La Maison Dior ha scelto il Castello di Sammezzano per girare il nuovo cortometraggio “Il Castello dei Tarocchi”, diretto da Matteo Garrone, per il lancio della collezione Primavera-Estate 2021.

Castello di Sammezzano, Dior e Matteo Garrone: perfetta favola d’alta moda

“La bellezza salverà il mondo“, scriveva Dostoevskij, e non potremmo essere più d’accordo! Parliamo oggi di un’opera architettonica unica nel suo genere e dal fascino incontrastato, la cui bellezza lascia increduli e senza parole: il Castello di Sammezzano a Reggello (Firenze).

Non è la prima volta che raccontiamo la triste storia di questa incredibile opera d’arte toscana, che purtroppo ormai da molto, troppo tempo, versa in condizioni di abbandono e deterioramentoL’Italia e la Toscana come ben sappiamo, vantano un patrimonio artistico e culturale tra i più ricchi a livello mondiale. È quindi nostro compito divulgare e far sì, che ogni opera che contraddistingue e rende unica la nostra penisola, non venga dimenticata.

Dal titolo vi starete domandando in molti, quale è il filo conduttore che unisce la prestigiosa casa di moda Dior, al nostro Castello di Sammezzano. Lo scoprirete più avanti. Prima però facciamo una piccola premessa, circa la storia di questo gioiello architettonico toscano.

Save Sammezzano è il movimento nato per difendere il Castello di Sammezzano al degrado e l'abbandono a cui lo hanno destinato le istituzioni

Il Castello di Sammezzano, opera d’arte sulle colline fiorentine

Per chi ancora non lo conosce, il Castello di Sammezzano e il suo meraviglioso parco di quasi 190 ettari, di cui 65 di parco storico, si trovano a circa 30 km da Firenze, in un’area verde e lussureggiante in località Leccio, Reggello. L’edificio principale, rappresenta il più importante esempio di architettura orientalistica d’Italia.

Storia di Sammezzano

L’eclettica costruzione, è frutto di una geniale ristrutturazione ottocentesca di una fattoria del 1605. Il merito è degli allora proprietari, la famiglia Ximenes D’Aragona, tra le più ricche e in vista dell’epoca. Ma le sue origini si pensa risalgano a epoca precedente, addirittura a quella romana. Si ipotizza perfino che Carlo Magno possa esserci passato nel 780 di ritorno verso Roma.

Ancor prima della famiglia Ximenes D’Aragona, il castello era stato di proprietà di nomi noti della storia: Altoviti, Gualtierotti e, gli ancor più conosciuti Medici. Ormai è risaputo, quando si tratta di sfarzo e bellezza, la famiglia dei Medici, compare sempre!

Interno del Castello di Sammezzano

Perfetto esempio architettonico di orientalismo ottocentesco

L’innata passione del Marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes D’Aragona per una corrente culturale chiamata “orientalismo“, gli consentì in circa quaranta anni, di creare quello che ammiriamo oggi. Ferdinando progetta, sovvenziona, e realizza un castello che ancora oggi, lascia ammutolito, chiunque si trova a guardare una foto di questa opera architettonica, o, ha avuto la fortuna di visitarlo di persona.

Mattoni lavorati, stucchi e piastrelle colorate, abilmente realizzate e maniacalmente disposte, con l’intento di stupire. Sicuramente questo scopo è stato ampiamente soddisfatto.

Lo spettatore si trova stordito davanti a tanta inaspettata bellezza, ed è trasportato in un’immaginaria dimensione parallela di terre e paesaggi d’Oriente. Sembra quasi impossibile credere che sia frutto di manodopera locale, e che si trovi in Toscana.

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Il giardino del Castello di Sammezzano

Anche il parco, contrariamente a quanto ci si possa aspettare, non presenta giardini all’italiana. Chissà, forse Ferdinando Panciatichi Ximenes D’Aragona, per conferire un fascino poliedrico anche alla natura circostante, scelse di progettare un giardino all’inglese. Ma non si limitò solo a questo, arricchì il parco anche di piante esotiche, come le sequoie.

Era il periodo storico delle grandi scoperte e dei viaggi fuori Europa. Nello stesso momento storico, nacquero importanti realtà a Firenze. Ricordiamo l’inaugurazione del Giardino dell’Orticoltura, che con il suo magnifico Tepidario, raccoglieva numerose piante esotiche, che altrimenti non sarebbero sopravvissute al nostro clima.

