Ieri, il 24 giugno, è stata la festa di San Giovanni, e dalla Spagna all’Italia, dalla Norvegia al Portogallo si festeggia questa notte con riti, canti e grandi falò. Anche la Toscana ha le sue proprie tradizioni di San Giovanni, radicate nella terra e illuminate dai “fochi”. Seguiteci in questo viaggio tra riti pagani e fuochi d’artificio.

Festa di San Giovanni in Toscana fra magia, scienza e saggezza popolare

Se una notte di giugno potesse parlare, probabilmente si vanterebbe di aver inventato il romanticismo
Bern Williams

Esiste la magia? Tutti ce lo siamo chiesti almeno una volta nella vita e ognuno di noi ha una risposta diversa. La magia, per noi di TuscanyPeople, esiste e si trova nei racconti dei nostri nonni, nel nostro Dna popolare a metà fra sacro e profano. La magia esiste e, in Toscana, raggiunge il suo culmine nella notte di San Giovanni.

La festa di San Giovanni è molto importante, ha origini antichissime ed è celebrata in buona parte d’Europa, perché coincide praticamente con il solstizio d’estate. Gli uomini di scienza vi diranno che è l’istante e punto dell’eclittica in cui il sole cessa di allontanarsi dall’equatore celeste e comincia a riavvicinarvisi; gli uomini di fede vi diranno che è la notte più propizia per profezie e previsioni tramite pratiche divinatorie, falò rituali, raccolta notturna di rugiada ed erbe benefiche.
E, per una volta, vogliamo invitarvi in una versione toscana di Hogwarts e parlarvi di queste pratiche diffuse e ben radicate nelle tradizioni popolari.

Perché in Toscana, come in buona parte del mondo, si festeggia San Giovanni? A cosa sono associati i rituali della festa di mezza estate?

Il fuoco, l’elemento della festa di San Giovanni

Anzitutto il fuoco. Per iniziare bene il “nuovo anno”, occorre bruciare quello vecchio e rinascere come una fenice da quelle fiamme. Per questo in molte feste paesane ancora oggi si accendono i fuochi di San Giovanni, ovvero grandi falò in onore del Sole e dell’estate. Si possono bruciare erbe vecchie o tentare di saltare il fuoco senza bruciarsi per avere fortuna. Potete farlo in coppia per prevenire o risolvere ogni mal d’amore o da soli, per un po’ di egoistica fortuna. A voi la scelta.

Le 7 erbe di San Giovanni

Se invece cercate un po’ di buona sorte senza rischiare, vi consigliamo una bella passeggiata  nella natura. Il vostro obiettivo sarà quello di raccogliere le 7 erbe di San Giovanni e farne un mazzetto da tenere in casa contro il malocchio. Quali sono queste erbe? L’artemisia, la ruta, la mentuccia, il rosmarino, il prezzemolo, l’aglio e la lavanda.

Iperico, l’erba di San Giovanni

Perché in Toscana, come in buona parte del mondo, si festeggia San Giovanni? A cosa sono associati i rituali della festa di mezza estate?

Sopratutto, raccogliete l’iperico, detto anche l’erba di San Giovanni. Lo riconoscerete per i suoi fiori giallo dorati appena sbocciati, fiori che si ritenevano curassero i soldati durante le Crociate.

Uomini e donne di scienza non ci siamo dimenticati di voi: fra rituali e tradizioni arcane anche voi potete raccogliere l’iperico per farci un olio naturale per curare gli inestetismi della pelle. Questo elisir ha un’azione cicatrizzante, antisettica, emolliente, antinfiammatoria e anti rughe. Come prepararlo? Lasciate i fiori a macerare nell’olio sotto l’esposizione della luce per un intero ciclo lunare.

Ma non è l’unico elisir gradito al Santo: la notte del 23 e del 24 giugno si raccolgono le noci acerbe che verranno messe sotto spirito e lasciate macerare per lungo tempo per ottenere il Nocino, un gustoso liquore.

La barca di San Giovanni

Ma torniamo ai nostri riti, alle nostre pozioni e parliamo della barca di San Giovanni. Per realizzarla avrete bisogno di un contenitore di vetro trasparente, acqua e un uovo. La notte tra il 23 e il 24 giugno occorre versare l’albume nell’acqua e lasciare il contenitore fuori, alla luce della luna, per tutta la notte. Il mattino del 24 Giugno si vedrà una base biancastra che va interpretata. Una barca è un buon auspicio, un serpente è simbolo di malelingue

San Giovanni un vole inganni

Perché in Toscana, come in buona parte del mondo, si festeggia San Giovanni? A cosa sono associati i rituali della festa di mezza estate?

Non barate perché ricordate: “San Giovanni un vòle inganni””, si dice a Firenze! Perché? Perché sul fiorino era rappresentata l’effige del Santo patrono di Firenze che rendeva quasi impossibile la falsificazione data la sua complessità.

Le lacrime di Salomè

E, infine, raccogliete la rugiada sull’erba e sugli alberi: si racconta che siano le lacrime di Salomè pentita per aver voluto la testa di San Giovanni. Secondo la tradizione, la rugiada della notte di San Giovanni ha poteri miracolosi: possono favorire la gravidanza se ci si rotola su un prato bagnato, possono migliorare i capelli, imbeveteci l’aglio e lo scalogno e non marciranno, bagnateci piumoni e coperte e le tarme saranno allontanate. Come raccoglierla? Mettete fuori un bicchiere coperto da un telo con un buco nel mezzo: la mattina dopo avrete qualche goccia di questo magico ingrediente.

Un rituale d’amore

Perché in Toscana, come in buona parte del mondo, si festeggia San Giovanni? A cosa sono associati i rituali della festa di mezza estate?

Se è l’amore quello che cercate: San Giovanni è la vostra notte. Le vergini, dopo aver pregato, dovranno specchiarsi nude e vedranno il volto del loro futuro sposo. Se amate le sorprese e volete che il volto dell’amato rimanga un mistero, dovete raccogliere un cardo e bruciacchiarlo. Infilatelo poi in una fenditura nel muro. Se la mattina dopo lo troverete verde e fresco entro 365 giorni l’amore busserà alla vostra porta. Parola di San Giovanni.

San Giovanni racchiude superstizioni, speranze e credenze popolari. Favole intrise di verità che hanno il profumo delle nonne e il sapore dei cibi casalinghi. San Giovanni fa parte di noi, della nostra storia da riscoprire e in parte da rimpiangere. Una storia nazional popolare che è parte stessa della Toscana. Perché dunque non giocare? Non sperimentare?

I Fochi di San Giovanni

Perché in Toscana, come in buona parte del mondo, si festeggia San Giovanni? A cosa sono associati i rituali della festa di mezza estate?

Ma…non dimenticate. Esiste ancora un rito, un incanto che metterà d’accordo tutti. Il 24 sera recatevi sui Lungarni fiorentini, alzate gli occhi al cielo e godetevi i Fochi di San Giovanni sparati dal Piazzale Michelangelo che illuminano tutta la città (👉 Lo sapevi che il Piazzale Michelangelo è uno dei 10 luoghi più fotografati al mondo?)
Ma, sappiate che i fiorentini, visto che sono dei “buboni” (dal verbo “bubare”: lamentarsi), diranno sempre, riferendosi ai fochi che: “l’erano meglio quegli dell’altr’anni”. That’s it!

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Dal Febbraio 2014 in migliaia hanno cliccato qui sopra e centinaia hanno raccontato la loro storia. Vuoi conoscerne alcuni? (link)


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