La Fondazione Arte della Seta Lisio di Firenze è un’antica manifattura che crea tessuti di altissima qualità: sete, broccati e velluti tessuti a mano per l’alta moda e per i vestiti da sogno di principi e principesse.

Arte della Seta Lisio

Concentriamoci sulla parola seta e poi lasciamoci trasportare, fluiscono immagini di tessuti delicati e luminosi, trasparenze, ricami, tendaggi ed abiti che trasudano le atmosfere di quell’Ottocento romantico e vittoriano, teatro utopico della perfetta armonia tra tradizione e modernità in corsa. Solo ora, siamo davvero pronti ad aprire gli occhi e ricordare come esistano luoghi dove i sogni possono solidificarsi, disporsi nello spazio concreto e popolarsi di persone reali.

Così, ci onora molto, ma non ci sorprende, scoprire come il sogno della seta sia divenuto realtà a Firenze, il suo nome è Fondazione Arte della Seta Lisio, dove la Dr.ssa Paola Marabelli, direttrice scientifica e culturale, insieme alla Dr.ssa Katia Maratea, responsabile comunicazione e promozione, ci prendono per mano con il loro guanto merlettato per accompagnarci alla scoperta del lavoro dei tessitori tra i migliori al mondo, le cui mani sanno creare l’eccellenza assoluta dell’oggi, per mezzo del sapere antico.

La Fondazione dell'Arte della Seta Lisio di Firenze produce manifatture di altissimo livello artigianale: sete, broccati e velluti destinati all'alta moda ed all'arredamento.

Alla Fondazione Arte della Seta Lisio, tra telai archeo-futuristi

Ammiriamo per primi gli antichi telai dell’Ottocento e del Novecento, progettati per il lavoro a mano dei tessitori. Legno, metallo e cartone che non deludono e non invecchiano perché ideati per essere smontati e rimontati pezzo, pezzo, adattandosi perfettamente ai diversi tessuti ed alle diverse commissioni: “qui è tutto un divenire, un fare modifiche, in un caso abbiamo anche dovuto alzare il tetto per permettere alla struttura verticale del telaio di avere una corsa più lunga“, ci spiega la Dr.ssa Marabelli.

Qui non ci sono apparecchiature standard per prodotti standardizzati.
Particolarità di questi telai è la macchina Jacquard che consente di lavorare sui singoli fili dell’ordito e la cui scheda di cartone perforata precorre il codice binario dei computer. Vediamo infatti anche un telaio Otto-Novecentesco dell’Alta Scuola interna, collegato ad un moderno Mac, quasi un’apparizione steampunk che permette di abituare gli allievi, fin dalla fase di progettazione, a tenere bene a mente anche gli aspetti “tecnici ed estetici” del risultato finale.

La Fondazione dell'Arte della Seta Lisio di Firenze produce manifatture di altissimo livello artigianale: sete, broccati e velluti destinati all'alta moda ed all'arredamento.

Siamo felici che su prenotazione questi laboratori possano trasformarsi in un museo del quale raccomandiamo sinceramente la visita, ma ancor più dell’impegno appassionato grazie al quale Fidalma Lisio, nei primi anni Sessanta, riportò, da Milano le sue manifatture nella nostra Firenze, dove erano nate nel 1906 grazie al visionario padre Giuseppe Lisio.

Nel dopoguerra lei prese in mano le redini paterne con il sogno di tornare a Firenze, tornare alle origini: lei amava moltissimo la sua città“. Così Fidalma comprò un podere tra le colline, costruì una sede per i suoi telai ed un asilo per i figli dei tessitori, alcuni dei quali la seguirono da Milano. Nell’antico asilo ormai vuoto dal 1971, quando Fidalma istituì la Fondazione, si trasferì il comparto del lavoro a mano: “la parte regina, l’unica che ancora è rimasta“.

La Fondazione dell'Arte della Seta Lisio di Firenze produce manifatture di altissimo livello artigianale: sete, broccati e velluti destinati all'alta moda ed all'arredamento.

 

Arte della Seta Lisio: la qualità è tempo e materia

Per spiegarci fin da subito come queste manifatture si sostengano grazie ad un primato di qualità Katia ci dichiara subito: “nel fondo e nella trama qui alla Fondazione Arte della Seta Lisio usiamo solo seta, altre tessiture usano per lo più cotone in trama perché costa meno ma noi da sempre, da cento anni, usiamo solo seta perché l’effetto finale è assolutamente diverso, molto più brillante, ha dei giochi di luce unici” che noi possiamo ammirare e mostrarvi, dono non soltanto della seta ma soprattutto di un lavoro a mano “lentissimo e di alta precisione.

Con il broccato si tessono dieci o quindici centimetri in sei ore di lavoro, anche meno, mentre per i velluti la produzione risulta più rapida soltanto di poco, fino a 20-25 centimetri, ma se tutto va bene“. Così, ammirando i tessitori Oriana e Gian Paolo, Anna e Marta immersi nel loro lavoro, capiamo bene come qui alla Fondazione Arte della Seta Lisio si ricerchi davvero la perfezione, sete per re e regine, dal valore di migliaia di euro ogni metro.

La Fondazione dell'Arte della Seta Lisio di Firenze produce manifatture di altissimo livello artigianale: sete, broccati e velluti destinati all'alta moda ed all'arredamento.

La rete da buratto, una storia salvata

La rete da buratto fu usata come vaglio, ovvero setaccio, ma quella di una certa misura era adatta come supporto per i ricami a buratto, tecnica tradizionale tra i colli a sud di Firenze. “Noi come Fondazione Arte della Seta Lisio, abbiamo la missione di tramandare le tecniche antiche e di portarle al futuro; così Giuseppe Parolo, un signore un po’ inventore, si è messo a lavoro ed ha ricostruito il telaio per la rete da buratto“.