Il Marchese Ximenes D’Aragona, che peraltro, oltre che ingegnere e architetto, era anche botanico, non si fece sfuggire l’opportunità di creare qualcosa di unico. In un certo senso, possiamo affermare che il personaggio di Ferdinando, che tra le tante, era anche scienziato e appassionato di fotografica, rispecchia in pieno l’aspetto del Castello di Sammezzano: un insieme di dettagli e stili così diversi tra loro, tanto da comporre un capolavoro, se uniti insieme.

Il Castello di Sammezzano nel comune di Reggello

Save Sammezzano: salviamo insieme questo capolavoro

Purtroppo attualmente, tutto questo splendore non è visitabile dal vivo, e non rimane altro che ammirarne le meraviglie in foto. E qui entra in gioco la Maison Dior, di cui presto parleremo.

Negli anni sono nati spontaneamente comitati, che si battono affinché il Castello di Sammezzano torni a risplendere a nuova vita. Primo su tutti, è il movimento civico Save Sammezzano. Il comitato è tutt’altro che improvvisato. Oltre al suo fondatore Francesco Esposito, è formato infatti da molte figure specializzate, tra storici d’arte, architetti, economisti, geometri, esperti in marketing, grafici.

Save Sammezzano è stato anche l’artefice di numerose battaglie vittoriose, che ha, tra le tante, impedito che questo bene prezioso per la comunità, si trasformasse in resort.

Il Castello di Sammezzano, ha anche conquistato la vittoria, del censimento de “I luoghi del cuore” promossa dal FAI, come luogo più amato dagli Italiani. Nonostante però i vari sforzi di sensibilizzare l’opinione pubblica, a oggi, niente è cambiato presso il bellissimo Castello di Sammezzano.

Ingresso principale del Castello di Sammezzano a Reggello

Dior sceglie il Castello di Sammezzano per il suo cortometraggio

Ma torniamo al presente, per raccontarvi ciò che ha unito il Castello di Sammezzano alla Maison Dior.

Una bellissima notizia ha riacceso la speranza e la gioia di tutti noi, ed è proprio il comitato Save Sammezzano a comunicarcelo. Il Castello di Sammezzano, è stato scelto dalla nota e apprezzata Maison Dior, azienda leader nel campo della moda, come ambientazione per un esclusivo cortometraggio. Il cortometraggio causa pandemia, ha avuto la funzione di supplire e sostituire la loro sfilata.

Come intuibile, questa è un’enorme opportunità per tenere i riflettori accesi sulla vicenda in sospeso, e sulle sorti del Castello di Sammezzano. Tutti avranno modo di ammirare attraverso il filmato e con i loro occhi, l’enorme potenziale e l’unicità artistica che il Castello di Sammezzano possiede. 

Interno del Castello di Sammezzano

Il Castello dei Tarocchi, il nuovo cortometraggio della Maison Dior

Parlando nel dettaglio di questo fantastico ed entusiasmante evento, sappiamo che il cortometraggio prende il nome di “Il Castello dei Tarocchi” (Le Châteu du Tarot). È stato realizzato per promuovere la collezione primavera-estate 2021 e Haute-Couture della Maison Dior. La collezione, è nata dall’esperienza e dall’estro, della nota stilista italiana Maria Grazia Chiuri.

Le riprese sono state affidate all’abile genialità del registra italiano Matteo Garrone, e si sono tenute nel mese di dicembre 2020, tra i giorni 27 e 31. Garrone ha già avuto modo di lavorare in questa location d’eccezione; vi ha infatti girato delle scene del film “Il Racconto dei Racconti“.

Il cortometraggio si ispira all’opera “Il castello dei destini incrociati” di Italo Calvino e ai tarocchi miniati da Bonifacio Bembo per i duchi di Milano. Ed è proprio grazie a questi ultimi, che la stilista Chiuri si è ispirata per la sua collezione griffata Dior. Possiamo quindi definirla una realizzazione tutta all’italiana, che esalta e trae ispirazione dalla nostra terra, in un’ambientazione da favola come è il Castello di Sammezzano.

Sammezzano bene comune

Siamo certi che il nostro Castello di Sammezzano, sarà nuovamente oggetto di interesse da parte di un pubblico attento, e sarà ancora una volta selezionato, come ambientazione di chissà quale nuova avventura. Non potrebbe essere altrimenti. Nell’attesa che ciò avvenga, e che finalmente il Castello di Sammezzano torni a brillare, diventando un bene pubblico fruibile dal tutti e tutte, non ci resta che sognare, con questo video da favola.

Doverosi sono i ringraziamenti al comitato Save Sammezzano, che in questi anni non ha mai smesso di lottare. Siamo inoltre grati al regista Matteo Garrone per aver valorizzato il Castello di Sammezzano, e alla Maison Dior per averlo scelto: avete reso di dominio pubblico, un bene caro a tutti noi toscani.

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