Quali sono le espressioni tipiche fiorentine più comuni? Da dove nascono? Quando si usano? Una breve introduzione al vernacolo fiorentino, così da riuscire ad orientarvi tra “c” aspirate e parole dettemoltovelocequasi (respiro)senzarespirare.

Espressioni tipiche fiorentine: il fiorentino raccontato a chi non è della terra di Dante

Ma quanto sono belli i dialetti?I vernacoli toscani non finiscono mai di stupire e, più che altro, non finiscono mai, fatti, come sono, di mille espressioni diverse che rendono l’idea molto più del normale italiano corrente.

Quando siamo irritati, infastiditi da qualcosa o qualcuno, arrabbiati o anche solo determinati a ottenere un certo risultato o a chiarire una certa situazione, ci esprimiamo in modo più incisivo, marcato, così che non si creino più fraintendimenti o zone grigie in cui il pensiero altrui possa stagnare.

Le espressioni dialettali si usano soprattutto quando si è arrabbiati.

Ed è precisamente questo che fanno le espressioni idiomatiche di qualsiasi lingua o dialetto: rendono l’idea in una maniera così forte e diretta da rimanere impressi a tutti per poi trasformarsi nel parlato di tutti.

Il dialetto fiorentino

Una delle ineguagliabili doti di Dante è la sua stupefacente potenza espressiva, quel riuscire a vestire le parole, le frasi, le allegorie, di immagini, suoni, sapori, odori e colori così vividi da rimanere per sempre impressi nel cuore prima ancora che nella mente. Ora se è vero che Dante è uno dei più grandi geni della letteratura, è anche vero che era fiorentino, e questo qualcosa vorrà pur dire. Perché il luogo di nascita, soprattutto se amato come lui amava Firenze, ha sempre un certo peso nella formazione d’un artista.

Storcete il naso? Non ne siete sicuri? Be’, se leggete le espressioni tipiche fiorentine che seguono, forse potreste realizzare quanto la vitalità di questo dialetto potrebbe aver influito sul sommo poeta.

3 grandi poeti toscani, o meglio rimatori toscani, che con la loro opera hanno segnato la letteratura italiana: Dante, Petrarca e Boccaccio.

Espressioni tipiche fiorentine: Se un tu’sta’ attento ettu ne tocchi!

Iniziamo da una delle espressioni tipiche fiorentine più comuni, una che qualunque bambino a Firenze si è sentito rivolgere prima o poi: “Se un tu’sta’ attento ettu ne tocchi!” (o anche …ettu ne buschi!). Traduzione: “Occhio, che se non stai attento, se non fai le cose per bene, ti picchio”. Il termine “toccare” deriva dallo spagnolo “tocar” e dal francese “toquer”, cioè “toccare” (anche dal latino “tangere”: toccare, e “tac-tus”: tatto).

In questo nostro uso indica proprio il toccare con vigore, il percuotere il corpo altrui. Il termine “buscare” deriva anch’esso dallo spagnolo “buscar” e dal francese “busquer”, cioè “cercare”, poi ha assunto il significato di procacciarsi, trovare, ottenere.

Variante dell’espressione precedente può essere: “Dai e dai, vediamo se alla fine ne rimedi, eh?”, ossia: “Se continui così, vediamo se alla fine non rimedi delle botte”.

Espressioni tipiche fiorentine

Dai, picchia e mena…

E a proposito del “dai” usato in questo significato, di qualcosa che viene reiterata insistentemente fino a provocare una qualche specie di reazione, c’è un’altra fantastica espressione fiorentina tipica che è: “Dai, picchia e mena…” che può essere abbinata con mille derivate, per esempio: “Dai, picchia e mena c’è riuscito a rompere i’giocattolino”; “Dai, picchia e mena ce l’abbiamo fatta”, ecc.. In sostanza è il risultato di uno che insiste tanto su qualcosa fino a farcela, anche se non sempre in senso positivo.

Bada che te lo tiro ni’ groppone!

