Virtual wine tour alla scoperta di 5 cantine fuori dal comune per 5 eccellenti degustazioni di vino nel Chianti Classico.

Degustazioni di vino nel Chianti Classico

Delle quasi 400 aziende vitivinicole presenti nel Chianti Classico, ne abbiamo scovate alcune caratterizzate da particolarità molto curiose. Breve viaggio alla scoperta di 5 cantine particolari per eccellenti degustazioni di vino nel Chianti Classico.

Quali sono le zone del Chianti? Qual è la differenza tra Chianti e Chianti Classico? Ecco qui tutto quello che c'è da sapere sul Chianti DOCG

Degustazioni di vino nel Chianti Classico

Il Chianti Classico non ha bisogno di grandi presentazioni: territorio di circa 70 mila ettari, incorniciato dalle città di Firenze e Siena, ospita all’oggi 354 aziende vitivinicole impegnate nella produzione di uno dei vini più celebri al mondo. Ormai la quasi totalità delle strutture vitivinicole offrono la possibilità di degustare le loro etichette, ma come scegliere da quali cantine cominciare?

Oggi proponiamo un criterio sui generis per le nostre degustazioni di vino nel Chianti Classico, ovvero 5 cantine che si distinguono rispetto alle altre per una caratteristica unica ed irripetibile. Incuriositi? Seguiteci in questo virtual wine tour, ce n’è davvero per tutti i gusti.

Degustazione di vino nel Chianti Classico con piatto di prosciutto toscano e mozzarella

San Giorgio a Lapi: a cavallo di due DOCG

Iniziamo il nostro viaggio tra le degustazioni di vino in Chianti Classico con San Giorgio a Lapi, la cui peculiarità ha a che vedere con l’ubicazione.

Tra Chianti Classico e Chianti Colli Senesi

San Giorgio a Lapi dista 6 chilometri da Siena, ma si trova in una posizione davvero privilegiata, estendendosi sul confine tra il Chianti Classico e il Chianti Colli Senesi. In pratica la Tenuta si trova a cavallo di due DOCG, caso più unico che raro.

Il privilegio si traduce anche nella linea di vini che vi vengono prodotti, che include infatti entrambe le etichette. L’Azienda vanta un Chianti Classico annata e Riserva, così come un Chianti Colli Sensi, sempre annata e Riserva. E questa non è una pura e semplice formalità, tutt’altro. Tra una sponda e l’altra della zonazione esiste infatti una notevole variabilità in termini di composizione del terreno. E come sappiamo, le diverse caratteristiche chimiche presenti nel suolo trasferiscono in tutto ciò che vi viene coltivato particolarità ben precise. È anche il caso della vite.

Le bottiglie realizzate da San Giorgio a Lapi sono quindi di nicchia, specchio della grande variabilità nella composizione del terreno che costituisce la Tenuta. Sono tutte bottiglie dalla forte e spiccata personalità: un piacere per i veri intenditori che potranno divertirsi ad individuare differenze e affinità.

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Bottiglia di rosso nell'Azienda San Giorgio a Lapi, ideale per degustazioni nel Chianti Classico

Il Bargino e l’high-tech invisibile

Famiglia di viticoltori da 26 generazioni, gli Antinori sono una potenza indiscussa nel mondo del vino e alcune delle loro aziende sono leggenda. È sicuramente il caso dell’ultima nata, inaugurata nel 2012 a metà strada tra Firenze e Siena. Si tratta di una cantina interamente ipogea e che vuole essere così potentemente simbolo di rispetto per l’ambiente che da fuori risulta…invisibile. ‘Un edificio nato dalla terra’ è come lo hanno definito gli stessi committenti.

Una cattedrale sotterranea per i vini Antinori

Lo si intravede dalla strada solo a uno sguardo più attendo, grazie a due fenditure che solcano la collina. Questa è ammantata da viti tipiche del Chianti Classico, a camuffare la cattedrale del vino sotterranea concepita per pesare il meno possibile come impatto non solo visivo ma anche energetico. Ed è proprio questa la peculiarità che ci ha spinto ha inserire il Bargino nel nostro virtual tour di degustazioni di vino nel Chianti Classico.

Il fatto che la cantina si sviluppi interamente sotto terra garantisce che l’affinamento del vino nelle botti avvenga senza la necessità dell’utilizzo di impianti di raffreddamento e refrigerazione. La temperatura è quella fornita dalla natura stessa, la migliore, quella ‘ambiente’. Doveste trovarvi tra Firenze e Siena non abbiate dubbi e fermatevi non solo a deliziare il palato con i loro numerosi vini in degustazione, ma per visitare una delle opere architettoniche legate al vino più all’avanguardia mai realizzate nel mondo.

