progetto, oltre a limitare l’impatto ambientale dell’impianto, è servito a ridisegnare l’area chiamata il Triangolo Verde, un modo più simpatico per definire la grande discarica. È stata così istituita la Fondazione Peccioliper, nata proprio per valorizzare il territorio, coniugando la cultura e l’arte con l’economia.

In questa prospettiva sono stati edificati due teatri all’aperto: l’Anfiteatro Fonte Mazzola, che possiede la struttura dell’antico teatro greco e può ospitare ben duemila persone; e l’Anfiteatro Triangolo Verde, situato all’interno della discarica, realizzato con materiali eco-compatibili e, grazie alle più avanzate tecniche di bio-edilizia, nel massimo rispetto ambientale, sede di concerti e di installazioni artistiche permanenti.

I Giganti

In poche parole, i ricavi della discarica finanziano i progetti artistici. Congressi, concerti, sfilate, spettacoli, incontri didattici, ma non solo. Dal 2011 nella discarica s’impongono all’occhio “I Giganti”, creati dal gruppo Naturaliterper simboleggiare” – spiega il sindaco – “che anche dai rifiuti ci può essere una rinascita”. Queste sculture, alte dai 5 ai 9 metri, che rappresentano figure umane, sono state collocate intorno al Triangolo Verde, all’interno dell’Impianto di Smaltimento e Trattamento Rifiuti per accogliere i visitatori che partecipano agli eventi e agli spettacoli.

Un museo a cielo aperto

Inoltre, da ormai 14 anni Peccioli ospita il Festival delle 11 lune che propone rassegne dedicate al teatro e alla musica, uno degli eventi più importanti dell’estate toscana.

Il borgo si è trasformato anche in un museo diffuso a cielo aperto, dove artisti internazionali espongono le loro opere. Tra gli altri, David Tremlett ha colorato con geometrie vivaci le barriere di contenimento dell’Impianto di Smaltimento Rifiuti, mentre Patrick Tuttofuoco ha realizzato sculture di marmo, neon e ferro. Anche Sergio Staino, il noto vignettista toscano, ha dipinto, col figlio Michele, personaggi fantastici sulle pareti esterne dell’impianto di Trattamento Meccanico Biologico. Si tratta di un sorridente affresco intitolato “All’altezza delle margherite”, in cui i protagonisti sono i piccoli abitanti delle colline circostanti (chiocciole, rane, cavallette, lucertole, libellule, scarabei ecc.) cavalcati da guerrieri, saltimbanchi, principesse o splendide odalische, che paiono usciti da un libro di fiabe per bambini.

Veduta delle vigne vicino al borgo di Peccioli, in Valdera, Toscana

Peccioli, un modello a cui guardare

Peccioli, infine, è stato scelto come luogo d’incontro di ricercatori e scienziati che, giunti fin qui da tutto il mondo, hanno elaborato la Carta di Peccioli – Principi per un’ecologia radicale. Il borgo, per la sua peculiarità di comunità resiliente, ha addirittura ottenuto uno spazio dedicato nel Padiglione Italia della Biennale Internazionale di Architettura di Venezia 2021. Nel frattempo, la discarica è diventata un “caso” anche per il mondo dell’arte.

Insomma, una vision talmente innovativa, quella di Peccioli, che potrebbe diventare un faro per tanti altri comuni italiani. Come sempre la Toscana non finisce di stupire.

Per chi vuole toccare con mano

Dove mangiare: ArteGrappe; Osteria Caffè House
Dove dormire: Pieve de’ Pitti Cantina e Agriturismo; Agriturismo Biologico Diacceroni

Chiesa delle Serre nelle colline vicino a Peccioli, Pisa, Toscana

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