Cosa vedere a Torrita di Siena, borgo fortificato in Toscana, famoso per la sua bellissima cinta muraria e il Palio dei Somari

Visitare Torrita di Siena, il borgo toscano del Palio dei Somari

Acirca 20 km da Chianciano Terme, su una collina della Valdichiana senese, si eleva, fiera del suo passato, Torrita di Siena, città-fortezza che fu costruita appositamente per fare da baluardo difensivo alla Repubblica di Siena. È da queste parti che nacque il famigerato Ghino di Tacco, brigante gentiluomo che imperversò in queste terre nella seconda metà del Duecento. È sempre qui che, alla fine di marzo, si corre il “Palio dei somari”, quasi una risposta burlesca al più famoso palio senese che tanta animosità crea nei cittadini durante tutto il corso dell’anno.

Torrita di Siena ha conservato così bene il suo aspetto medievale, nelle antiche case, nelle caratteristiche arcate, nei vicoli che svelano a ogni svolta scorci inaspettati, che un alone di storia e leggenda ci avvolge passeggiando per le viuzze silenziose di questo borgo ancora in parte cinto dalle mura del 1100.

Sembra sempre di vederlo, Ghino di Tacco, questo mitico Robin Hood nostrano, sfilare le borse piene d’oro ai ricchi mercanti, o ai pasciuti alti prelati che incautamente si avventuravano per queste terre, pervaso da un senso di giustizia vendicativa più profondo della legge del tempo. Sembra ancora di udire gli echi di antiche battaglie che hanno fatto la storia del luogo.

Panorama di Torrita di Siena, borgo toscano medivale

Storia di Torrita di Siena

Il nome di Torrita di Siena compare per la prima volta in un codice amiatino del 1037. Il castello, soggetto alla sovranità della Repubblica di Siena, nato per la sua difesa, era protetto da una cinta muraria munita di torri quadrate e di quattro porte di accesso: Porta a Pago, Porta Gavina, Porta Nova e Porta a Sole. Nel 1210 Torrita fu elevata a feudo dall’Imperatore Ottone IV e, insieme ai castelli di Ripa, Fratta e Bettolle, fu ceduta alla famiglia Cacciaconti.

Dato che nelle guerre combattute contro Montepulciano e Perugia il castello era considerato un avamposto d’importanza strategica, nel 1260 il feudo di Torrita di Siena partecipò alla battaglia di Montaperti contro i guelfi fiorentini.

Il borgo di Torrita di Siena è anche raffigurato nella “Battaglia della Val di Chiana”, affresco che orna la Sala del Mappamondo nel Palazzo Pubblico di Siena, commissionato dai Gonfalonieri della Repubblica a Lippo Vanni per celebrare la vittoria del 1363.

Torrita, sotto la dominazione medicea, e durante l’occupazione imperiale, seguì le vicende di Siena. Testimonianza ne è lo stemma della famiglia fiorentina sistemato sulla torre del palazzo comunale; questo sostituì lo stemma cittadino del leone rampante con le tre spighe di grano.

Il territorio torritese trasse grande beneficio dalle opere di bonifica della Valdichiana realizzate nel corso del Settecento dall’Architetto Fossombroni su incarico dell’Arciduca Pietro Leopoldo di Lorena, finché, nel 1860, non entrò a far parte del Regno d’Italia.

Sbandieratori in piazza a Torrita di Siena per il Palio dei Somari

Cose vedere a Torrita di Siena

Torrita di Siena, come già accennato, era fortificata da un’alta cinta muraria composta da torri quadrate, di cui è ancora possibile ammirare i resti salendo verso il centro del borgo racchiuso dentro le mura, a cui si accede da quattro porte che sono state ricostruite nel 1528 Gavina, a Pago, a Sole e Nuova.

La più antica, Porta Gavina, a nord, è ancora protetta da un portone in legno del Duecento; è però quella a ovest, Porta a Pago, risalente al XIII secolo, che fa da ingresso alle vie migliori del borgo toscano. Al lato opposto si trova Porta a Sole, che si apre a est, mentre a sud si situa Porta Nova, la più recente, costruita nel XIX secolo.

