Piccola raccolta dei 25 detti toscani più popolari, 25 brevi sentenze in cui si racchiude tutta la saggezza della ragion pratica e la consapevolezza derivata dall’esperienza, con quel tocco pungente e satirico che contraddistingue l’animo toscano.

Quale aforisma ti rappresenta meglio? 25 detti toscani in cui riconoscersi o meno

Molti storcono il naso quando qualcuno cita un detto, un proverbio, tecnicamente un aforisma – ossia: “una proposizione che riassume in brevi e sentenziose parole il risultato di precedenti osservazioni o che, più genericamente, afferma una verità, una regola o una massima di vita pratica”, dalla definizione del Treccani – a causa dell’insana idea che non bisognerebbe mai parlare per luoghi comuni se non si vuole passare per stupidi, superficiali o qualunquisti. Ma in realtà se i luoghi sono diventati comuni è perché attraverso i millenni sono stati riscontrati da molti, se non da tutti, e pertanto posseggono una qualità mai sufficientemente apprezzata: la veridicità.

Raccolta di detti toscani: tagliare il ramo dove si è seduti

Con tutta probabilità se ognuno di noi seguisse alla lettera i consigli o le massime aforistiche non commetterebbe una grossa percentuale di errori che invece continua a commettere. Quindi smettiamola di chiamarli luoghi comuni e pensiamo invece a quanta saggezza contengono. Se poi a questo si aggiunge l’innata simpatia che spesso sprigionano per le colorite immagini che evocano, be’, più che scansarli come la peste della banalità sarebbe il caso d’impararli a memoria come la summa della ragion pratica.

Detti toscani, la summa della ragion pratica

Se c’è una cosa, tra le tante, che non manca alla Toscana è il senno, come si diceva un tempo. Nella terra dell’Umanesimo e del Rinascimento, della riscoperta dei Classici e delle antiche civiltà, la logica e la razionalità, anche di livello meno erudito, più popolare, certo non mancano. Eccovi allora una bella carrellata di detti toscani tutti da gustare, nei quali potersi o meno riconoscere tra pregi, difetti, vizi e virtù.

Raccolta di detti toscani

1. Chi dà retta al cervello degli altri, butta via il suo
Questo penso non abbia bisogno di commenti, ma mi pare molto appropriato in un’era in cui tutti parlano e non altrettanti ragionano.

2. C’è chi ha i denti e non ha i’pane, e chi ha i’pane e non ha i denti
Questo proverbio è usato tutte le volte che manca qualcosa di fondamentale. Come ai giovani, il potere e il denaro o, agli attempati con potere e denaro, la gioventù.

3. Meglio invidiati che compatiti
Tra tutti i detti toscani, questo è il cuore della toscanità. Pensate alla famiglia Medici.

4. Chi monta più alto che non deve, cade più basso che non crede
Grande saggezza millenaria della nostra terra.

Raccolta di detti toscani: pensare fuori dal coro

5. L’ha visto più soffitti lei d’un imbianchino
Riferito a donna che si ritiene giacere in molti letti diversi.

6. Peggio è l’invidia dell’amico, che l’insidia del nemico
Fra i detti toscani, senza dubbio uno dei più saggi.

7. È meglio un piatto di buon viso che un pranzo senza amore
Una tavola povera ma rallegrata dalla buona compagnia è meglio che una ricca e ostile.

8. Porta aperta a chi porta, e chi non porta, parta
Benvenuto è chi viene in casa portando qualcosa, altrimenti meglio fuori.

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Detti toscani, saggezza popolare in pillole

Raccolta di detti toscani, saggezza poplare

9. Chi ‘un ha quattrini ‘un abbia voglie
Chi non ha soldi non desideri cose che non si può permettere. Adattissimo ai nostri tempi. No?

10. L’infermo mentre spira sempre spera
Tra i detti toscani è la versione nostrana di: la speranza è sempre l’ultima a morire. In latino: Spes, ultima dea.

11. L’amicizia si deve sdrucire, non istracciare.
L’amicizia va bene che si stropicci, non che si strappi. Bello questo. Per tutti quelli che alle prime difficoltà rompono i rapporti.

12. Guelfo non son, né Ghibellin m’appello: chi mi dà da mangiar, tengo per quello
Versione nostrana di “Francia o Spagna purché se magna“, e dedicato a tutte le banderuole di questo mondo.

Raccolta di detti toscani: l'importante è che si mangia

13. Saltar d’Arno in Bacchiglione
Il Bacchiglione è un fiume nel Veneto: cioè, saltare da una cosa all’altra senza riuscire a concludere nulla.

14. Cambia la musica, ma i sonatori son gli stessi
Chi vive la politica lo sa bene.

15. Meglio un aiuto che cinquanta consigli
Fra i detti toscani, senza dubbio il più concreto

16. Se la mi’ nonna aveva le ruote era un carretto. O anche: Se i’mi nonno aveva cinque palle era un flipper
Per tutti quelli che si appellano alle ipotesi astratte senza attenersi alla realtà.

17. Fiorentini ciechi, senesi matti, pisani traditori, lucchesi signori, maremmani Dio ne scampi i cani
Derivato dalle antiche rivalità tra città toscane.

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Proverbi toscani, piccole perle di verità

Raccolta di detti toscani: Se il mio nonno aveva tre palle era un flipper

18. I’padrone sono io, ma chi comanda è la mi’ moglie
A casa e in famiglia, è la donna al comando.

19. L’ostetrica campa co’ vivi, i’becchino co’ morti, e i’prete con tutt’e due
C’è chi campa sia con la vita che con la morte. Chiara metafora che riguarda chi campa bene in qualsiasi condizione venga a trovarsi.

20. Gli errori dei medici son coperti dalla terra, quelli dei ricchi dai denari
Gli errori di alcuni sono solo più evidenti.

21. Corvi con corvi, non si cavan gli occhi
Quando siamo della stessa specie non ci si fa del male.

Raccolta di detti toscani: i corvi non si cavano gli occhi fra di sè

22. Pane di Prato, vino di Pomino, potta di Siena, cinci fiorentino
Ogni luogo (o persona, nella metafora) ha le sue caratteristiche: evidentemente Siena era ritenuta piena di belle ragazze, mentre Firenze di aitanti giovanotti.

23. Non c’è miglior specchio dell’amico vecchio
Fra i detti toscani forse il più pungente. Parla del fatto che ci si sente subito meglio se l’amico ci sembra stare peggio di noi.

24. È meglio esser capo di lucertola, che coda di dragone
Versione toscana di: “Meglio essere il primo degli ultimi o l’ultimo dei primi?” Qui però la scelta è stata fatta.

25. Due cose sono buone dopo la morte: l’avaro e il maiale
Perché entrambi danno tanto solo quando non sono più in vita.

Raccolta di 25 detti toscani: Pane di Prato, vino di Pomino, potta di Siena, cinci fiorentino

E ora la grande domanda – che riecheggia il titolo – a tutti i nostri lettori: quale fra i detti toscani ti rappresenta di più? Scrivici anche perché.

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