Il risultato è stato molto apprezzato dalle ricamatrici più esperte; avvicinandoci al dettaglio tecnico, perché “la rete fatta a mano ha delle caratteristiche che la rete industriale non possiede, molto più morbida, i quadretti si spostano, ma non si rilassano; questo ci ha confortato molto“.

La Fondazione dell'Arte della Seta Lisio di Firenze produce manifatture di altissimo livello artigianale: sete, broccati e velluti destinati all'alta moda ed all'arredamento.

A Wilanów, nel palazzo dei re di Polonia

Un’impresa unica al mondo è stata la riproduzione, iniziata nel 2009, del velluto settecentesco che tappezzava la camera del re di Polonia nel Palazzo di Wilanów, la Versailles di Varsavia.
Da Wilanów, giunse a Firenze un frammento molto sciupato, verdognolo e dal fondo annerito, occorsero mesi di studio per ricostruire il suo aspetto originale: “abbiamo capito che il colore era diventato verde da grigio melangiato e che il fondo era d’argento.

Seguirono sei mesi di progettazione e due anni e mezzo di produzione per ottanta metri di tessuto. Solo mettere a punto il disegno è stato un lavoro immane perché è molto dettagliato, molto fine, ha dei colpi di prospettiva, interessantissimi, come questo fiore; io non ho ancora trovato un gemello nel mondo. Finita la produzione abbiamo tessuto anche un pezzo in più per tenerlo noi, era divenuto parte della nostra storia“.

La riproduzione perfetta o il restauro di un grande tessuto settecentesco, secondo le tecniche antiche, è forse il compito che più può mettere alla prova l’abilità di un tessitore. Pochissimi sono in grado di compiere imprese, destinate a fare scuola al mondo, come questa di Wilanów; opera di un solo maestro in modo da assicurare l’uniformità della mano, assicurazione qualitativa che qui vige per ogni commissione. Conclude quindi Katia: “di laboratori al nostro livello ne sono rimasti pochi, meno ancora per i broccati, ancora più complessi e difficili. In tutto il mondo“.

La Fondazione dell'Arte della Seta Lisio di Firenze produce manifatture di altissimo livello artigianale: sete, broccati e velluti destinati all'alta moda ed all'arredamento.

Il Veronese o tessuto delle regine

Giuseppe Lisio, il fondatore, fu vero uomo di una volta: ammirava i quadri rinascimentali con i mantelli delle loro madonne, collezionava tessuti antichi, visitava chiese e musei; “studiando tecniche e disegni creò questo broccato che chiamò il Veronese“, in quanto ispirato soprattutto alla pittura primo cinquecentesca dell’artista Paolo Veronese.

Il Veronese, messo a telaio dal 1915, riscosse subito un successo straordinario: “è ad oggi il tessuto più amato, più richiesto, chiamato anche il tessuto delle regine perché, nelle epoche, diverse regine lo hanno voluto per l’abbigliamento d’alta cerimonia“.

Allo stesso modo figlio del Rinascimento e della passione di Giuseppe Lisio, ma più fiorentino, è invece il velluto Mercurio che condivide il tema decorativo con l’abito indossato dal Mercurio della Primavera di Sandro Botticelli: il mediceo broncone acceso di fiamme.

La Fondazione dell'Arte della Seta Lisio di Firenze produce manifatture di altissimo livello artigianale: sete, broccati e velluti destinati all'alta moda ed all'arredamento.

La Fondazione Arte della Seta Lisio e l’alta moda di Fendi

Ci siamo limitati al Veronese ed al Mercurio, perché in realtà i disegni e le trame ideate dalla Fondazione Arte della Seta Lisio sono letteralmente migliaia, ispirati al classico quanto alle tendenze più recenti dello stile contemporaneo.
Non sappiamo se la collaborazione con Fendi possa dirsi classica o contemporanea, certo risulta esemplificativa dei rapporti tra questi telai antichi e l’alta moda.

La Dr.ssa Marabelli ci mostra con orgoglio una Baguette, la celebre borsa femminile di Fendi: il suo tessuto era stato prodotto qui, dove è tornata dopo l’indimenticabile sfilata Fendi sulla Muraglia Cinese per il decennale della Linea Baguette (1997-2007). In quel decennio: “i creativi di Fendi venivano qui e sviluppavamo insieme i progetti, adattando le loro idee agli strumenti e alla produzione che volevamo ottenere“.

La Fondazione dell'Arte della Seta Lisio di Firenze produce manifatture di altissimo livello artigianale: sete, broccati e velluti destinati all'alta moda ed all'arredamento.

Infine, sulla Grande Muraglia, non a caso ci troviamo in un sogno di seta, giunge il momento di salutare la Dr.ssa Paola Marabelli e la Dr.ssa Katia Maratea, ma felici di avere incontrato delle persone speciali capaci di illuminare la differenza tra i prodotti dell’alto artigianato toscano e le produzioni industriali.

Il nostro saluto ha così lo sguardo fiducioso rivolto al futuro, ai molti studenti asiatici, degli Stati Uniti, finlandesi, ma anche italiani che studiano nella Scuola dell’Arte della Seta Lisio, secondo un insegnamento antico, ma rivolto alle esigenze contemporanee: “ci adattiamo noi a loro, capiamo l’obiettivo da raggiungere e lo rendiamo reale“; con la sapienza di coloro i quali, come usa ripetere la nostra guida, “vivi da cento anni” si preparano a viverne altri cento.

Vista dal satellite

Riproduzione Riservata © Copyright TuscanyPeople
In collaborazione con Arte della Seta Lisio

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