Le quattro porte conducono tutte nel cuore di Torrita di Siena, Piazza Matteotti, da sempre centro della vita culturale e religiosa del paese. Vi si possono infatti ammirare: il Palazzo Pretorio (oggi sede del Comune) di origine duecentesca, che staglia verso l’alto la sua torre, oggetto nei secoli di numerosi restauri; il Teatro Comunale; la Chiesa delle SS. Flora e Lucilla. Al suo interno si trova la lunetta marmorea del Sangue di Cristo, opera attribuita a Donatello, risalente probabilmente alla prima metà del Quattrocento.

Croce, col suo interessante interno barocco, la chiesa della Santissima Annunziata e quella della Madonna dell’Ulivo, probabilmente la più antica del paese, in cui è conservata un’immagine in terracotta della Vergine ritenuta miracolosa.

Palazzo comunale di Torrita di Siena, borgo

Un borgo toscano vocato al teatro

Accanto al Palazzo Comunale sorge il Teatro Comunale “degli Oscuri”, nato nel XVIII secolo per volontà dell’omonima Accademia che nel 1776 ottenne la sala del Comune per dare alla città un luogo di cultura e rappresentare una commedia all’anno.

Nel 1870 fu inaugurato il teatro a pianta ovale, col palco e i 23 palchetti. Nel XX secolo il teatro è stato chiuso a lungo, mentre oggi ha ripreso l’organizzazione di spettacoli ed eventi; Torrita infatti è una tra le città più attive della provincia di Siena, per quanto riguarda il calendario teatrale.
All’interno è visibile il busto del cantante lirico Giulio Neri, cui Torrita ha dato i natali nel 1909 e di cui è ancora molto vivo il ricordo tra i concittadini.

Sbandieratori in piazza a Torrita di Siena per il Palio dei Somari

Cosa fare a Torrita di Siena

Prodotti locali, enogastronomici e artigianali, sono spesso i protagonisti degli eventi e delle sagre della zona, ma l’evento più importante del borgo è, come abbiamo già accennato, il Palio dei Somari, che si svolge ogni anno alla fine di marzo.

Ciascuna delle 8 contrade del paese è rappresentata da un somaro scelto a sorte. Ogni fantino, a dorso di mulo, è proprio il caso di dirlo, cerca di condurlo verso il traguardo prima degli altri, sebbene i pronostici siano molto difficili da fare vista l’indole imprevedibile di questo genere di animali. Al termine dei 4 giri previsti la gara ha fine, e l’ambito drappellone va alla contrada vincitrice che trionfalmente lo trasporta nella propria sede.

A Montefollonico, frazione di Torrita di Siena, a dicembre si svolge “Lo gradireste un goccio di vin santo?” evento tutto dedicato al vin santo, dove però sono allestiti anche mercatini che vendono altre prelibatezze della zona.

Due fantini durante il Palio dei Somari a Torrita di Siena in Toscana

Prodotti tipici locali di Torrita

Sono molte le botteghe d’arte dove acquistare piccoli capolavori, frutto del patrimonio di sapienza e manualità locale.

Per quanto riguarda il patrimonio enogastronomico, anche questo è di tutto rispetto, con salumi e formaggi che raggiungono vette di assoluta eccellenza.

Da segnalare anche il Sentiero del Vin Santo, itinerario nella natura che attraversa la campagna fino a raggiungere il vicino borgo di Montefollonico. Un percorso per scoprire la tradizione di questo pregiato vino liquoroso simbolo dell’accoglienza toscana.

Dove mangiare: Ristorante 13 Gobbi; Guastini Piccola Trattoria
Dove dormire: Tenuta di Petriolo; Il Convento Bed & Breakfast

Vin Santo e Cantucci è un dessert fiorentino che si può gustare in una delle tante trattorie tipiche di Firenze

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