Il senso del tempo e il tempo che c’è. Se mi venisse chiesto di concentrare in un tweet la poetica di Shen Qibin, credo che la descriverei così, perché dopo la visita della mostra antologica “+ &-” e per molti giorni a venire, mi è rimasto addosso un sentimento del tempo delicato e insieme potente, inedito e rivoluzionario per il mondo occidentale.

Shen Qibin: il senso del tempo e il tempo che c’è

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Del resto, tutta la produzione dell’artista contemporaneo cinese, curatore e critico d’arte, nonché direttore e fondatore del Museo d’Arte Moderna di Shanghai Duolun e fondatore del Museo d’Arte Himalayas, ruota attorno all’esperienza del tempo, ai suoi paradossi e al suo divenire, che prende forma in uno spazio preciso, dove la memoria del passato dialoga con la coscienza del presente e si fa strumento per costruire il futuro.

La mostra di Shen Qibin "+ & -" a Firenze, Museo Privato Bellini (16 febbraio-16 aprile 2018) ha come obiettivo principale far comprendere all'Europa cosa è la Cina.La nostra millenaria cultura ci insegna che radici e ali sono le uniche due cose durevoli che possiamo sperare di lasciare in eredità ai nostri figli”, ha ricordato l’artista in occasione dell’inaugurazione della mostra ospitata presso il Museo Privato Bellini di Firenze e inaugurata il 16 Febbraio, alla vigilia del Capodanno cinese. Una data non casuale, scelta per suggellare la nascita di un ponte di comunicazione ideale e pragmatico tra Italia e Cina nei settori dell’arte, della cultura e dell’economia.

La mostra “+ &-“

La mostra “+ &-” rientra, infatti, in un progetto di più ampio respiro, nato dalla collaborazione tra il Museo fiorentino e lo Shanghai Himalayas Museum, con l’obiettivo di consolidare la cooperazione tra i due Paesi, in accordo con la nuova iniziativa strategica di Pechino, “One Belt, One Road”, che prevede il ripristino del corridoio terrestre della Via della Seta e il conseguente rafforzamento del confronto dialettico culturale e dei meccanismi di soft power a livello internazionale.

La mostra di Shen Qibin "+ & -" a Firenze, Museo Privato Bellini (16 febbraio-16 aprile 2018) ha come obiettivo principale far comprendere all'Europa cosa è la Cina.

Il primo capitolo di questa avventura, in realtà, è stato scritto quattordici anni fa, quando Luigi Bellini, erede di una dinastia di collezionisti e antiquari che ha nel Palazzo sul Lungarno Soderini il suo tempio, si ritrovò coinvolto nell’apertura del cantiere che avrebbe portato alla realizzazione del più grande museo del mondo, con una superficie di 147 mila metri quadrati e migliaia di collaboratori impegnati nella sua ordinaria – e straordinaria – amministrazione.

Appena arrivato – racconta con una naturalezza pari alla sua umilitàmi dettero un mattone, il primo della costruzione, perché, dissero, per il museo che si chiamerà come la vetta più alta del mondo ci vuole la cultura vera. Dieci anni dopo – continua – il Maestro Shen Qibin me lo ritrovai a Firenze. Perché era lì? Mi chiesi. Dobbiamo aprire a Shanghai una sede dedicata a Bellini, mi incalzò, e così è partito tutto.

La mostra di Shen Qibin "+ & -" a Firenze, Museo Privato Bellini (16 febbraio-16 aprile 2018) ha come obiettivo principale far comprendere all'Europa cosa è la Cina.

Miracle: the Bellini Family and the Renaissance

Dopo un anno, lo scorso settembre, 490 opere tra quadri, sculture, arazzi, mobili e maioliche, sono atterrate a Shanghai, dando corpo alla più grande mostra sul Rinascimento mai vista in Oriente: “Miracle”, appunto, con l’eloquente sottotitolo “The Bellini Family and the Renaissance”. Del resto, tutti gli oggetti d’arte, tutt’ora esposti, provengono dalla collezione privata della famiglia Bellini, autentici pezzi della storia di una famiglia e di una città, ricreata in un angolo di seimila metri con i colori, i materiali, le forme e gli odori di quella Firenze dei Medici che solo vedendo si può capire. E amare.

