Situata nella Toscana sud-orientale (l’antica Etruria, poi Tuscia), Arezzo sorge su un colle all’incrocio di quattro valli: Val Tiberina, Casentino, Valdarno e Valdichiana. La città ha origini antichissime, più antiche di Alessandria d’Egitto, di Ninive o di Assur, come dimostrato dal ritrovamento di strumenti di pietra e del cosiddetto Uomo dell’Olmo del Paleolitico.

Arezzo, il favoloso gioiello toscano più antico di Alessandria d’Egitto

I primi abitanti della città toscana di Arezzo furono genti villanoviane che vennero poi assimilate da successive civiltà: prima gli Umbri, quindi gli Etruschi, a seguire i Romani, i Longobardi, gli Ostrogoti, i Franchi, che portarono via via nuova linfa e occasioni di crescita nelle attività economiche e artistiche.

Centro storico di Arezzo

La storia di Arezzo

Comunemente si dice che la storia di Arezzo inizia con gli Etruschi, dati i numerosissimi ritrovamenti di vario genere inerenti a questa antica civiltà italica rinvenuti nella zona, primo tra tutti una grande necropoli databile al VI secolo a.C.. Ma della Arretium etrusca si hanno tracce già dal IX secolo a.C..

Arezzo ebbe un ruolo importante anche nella storia di Roma e del suo impero, dato che si trovava lungo un’importante direttrice che dall’Urbe conduceva verso nord: la Via Cassia. A quel tempo erano rinomate le sue fonderie e le fabbriche artistiche di vasi “corallini” (ossia dipinti di rosso), la cui tecnica di decorazione andò diffondendosi in tutto il mondo romano.

La chimera etrusca diventata simbolo della città di Arezzo

Una città contesa

Decaduto l’impero romano, Arezzo si trovò a metà tra i territori sotto il dominio bizantino, a sud, e quelli occupati dalle popolazioni nordiche dei Goti e dei Longobardi, a nord. Furono infatti i Longobardi, una volta conquistata Arezzo, ad iniziarne l’opera di fortificazione e a porre le basi dell’Arezzo medievale come oggi in buona parte ci si presenta. In periodo medievale furono realizzate varie cinte murarie, finché, a metà del Cinquecento, Cosimo I dei Medici non apportò profonde modifiche e rafforzamenti alla struttura difensiva aretina.

Dopo la famosa ed epica Battaglia di Campaldino dell’11 giugno 1289, in cui i ghibellini aretini furono pesantemente sconfitti dai guelfi fiorentini (tra i quali si trovava anche Dante Alighieri), e nonostante una certa ripresa economica al periodo dei Tarlati, Arezzo divenne un dominio fiorentino sin dal 1384, entrando così a far parte del Granducato mediceo.

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I Medici e il Rinascimento 

Per Arezzo, come per altri luoghi toscani, entrare sotto il dominio di Firenze significò la perdita dell’autonomia politica, economica e culturale. La città si trovò a versare in una sorta d’isolamento che si protrasse fino all’epoca rinascimentale. A metà del Cinquecento, tuttavia, la Firenze granducale entrò in modo deciso nella vita sociale, culturale e politica aretina, modificandone pesantemente anche le strutture architettoniche urbane.

Fu Cosimo I De’ Medici, dopo aver sedato le sempre più frequenti rivolte aretine contro di lui, che impresse un proprio marchio stilistico, più rinascimentale, alla città: esempio evidente ne furono le Logge Vasari in Piazza Grande. Si abbatterono e si ricostruirono edifici civili e religiosi, e si rimodellò buona parte del centro storico. Per scopi difensivi si ampliò anche la Fortezza che da quel momento si chiamò medicea.

Statua del Granduca Ferdinando I dei Medici ad Arezzo

Dopo un Seicento un po’ oscuro per Arezzo, nel 1765 il Granduca Pietro Leopoldo I di Lorena intraprese e portò a termine la bonifica della Val di Chiana che, divenendo particolarmente fertile e produttiva, si palesò di grande importanza per l’economia aretina, fino all’annessione al Regno di Vittorio Emanuele II.

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Chiesa di San Francesco

Della vecchia città romana ad Arezzo rimane l’impianto di alcune strade, l’anfiteatro e poco altro. Non appena si arriva in città, uno dei primi monumenti da visitare è la chiesa di San Francesco. Costruita nel XIII secolo, fu rifatta nel XIV, e completata con il campanile nel XVI secolo.
All’interno vi sono alcune opere notevoli, come la Cappella Guasconi, o la Leggenda della Croce di Piero della Francesca. Il ciclo di affreschi eseguiti da Piero della Francesca tra il 1453 e il 1466, è ispirato alla ”Leggenda Aurea” di Jacopo da Varagine e resta una delle opere più belle e significative del Rinascimento italiano.

Affreschi dentro la chiesa di San Francesco a Arezzo

Piazza Grande

Una delle grandi attrazioni di Arezzo è la Piazza Grande, scenario della Giostra del Saracino e della Fiera antiquaria.
La piazza si apre nel cuore della città medioevale ed ha una caratteristica forma trapezoidale e un’inclinazione anche superiore a quella di Piazza del Campo a Siena.
Sulla piazza si affacciano antichi e nobili palazzi: il Palazzo del Tribunale, il Palazzo della Fraternità dei Laici, il Palazzo delle Logge (1573) opera del Vasari. Ai lati si ammirano edifici di carattere civile e religioso come Palazzo Lippoli e Palazzo Còfani, e l’abside della Pieve di Santa Maria.

Palazzi di Piazza Grande a Arezzo in Toscana

Pieve di Santa Maria

La Pieve di Santa Maria è uno dei più begli esempi di stile romanico di tutta la Toscana. Iniziata nel XII secolo, ha subìto numerosi ritocchi e abbellimenti per essere ultimata alla fine dell’800. Costruita su un precedente edificio di epoca paleocristiana, la Chiesa ha vissuto grandi lavori di trasformazione realizzati dal Vasari nel 1560. L’interno, di struttura romanica, si svolge in tre navate, concluse da una sola, amplissima, abside, con colonnati ed arcate leggermente ogivali.
All’esterno si trova la bella torre campanaria, detta “delle cento buche” per le numerose bifore che la ornano.

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Pieve di Santa Maria in Piazza Grande a Arezzo

Duomo di Arezzo

Assolutamente da vedere anche il Duomo, che domina con la sua mole la sommità della collina aretina, imponente costruzione gotica, avviata sul finire del Duecento e protratta con varie interruzioni fino all’inizio del Cinquecento. Notevoli, all’interno, le vetrate istoriate di Guillaume de Marcillat (sec XVI), la cosiddetta Cappella Tarlati (1334), l’Arcadi S. Donato, l’affresco della Maddalena di Piero della Francesca e il Cenotafio di Guido Tarlati.

Arezzo ha dato i natali a tanti uomini illustri, tra cui Petrarca, Giorgio VasariPiero della FrancescaGuido Monaco e Francesco Redi.

La Cattedrale dei Santi Pietro e Donato a Arezzo

Il penultimo sabato di giugno, o la prima domenica di settembre, la bellissima Piazza Grande  fa da scenario alla Giostra del Saracino, un torneo cavalleresco di origini medievali in cui si contrappongono i 4 quartieri storici aretini. Mentre ogni primo weekend del mese la stessa piazza si accende della Fiera Antiquaria, un vasto e interessante mercato di oggetti da trattare con destrezza.

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