Il Consorzio Vino Chianti alla conquista della Russia con gli influencer

L’uva scorre per vie segrete dal tralcio della vigna all’incantesimo del vino.
A volte deve stagionare mesi o anni, ma il suo cammino si compie sempre.
E quando apri una bottiglia senti che lì dentro c’è qualcosa che arriva da molto lontano,
che viene dal sole e dalla profondità della terra.

Fabrizio Caramagna

La campagna di Russia è iniziata. E, a differenza delle precedenti, sarà un successo. Anzi, lo è già. La Toscana sta invadendo la Russia, usando una delle sue armi migliori: il Chianti.

Non ci siamo messi a giocare a Risiko o a Fanta-Geografia, tranquilli. Siamo qui per raccontarvi la svolta social del Consorzio Vino Chianti che rappresenta una delle gemme più preziose del tesoro toscano.

Bicchieri di vino su un tino di legno nel Chianti

Il Rinascimento digitale del Consorzio Vino Chianti

Il Consorzio Vino Chianti è diventato 3.0 e ha deciso di promuoversi attraverso 10 influencer. Sono stati accuratamente scelti 10 profili Instagram – 8 donne e 2 uomini- , seguiti da 1,3 milioni di persone in totale, ma con la capacità di raggiungere con post e stories 3 milioni di persone.
Abbiamo chiesto a Giovanni Busi, Presidente del Vino Chianti al quarto mandato consecutivo, di raccontarci questa svolta nella comunicazione.

Con la pandemia un po’ tutto si è evoluto ed è cambiato, anche il modo di fare comunicazione, di restare in contatto. Preponderante è diventato l’uso dei social per arrivare al consumatore finale. A maggio dovevamo essere presenti con un evento a Mosca e San Pietroburgo, ma a causa della situazione attuale non potevamo partecipare. Il Consorzio ha colto questa sfida con un progetto nuovo e stimolante, coinvolgendo influencer che abbracciano ogni segmento del nostro mercato” ci ha spiegato all’inizio della nostra toscanissima chiacchierata.

Una wine blogger con bicchiere di vino rosso davanti al pc

Com’è strutturata la campagna di influencer marketing?

Un Rinascimento, ancora una volta toscano, nella comunicazione vinicola. Le persone sono state selezionate attraverso strumenti di influencer marketing professionali e l’analisi di diversi elementi, soprattutto qualitativi, a partire dalle caratteristiche della fanbase: quindi con follower soprattutto russi e interessati, per passione o lavoro, al settore food, ma anche alla moda, lifestyle, design, cinema. Altro elemento fondamentale nella selezione è il livello delle performance, quindi i migliori engagement rate. Importante anche la selezione qualitativa, quindi il fattore reputazionale degli influencer, la loro credibilità e la qualità creativa dei contenuti allineata al brand.

Agli influencer è stata mandata una cassa di vino uguale per tutti, senza etichette delle aziende perché noi vogliamo promuovere la denominazione. Sono vini di alto livello. Chianti, Chianti Riserva, Vinsanto del Chianti… “ aggiunge il Presidente facendoci sospirare al pensiero di quella bontà.

Il progetto è già partito, come sta andando? “I primi dati che stanno uscendo in via ufficiosa parlano di un numero di contatti molto superiore alle nostre stime.” spiega soddisfatto Giovanni Busi.

Ragazza utilizza telefono per fare foto a bottiglia di vino

Un consorzio per tutelare e promuovere il vino rosso toscano per eccellenza

Il Consorzio è nato nel 1927 per tutelare il vino Chianti D.O.C.G. e racchiude 3mila aziende che si dividono 15.500 ettari di vigne che producono ogni anno circa 100 milioni di bottiglie di vino. Numero in crescita anche nel 2021: il primo trimestre si è chiuso con vendite in crescita del 4% rispetto allo stesso periodo del 2020, che equivale a circa un milione di bottiglie di vino in più. Gli ettolitri di Chianti immessi sul mercato, dal primo gennaio al 31 marzo, sono stati oltre 186mila rispetto ai quasi 179mila dello scorso anno.

Un risultato migliore anche del 2019, anno pre Covid, quando gli ettolitri di Chianti immessi sul mercato nel primo trimestre si fermarono a 182mila. Il primo trimestre si è chiuso con vendite in crescita del 4% rispetto allo stesso periodo del 2020, che equivale a circa un milione di bottiglie di vino in più.

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Uomo degusta un bicchiere di Chianti in mezzo alle vigne

Il Chianti alla conquista della Russia

La Russia, tuttavia, è un mercato molto rilevante. “La Russia è un paese molto importante, dove i vini italiani sono più venduti rispetto ad altri vini europei, come ad esempio vini spagnoli e francesi. Il Chianti è il portabandiera del vino italiano in Russia. È Il vino italiano per eccellenza, per questo dobbiamo dimostrare che ha una grande storia ed è all’altezza della loro fiducia.” conclude il Presidente.

La campagna di Russia, dunque, prosegue facendo scoprire un nuovo modo per scoprire e gustare la tradizione, creando un mix fra novità e storia. Probabilmente siamo di fronte ad una nuova era, dato che il Consorzio Vino Chianti non esclude la possibilità di usare influencer e social anche in altri mercati.

Perché non è solo il cuore della fredda Russia a battere per il Chianti e la Toscana. Nel 2020, complice il lockdown e la pandemia, è stata la grande distribuzione a tenere alte le vendite. E ci piace immaginarli così gli italiani, in quei momenti di incertezza: cantando ai balconi, scoprendo gli aperitivi social, sognano le riaperture…con un buon bicchiere di Chianti in mano.

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