Come il Chianti Classico e il suo Consorzio si sono rinnovati nel tempo trasformando questa eccellenza toscana in uno dei vini più famosi del mondo

Da oltre 3 secoli il Chianti Classico è un brand riconosciuto e protetto

Tutto nacque il 24 settembre 1716 quando il Granduca di Toscana Cosimo III emanò il noto bando “Sopra la Dichiarazione dé Confini delle quattro Regioni Chianti, Pomino, Carmignano, e Val d’Arno di Sopra”, in cui si determinavano i limiti delle zone del Chianti entro le quali poteva essere prodotto il famoso (già all’epoca) vino.

L’intenzione del Granduca era disciplinare la produzione, la spedizione, il controllo contro le frodi e il commercio del Chianti, ossia, in parole povere, voleva tutelare il brand, come si direbbe oggi, e come fanno gli attuali consorzi. Ma probabilmente non immaginava che al contempo avrebbe creato il moderno concetto di Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG).

Bottiglie di vino Chianti Classico in esposizione

Un brand col marchio del Gallo Nero già ante litteram

Un brand che aveva anche un suo marchio, il celebre gallo nero, immagine associata al Chianti addirittura fin dal XIV secolo. Un gallo nero su sfondo era infatti l’emblema della Lega del Chianti, l’istituzione politico-militare creata dalla Repubblica di Firenze per il controllo di questo vasto territorio confinante con la rivale Siena.

Nel 1565, poi, Vasari dipinse l’Allegoria del Chianti in una formella del Salone de’ 500 di Palazzo Vecchio, scegliendo sempre il Gallo Nero in campo giallo come emblema dell’area.

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Tommaso Baldassini Editore
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