Siamo andati a trovare Lorenzo Ginanneschi, in arte Giniski, il moderno liutaio di Firenze di tante star italiane, premio Salvatore Ferragamo per l’artigianato artistico d’eccellenza nel 2010.

Nell’immaginario collettivo un liutaio riporta subito alla mente la musica classica, ma anche il pop, il rock, il metal hanno il loro silenzioso e nascosto liutaio che lavora per loro. “Del resto” mi spiega Lorenzo “il liuto non era altro che l’antesignano della chitarra”. Giniski è un laboratorio di liuteria professionale dal 1989 che si occupa principalmente di tutte le esigenze dei chitarristi e dei bassisti, dalla costruzione, riparazione e modifica di chitarre e bassi, agli amplificatori, casse, cablaggi e chi più ne ha più ne metta. Perché, come nella tipica tradizione della bottega artigiana fiorentina, se cerchi qualcosa e non esiste, Giniski te la inventa!

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Ma conosciamo meglio Lorenzo, in arte Giniski liutaio moderno, e fondatore nel 2000 di Dragoon, il famoso marchio di casse da chitarra e basso.

Un lavoro particolarissimo, tante innovazioni tecniche e strumentali portate a termine ed altre in divenire, un ruolo importante nella presidenza del CNA di Firenze, Confederazione Nazionale Artigianato Piccola e Media Impresa, ma quante ne fai? Partiamo con ordine, raccontami come hai iniziato questo lavoro.

Il lavoro è nato dalla passione e da una certa cultura musicale che ho sempre respirato in famiglia, dove è sempre stato dato grande spazio ed importanza allo studio della musica. Siamo quattro fratelli e tutti abbiamo sempre studiato, fin da piccoli, almeno uno strumento. Io ho iniziato con il pianoforte, poi il violino e da ragazzino ho scoperto e scelto definitivamente la chitarra. Ho studiato, suonato in gruppi, fatto concerti, ma nel frattempo è venuta fuori anche la mia vena da “McGyver”, come dicono i miei amici. Vale a dire la mia passione per smontare, modificare e risolvere i problemi. Così, aggeggiando la mia chitarra, ho iniziato a quindici anni a fare cose, diciamo, interessanti. 

Giniski liutaio fiorentino produce strumenti musicali per i maggiori artisti nazionali ed internazionali

Da lì la stessa modifica l’hanno voluta i fratelli, poi gli amici, gli amici degli amici e mi è nato il lavoro fra le mani. Ho poi frequentato per alcuni anni la facoltà di ingegneria elettronica, che mi ha aiutato molto occupandomi fondamentalmente di strumenti elettrici. Poi ho dovuto scegliere, università o lavoro, non mi potevo più permettere di fare lo studente lavoratore, iniziavo a lavorare già per i primi professionisti, Raf, Irene Grandi, ed ho scelto la mia attività. Ho aperto la Giniski con mio fratello Alessandro.

Pensi che essere nato come musicista e poi diventato liutaio ti abbia dato una marcia in più?

Sinceramente si, anzi non capisco come si possa fare questo lavoro senza saper suonare lo strumento su cui lavori. Quando il musicista mi parla, mi spiega un problema o esprime un desiderio, come minimo è una cosa che io ho già vissuto o desiderato come musicista, so di cosa si sta parlando nel duplice ruolo di musicista ed addetto ai lavori.

Parlavamo di approccio al lavoro nella tipica tradizione della bottega artigiana, cosa vuol dire concretamente per te?

Vuol dire che quasi tutti i giorni ho un problema nuovo da affrontare, perché notoriamente i musicisti sono “aggeggioni, trafficoni” quindi, oltre le cose di routine ci sono da risolvere anche i disastri del liutaio fai da te. Il mio approccio al problema/lavoro si basa sulla teoria degli studi fatti e l’esperienza ormai quasi trentennale, ma soprattutto si basa sull’analisi del problema. Prima di toccare lo strumento ed iniziare a lavorarci ho già deciso come procedere, vedo il lavoro finito prima di cominciare, non vado per tentativi, il 90% del lavoro lo faccio prima di iniziare e, ti assicuro, c’è un enorme differenza nel risultato, perché i tentativi andati male lasciano tracce!

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I tuoi clienti sono principalmente italiani, professionisti e amatoriali, vedo nel tuo curriculum tanti nomi noti da Eros a Nannini, da Pausini a Vasco, ma mi incuriosisce quest’ultima esperienza americana, sei andato al NAMM di Los Angeles, la più importante mostra del settore a livello mondiale. Mi racconti qualcosa?

E’ stata una grande esperienza, faticosa, entusiasmante, un altro mondo in tutti i sensi, tanto interesse, calore e curiosità mentre in Italia le novità fanno sempre molta fatica a farsi accettare e noi, nel bene e nel male, siamo sempre stati innovativi, per cui l’America per noi è stata davvero una boccata d’ossigeno. Una delle cose più importanti che sono avvenute a Los Angeles è l’accordo con Amazon che nelle prossime settimane distribuirà tutti i nostri prodotti Dragoon negli Stati Uniti, in più sto finendo di perfezionare nuovi prodotti, oltre le casse da basso anche una nuova linea da chitarra. La Dragoon, cioè tutte le versioni delle nostre casse da basso e chitarra ci stanno dando grandi soddisfazioni.

Ginisky liutaio fiorentino ha partecipato all'edizione 2014 del NAMM di Los Angeles

L’ultima domanda, raccontami della tua esperienza e del tuo ruolo nel CNA di Firenze, in pratica ti dai da fare anche per tutti gli artigiani a voi consociati.

Ci provo, ci proviamo, sono tempi difficili per tutti, ma se facciamo squadra potremo dare inizio ad una ripresa che ci vedrà più forti di prima. Ho cominciato qualche anno fa come Presidente dei Giovani Imprenditori di Firenze e oggi, dopo un profondo riassetto interno, faccio parte dell’ufficio di Presidenza Provinciale occupandomi dell’area educational, formazione, centro studi e innovazione.

Informazioni sull'autore

Valentina Alisi
Editor, Blogger & Ambassador of Tuscany

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