Palazzo Vecchio è sempre stato il simbolo del potere a Firenze e uno dei luoghi da non perdere quando si visita il capoluogo toscano.

Palazzo Vecchio: dal Palagio Novo a Palazzo della Signoria

La costruzione di Palazzo Vecchio iniziò nel 1299 su progetto di Arnolfo di Cambio e fu completato nel 1315. Il nome originario era Palagio Novo, ovvero la nuova sede dei Priori delle Arti, ma nel Quattrocento divenne la residenza di Cosimo dei Medici. Residenza ducale dal 1540 (quindi Palazzo della Signoria) fu denominato Palazzo Vecchio a partire dl 1565, quando il granduca Cosimo I trasferì la sede della corte a Palazzo Pitti.

Palazzo Vecchio è uno dei simboli di Firenze. La storia dei suoi molti nomi segue non solo la storia del capoluogo toscano, ma dell'Italia

Dal 1865 al 1871 ospita il Parlamento quando Firenze divenne la capitale del Regno d’Italia. Oggi è la sede del Municipio di Firenze e quindi numerosi ambienti sono destinati a uffici comunali, mentre altre sale sono state trasformate in un museo.

Le trasformazioni di Palazzo Vecchio

Negli anni sono stati realizzati vari ampliamenti. La parte più antica è formata da un grande corpo a tre piani in muratura a bugne rustiche di pietra forte, diviso da sottili cornici. La doppia fila di bifore in marmo e il terrazzino in ferro sono stati inseriti nel Settecento. A completare l’edificio un ballatoio aggettante, elemento di difesa che comprende un camminamento coperto e uno scoperto, protetto da merli di tipologia guelfa. Sotto gli archetti di sostegno sono stati posizionati, ripetuti per tre volte, i 9 stemmi della Repubblica Fiorentina. Sulla destra sorge la Torre di Arnoldo di Cambio, risalente al 1310.

Palazzo Vecchio è uno dei simboli di Firenze. La storia dei suoi molti nomi segue non solo la storia del capoluogo toscano, ma dell'Italia

Ispirata al Castello dei Conti Guidi di Poppi, è dotata di tre campane (del Mezzogiorno, la Martinella e dei Rintocchi) e di un orologio funzionante. Nella torre si trova l’Alberghetto, la cella dove furono imprigionati Cosimo de’ Medici e Girolamo Savonarola.

Le porte di Palazzo Vecchio

L’attuale scalinata di Palazzo Vecchio era in origine un’ampia piattaforma: presenta un frontone gotico sovrastante la porta principale e ai lati due statue marmoree che servivano a sostenere la catena che sbarrava l’ingresso. Le altre porte sono quella settentrionale di Tramontana, quella sulla via Dei Leoni, con grande portale rustico e stemma ducale, quella della Dogana (che portava agli uffici della dogana) e quella trecentesca di via della Ninna che venne fatta realizzare dal Duca di Atene al termine di una scalinata segreta per avere una via di fuga.

Palazzo Vecchio è uno dei simboli di Firenze. La storia dei suoi molti nomi segue non solo la storia del capoluogo toscano, ma dell'Italia

I cortili di Palazzo Vecchio

Entrando dal portone principale si accede al primo cortile, l’Antico Cortile del Palazzo Dei Priori; ristrutturato nel 1453, è decorato con ordini di finestrati con bifore e gli affreschi cinquecenteschi del Vasari. Al centro c’è una fontana su disegno del Vasari e sulla quale venne posto il Putto con delfino di Andrea Del Verrocchio. Ora è stato sostituito con una copia e l’originale si trova nel Terrazzo di Giunone. Attraverso un portale in porfido si accede al Cortile della Dogana, dotato di grandi pilastri. Il cortile successivo è chiamato nuovo, scoperto e realizzato su progetto del Vasari.

Le sale del Museo di Palazzo Vecchio

La maggior parte delle sale interne sono state destinate a museo: l’apertura è dalle 9 alle 19 da ottobre a marzo. Invece da aprile a settembre il museo è aperto dalle 9 fino alle 23.
Tra il primo cortile e quello della Dogana sorge il cinquecentesco Scalone monumentale a due rampe che conduce all’immenso Salone dei Cinquecento, realizzato dopo la cacciata dei Medici nel 1494.

Palazzo Vecchio è uno dei simboli di Firenze. La storia dei suoi molti nomi segue non solo la storia del capoluogo toscano, ma dell'Italia

Nel 1540 Cosimo I dei Medici lo trasformò in una sala di rappresentanza, espressione dell’assolutismo granducale. La realizzazione del soffitto fu effettuata rialzando di 7 metri il tetto e la copertura lignea. La Sala di Cosimo il Vecchio, la Sala di Cosimo I e la Sala di Giovanni delle Bande Nere, la Sala dei Duecento non sono solitamente visitabili. Raffigurazioni dei Medici si trovano nelle sale dedicate ai Papi di questa casata, Clemente VII e Leone X. Da questa si passa al secondo piano, che accoglie il Quartiere degli Elementi e il Quartiere di Eleonora.

Il primo è composto da cinque sale e due loggiati, decorati con affreschi allegorici e destinati agli appartamenti di Cosimo I. Nella Sala degli Elementi si trovano appunto le allegorie degli Elementi e un maestoso camino; seguono quindi la Sala di Opi, la Sala di Cerere e la Sala di Giove, tutti con affreschi tematici.

Palazzo Vecchio è uno dei simboli di Firenze. La storia dei suoi molti nomi segue non solo la storia del capoluogo toscano, ma dell'Italia

Il Quartiere di Eleonora

Il terrazzo di Giunone era originariamente aperto, mentre il Terrazzo di Saturno offre una splendida vista su Firenze. Il Quartiere di Eleonora ospitava gli appartamenti della moglie di Cosimo I e comprende la Camera Verde, l’accesso al corridoio sospeso di collegamento con la Galleria degli Uffizi, la Cappella di Eleonora e le varie sale dedicate a donne famose. Famosa è la Sala dei Gigli, dotata di portale marmoreo, fregio con marzocchi e soffitto ligneo decorato a gigli d’oro in campo azzurro.

Qui è esposto l’originale del gruppo bronzeo Giuditta e Oloferne di Donatello, la cui copia si trova sull’arengario di Palazzo Vecchio, insieme alla riproduzione del David. Adiacente è la Sala delle Mappe, che ospita un enorme mappamondo e armadi con le 53 tavole tolemaiche dipinte. Doveva essere sala di cosmografia. Infine al terzo piano si trovano il ballatoio e il Quartiere del Mezzanino.

Mappa

Riproduzione Riservata ©Copyright TuscanyPeople

Commenti

Commenti