E, in effetti, i dati sull’affluenza hanno dato ragione a Bellini. In pochi mesi la mostra è stata visitata da oltre 300.000 persone e ciò ha favorito la creazione di un flusso virtuoso di turisti, che arrivano a Firenze per vivere l’atmosfera della città che a Shanghai hanno ammirato nella sua ricostruzione e che li incuriosisce tanto, portandoli a viaggiare nel tempo e, grazie a un volo intercontinentale, piuttosto agevolmente anche nello spazio.

Piazza della Signoria è uno dei luoghi simbolo di Firenze.In assoluto una delle piazze più conosciute al mondo, racchiude tesori inestimabili

Dietro e dentro a tutto questo – ci tiene a sottolineare il gallerista fiorentino –  c’è un grande pittore e un grande uomo qual è Shen Qibin, che rappresenta la pittura cinese ed è portavoce di una filosofia particolare e preziosa per l’uomo di oggi.

Un tempo sospeso

Il tempo che mostra Shen Qibin è un tempo sospeso, in cui il flusso degli eventi si può cogliere solo invertendo il senso di marcia, o meglio, interrompendo il proprio passo e fermandosi. È questo uno dei principi su cui si basa la dialettica dei contrapposti, che percorre, come un filo nascosto, la cultura cinese, dalla filosofia taoista all’etica confuciana fino alla società contemporanea, e che l’artista compendia nella formula  “+ & –”, manifesto e titolo, ça va sans dire, della mostra.

Il progetto espositivo si snoda attraverso i quattro concetti-cardine che hanno guidato l’esecuzione delle opere e che Bellini ci illustra molto chiaramente, invitando me e il pubblico a leggere-vedere-interpretare.La mostra di Shen Qibin "+ & -" a Firenze, Museo Privato Bellini (16 febbraio-16 aprile 2018) ha come obiettivo principale far comprendere all'Europa cosa è la Cina.

Shen Qibin parte dalla fase di decostruzione dei classici storici, “stropicciando” fisicamente il tessuto sul quale ha trasposto alcuni dipinti rinascimentali (ora esposti a Shanghai), per poi passare alla fase di foratura del tessuto, con la creazione dei vuoti, e a quella di estrapolazione di una nuova griglia di riferimento, delineata dai vuoti spaziali, ripristinando in questo modo un equilibrio rinnovato e un ordine armonicoDalla lezione della tradizione dell’arte classica, scaturisce quindi la potenza innovatrice della contemporaneità.

La potenza innovatrice della contemporaneità

L’arte può, dunque, riuscire a catturare il tempo dell’uomo? Può l’artista restituire, attraverso le sue creazioni, il senso dell’equilibrio di forze dei vuoti e dei pieni dell’evoluzione umana?

Sono questi gli interrogativi da cui prende avvio il progetto portato avanti a quattro mani da Shen Qibin e Luigi Bellini, domande a cui in parte tenta di dare una risposta l’antologica “+& –” (visitabile fino al 16 Aprile), ma che verranno affrontate in un’ottica pragmatica e inclusiva dalla neonata Fondazione del Collezionismo d’Arte Europea, con doppia sede a Shanghai e a Firenze.

La mostra di Shen Qibin "+ & -" a Firenze, Museo Privato Bellini (16 febbraio-16 aprile 2018) ha come obiettivo principale far comprendere all'Europa cosa è la Cina.

Umanizzare la storia dell’arte e fornire una chiave per annullare le distanze tra l’opera e i suoi fruitori è la mission dichiarata della Fondazione, che nei primi cinque anni di attività si dedicherà all’acquisizione di opere inenarrabili, custodite in collezioni private e cercate dove il mercato dei beni culturali spesso non va, per poi focalizzarsi, nel quinquennio successivo, nella gestione e promozione degli stessi nel mercato dell’arte globale.

Il mio sogno – ha concluso Schen Qibin – è quello di far capire in Cina cosa è l’Europa e in Europa cos’è la Cina” ed è in questo sogno ad occhi aperti sulla Bellezza che noi di TuscanyPeople crediamo e vogliamo investire, dando voce a storie di nuovo Rinascimento che a Firenze trovano una culla pronta ad accoglierne le incognite e le sfide.

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