Tra le espressioni tipiche fiorentine, non possiamo soffermarci su un’altra minaccia, non proprio simpatica, che ti fa capire che è meglio girare alla larga è: “Bada che te lo tiro ni’ groppone!”, traduzione: “Attento che se mi fai arrabbiare ti scaravento addosso (sulla schiena) la prima cosa che mi capita tra le mani”. Il groppone, da groppa o dorso di animale, è, appunto, la schiena.

👉Leggi anche: Ma in Toscana la “c” è sempre aspirata? Sì? No? E perché?

Espressioni tipiche fiorentine

Espressioni tipiche fiorentine: “Arrivare dopo i fochi”

Minacce a parte, esistono anche molte espressioni tipiche fiorentine legate al mondo contadino, come: “Eccolo! L’arria dopo e’ fohi!”. Traduzione: “È arrivato quando tutto è già finito”. Un tempo la fiera del patrono di Firenze, San Giovanni, si concludeva col bestiame che veniva fatto saltare sopra i fuochi accesi, quindi arrivare dopo lo spegnimento dei fuochi significava perdersi tutta la festa. Oggi significa invece arrivare dopo la fine dei fuochi d’artificio, che sempre il 24 giugno si sparano a Firenze per il patrono. Il concetto non cambia: arrivare dopo i fuochi, significa arrivare  a spettacolo finito, ossia troppo tardi.

Per traslazione e metaforicamente, si dice anche nel parlato quando una persona non capisce le cose al volo, non capta l’allusione, non mangia la foglia o casca dalle nuvole. Anche in questo caso vuol dire arrivare tardi, ma alla comprensione. Un esempio? Uno: “Gli faceho l’occhiolino ma unn’intendea”. L’altro: “Sie, bona, quello l’arriha sempre dopo e’ fohi” (traduzione: “Gli facevo l’occhiolino, ma non intendeva”. L’altro: “Vabbè, addio, quello è sempre lento a capire“).

I migliori luoghi da dove vedere i Fochi di San Giovanni a Firenze: dall'Hotel Minerva a Ponte Santa Trinita, dalla Terrazza Brunelleschi all'Easy Living.

E “bona” è anche usato in altre espressioni tipiche fiorentine, sempre quando qualcuno non capisce: “Sì… bona Ugo!”, come dire: “Vabbe’… buonanotte!”. Chi fosse Ugo è difficile dirlo (forse uno che per antonomasia capiva poco, un tontolone), ma è chiaro che non fosse un tipo particolarmente perspicace.

E ruba i’ffumo alle schiacciahe

Mentre il contrario di Ugo il tontolone è una persona che: “E ruba i’ffumo alle schiacciahe” (traduzione: “Ruba il fumo dalle schiacciate“), ossia una persona tanto sveglia (“vispa”, si direbbe a Firenze) da riuscire a impadronirsi del fumo delle focacce appena uscite dal forno. La schiacciata è la focaccia toscana all’olio. Non è di straordinaria potenza quest’espressione tipica fiorentina? Non è dantesca?

👉Leggi anche: 7 modi di dire per essere “uscio e bottega” col vernacolo fiorentino

E un tu troveresti nemmeno l’acqua’n Arno

A uno invece meno sveglio, non proprio come Ugo ma nemmeno come quello che ruba il fumo alle schiacciate, uno che cerca le cose e non le trova mai, disorganizzato, sperduto, a Firenze gli si dice: “E un tu troveresti nemmeno l’acqua’n Arno” (mappa) – (traduzione: “Non troveresti nemmeno l’acqua in Arno”).

Secondo la classifica di Loney Planet: "10 of the world's coolest neighbourhoods", il quartiere più cool del mondo è San Frediano a Firenze.

E questo è nulla. Ci sono moltissime altre espressioni tipiche fiorentine che porteremo alla ribalta nei prossimi articoli. Già a questo punto, però, una domanda: siamo proprio sicuri che la potenza espressiva di Dante sia solo sua? (Wikipedia) Ai voi lettori l’ardua sentenza.

 

📍PER APPROFONDIRE:

👉“Alò”, come nasce l’espressione più tipica del dialetto aretino

👉 Che m’ha ‘hapiho (morino)? In Toscana si parla così

👉 Dé livornese: una parolina piccola piccola per un’infinità di significati

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