Io e mia moglie amiamo il foliage autunnale, ragione per la quale, in occasione delle feste dedicate al patrono della nostra città, San Petronio, noi viviamo a Bologna, lo scorso autunno ci siamo concessi un lungo weekend fuori porta, puntando verso la Val di Chiana in Toscana, scoprendo quasi per caso, il piccolo borgo toscano di Monte San Savino.

Weekend a Monte San Savino, nel cuore della Val di Chiana

Comodissimo da raggiungere sia tramite Autostrada del Sole, oppure, come valida alternativa, grazie alle strade statali e provinciali che attraversano la Val di Chiana, Monte San Savino occupa un territorio incantevole (mappa). E’ quella Toscana pittorica immortalata in quadri, suggestioni di turisti italiani e stranieri, fotografie e racconti di viaggio di un territorio dove la fretta è l’unica nemica del tempo trascorso in borghi minuti in cui il tempo ha ancora il valore della voglia di vivere in sintonia con esso.

Racconto di un weekend a Monte San Savino, tra storia, natura e enogastronomia.

Monte San Savino, un tipico borgo toscano

Raggiunto Monte San Savino dopo appena due ore di viaggio da Bologna, abbiamo lasciato i nostri bagagli, poco più di un trolley ed una borsa porta-computer, presso una meravigliosa Residenza d’Epoca prenotato da mia moglie: una deliziosa casa colonica collinare poco lontano dal centro, a ridosso della cima del colle dove il paese è stato eretto.

Il foliage è ovviamente una scusa, ma quell’alternanza di ocre, gialli, rossi incontrati passeggiando tra i campi (per fortuna quel giorno assolati), nella periferia di Monte San Savino, ci ha riservato la possibilità di rilassarci in piena solitudine e silenzio. Solamente il canto di alcuni uccelli non migrati prima dell’inverno ha deliziato il nostro girovagare fotografando una natura che in quei giorni si apprestava al riposo invernale esplodendo la tavolozza tipica del periodo.
Soprattutto le viti, le ottime viti dalle quali si produce in quella zona più di un vino, bianchi, ma soprattutto rossi, all’altezza di omaggiare la cucina locale.

Racconto di un weekend a Monte San Savino, tra storia, natura e enogastronomia.

Le tipicità locali

Al termine della passeggiata ci siamo concessi quindi un pranzo presso una delle strutture che già da casa ci eravamo appuntati: L’Oste Matto, proprio nel centro di Monte San Savino, ideale per la successiva prima visita ai monumenti locali passeggiando tra le viuzze in salita e discesa di questo ameno borgo posto proprio sulla vetta del suo colle.

L’Oste Matto ci ha catturato per la genuinità dei cibi: ottimi gnocchi per entrambi preceduti da antipasti rustici di formaggi e salumi locali, tra cui il saporito salame casereccio. Per non farci mancare nulla, come secondo piatto abbiamo scelto una ricetta a base di carne chianina accompagnata da verdure e fagioli cotti con la ricetta locale; il rosso della casa era perfetto per il pranzo.

Racconto di un weekend a Monte San Savino, tra storia, natura e enogastronomia.

Il centro storico

Un buon caffè e subito è iniziato il vero girovagare culturale nel borgo toscano, davvero una sorpresa per una serie di circostanze, tra le quali la cordialità delle persone, i negozi nei quali ricercare specialità locali, i vari monumenti tra cui la cinquecentesca Loggia dei Mercanti, interamente costruita con una pietra arenaria derivata dalle miniere storiche, dal colore grigio che ben si sintonizza con il resto dell’architettura e dell’urbanistica nella quale si armonizza.

In seguito, poco distante, d’altronde Monte San Savino è un borgo di appena novemila abitanti, ci siamo recati in visita all’elegante Palazzo Del Monte e dei Giardini Pensili, anch’esso cinquecentesco, uno dei tre palazzi che abbiamo visitato in quei concitatissimi due giorni assieme a Palazzo Galletti Gamurrini e a Palazzo Pretorio, un trittico d’architettura storica con punte di vera eleganza sia nelle facciate che negli arredi interni.

Racconto di un weekend a Monte San Savino, tra storia, natura e enogastronomia.

Se l’architettura dei tre palazzi ci ha riservato ottime impressioni e decine di fotografie nei panorami e nei dettagli di fregi e stanze visitate (bellissima la parte dei giardini di Palazzo Del Monte, nonostante sicuramente la tarda primavera sia il periodo ideale per questa visita), anche l’aspetto religioso non è stato da meno.

Le Pievi

Le piccole Pievi, così tipiche dei paesaggi toscani, sono minuti luoghi di culto ideali per piccole comunità, così raccolte nel loro senso di luogo in cui pregare rivolto a piccole folle di fedeli, davvero in grado di rendere intimo il senso della preghiera.

Racconto di un weekend a Monte San Savino, tra storia, natura e enogastronomia.

Ci ha colpito molto la Pieve di Santi Egidio e Savino, così’ intima, raccolta nell’accogliere i fedeli. Ovviamente per la cena abbiamo scelto un altro locale per concederci tutte le opportunità di un borgo storico e variegato, davvero sorprendente nella varietà di luoghi di visita e gastronomici.

Quindi cena presso La Torre di Gargonza: ottimi crostini, tipicamente toscani, e ancora altri antipasti a base di formaggi e salumi, per poi proseguire con una tipica ribollita (un must have in questa parte di Toscana) e tagliata di manzo servita con patate al forno ed insalata di campo, un mix di dolci fatti in casa e vino ancora una volta uno splendido syrah della zona, per quanto, proprio in occasione dei dolci, abbiamo optato per un Vin Santo del Chianti Classico DOC tradizionale.

Racconto di un weekend a Monte San Savino, tra storia, natura e enogastronomia.

Il giorno successivo, dopo un’abbondante colazione, abbiamo usufruito di un tepore autunnale e di un sole convincente in grado di indorare i muri dei palazzi e delle case antiche, visitando per prime la Chiesa di Sant’Agostino, in seguito il Santuario delle Vertighe dai begli affreschi e dall’atmosfera placida e tipica dei santuari camaldolesi d’origine sempre posti in contesti naturali di grande emotività.

Il Castello di Gargonza

Per ultimo il Castello di Gargonza, un borgo fortificato che ci ha ricordato i borghi simili della nostra Emilia, come Castell’Arquato e Bardi, con la stessa atmosfera di protezione al borgo tipica del tardo Medioevo, ma con quell’allure di rinascimento in divenire che ne dona eleganza. La posizione di dominanza sulla vetta del colle, concede panorami meravigliosi ed una pace interna davvero d’altri tempi.

Racconto di un weekend a Monte San Savino, tra storia, natura e enogastronomia.

Era quasi giunta l’ora del rientro, ma un’ultimo appetito ci ha condotto verso il Ristorante Belvedere, di cui abbiamo letto recensioni superlative (e lo confermiamo) riguardo alle zuppe tradizionali ma, soprattutto, finalmente, la classica bistecca di Chianina che abbiamo annaffiato, io meno visto che dopo poche ore avrei dovuto mettermi al volante, con un ottimo syrah della zona.

Per saperne di più, leggi anche Monte  San Savino: un racconto impressionista

Riproduzione Riservata ©Copyright TuscanyPeople

Diventa “Ambasciatore di TuscanyPeople” e scopri come essere premiato. Vedi linkScopri come diventare “Ambasciatore di TuscanyPeople” ed essere premiato.

Commenti

Commenti