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Le cantine Antinori nel Chianti Classico, del Tignanello e del Solaia, si trovano a Bargino in Val di Pesa

Campocorto, la più piccola azienda del Chianti Classico

Piccola è la parola d’ordine qui a Campocorto. Nel cuore del Chianti Classico esiste questo frammento di terra dove un orto, un lago e 500 piante di ulivo fanno da cornice al mezzo ettaro di vigne dedicate alla produzione della DOCG più famosa della Toscana. Piccola anche la produzione di bottiglie che annualmente non supera le 2.500 unità. Ma è cosi che l’azienda assicura la cura di tutti i passaggi che dalla coltivazione delle vite portano in ultima analisi all’imbottigliamento del loro pregiato vino. Questa minuscola realtà a conduzione familiare trasuda passione e amore, attenzione e dedizione: d’obbligo per noi inserirla tra le migliori degustazioni di vino nel Chianti Classico.

Vino e olio di Campocorto

Ogni aspetto della viticultura è seguito personalmente dai proprietari, garantendo risultati eccellenti. La linea di prodotti è contenuta tanto quanto l’estensione dell’azienda: a fianco del Chianti Classico di annata si producono 800 bottiglie l’anno di IGT rosso – un blend di Sangiovese e Merlot – e un olio extra vergine di oliva in tipico stile toscano. Incastonata nelle colline tra Greve in Chianti e Panzano, Marcello e il figlio Marco saranno lieti di condurvi in degustazioni verticali dei loro vini, magari a bordo della loro splendida piscina vista vigne. Se passate, chiedete a Marcello di raccontarvi delle sue velleità pittoriche: chissà che non ne usciate con un vostro ritratto estemporaneo!

Ingresso dell'azienda vitivinicola Campocorto nel Chianti Classico

Lamole, la più alta tra le degustazioni di vino nel Chianti Classico

Lamole, alta frazione del comune di Greve in Chianti, è nella sezione centro-settentrionale del Chianti Classico. La cantina della quale vogliamo parlarvi prende il suo nome dal paese stesso: Lamole di Lamole, un gioco di parole difficile da dimenticare. La sua particolarità è presto svelata: le vigne più alte dell’azienda superano i 650 metri sul livello del mare, un limite per il Sangiovese in questa regione.

Lamole di Lamole Chianti Classico tra i Vini d’Italia 2021

Chianti Classico annata in due interpretazioni diverse, e poi Chianti Classico Riserva e Gran Selezione sono le etichette della tradizione prodotte da Lamole di Lamole. In tutte si percepiscono la freschezza e la varietà di profumi che solo l’altitudine può conferire. I Chianti Classico di Lamole si sono fatti distinguere proprio per la loro eleganza tanto da essere stati citati in Vini d’Italia 2021.

Si tratta inoltre di vini ben bilanciati, fini, proprio grazie al peculiare microclima che distingue questo poggio. Collinetta che domina la valle sottostante, regala brezze inaspettate e panorami mozzafiato sulla conca di Firenze. Ciliegina sulla torta un’altra rarità: l’età media delle vigne è di circa 30 anni, ma alcune, quelle del vigneto Il Prato, raggiungo i 74 anni, un record! Insomma una cantina tutta da scoprire e assolutamente da inserire tra le 5 migliori degustazioni di vino nel Chianti Classico.

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Bicchiere di vino rosso con bottiglia di Lamole di Lamole Chianti Classico

Il fantasma del Castello di Brolio

Tutt’oggi proprietà della famiglia Ricasoli, l’Azienda vitivinicola si trova a Gaiole in Chianti e la sua celebre produzione di vini procede indisturbata tra miti e leggende. Si narra infatti si tratti di un luogo abitato dal fantasma di colui che fu soprannominato ‘Barone di Ferro’. Ci stiamo riferendo al famoso Bettino Ricasoli, una delle figure storiche più importanti del XIX secolo.

Chi era Bettino Ricasoli

Inventò infatti la prima formula del vino Chianti Classico, fondò il quotidiano ‘La Nazione’ e fu presidente del Consiglio del Neonato Regno d’ Italia, nel 1861.

Il fantasma del Barone di Ferro

Ebbene, la leggenda narra che il suo spirito tutt’ora si aggiri tetro tra le mura del castello, cavalcando il suo fedele destriero, inquietando gli animi dei paesani. Eventi a dir poco sinistri caratterizzano la scomparsa del Barone sin dal suo funerale. La consacrazione del mito del fantasma più famoso del Chianti Classico arriva però nel 1965: Renato Polese, giornalista del Corriere della Sera, passò una notte nel castello proprio per scrivere sul fantasma di Bettino Ricasoli. L’inviato raccontò che effettivamente riuscì a incontrare lo spirito prima dello scoccare della mezzanotte.

Il Castello offre la possibilità di degustare in loco le molteplici etichette prodotte dall’azienda e se siete amanti di misteri e folklore, questa cantina è senza dubbio quella giusta per voi.

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E tu, caro lettore, cara lettrice, da quale di queste particolari degustazioni di vino nel Chianti Classico vorresti cominciare il tuo wine tour? Faccelo sapere lasciando un commento sotto l’articolo su Facebook o su Instagram.

Alla prossima degustazione!

 

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