Un’intervista immaginaria con la celebre astrofisica toscana Margherita Hack, una chiacchierata (ricostruita tramite dichiarazioni della scienziata) su alcuni dei temi a lei più cari

Margherita Hack: la “signora delle stelle”

Di cosa parliamo in questa intervista immaginaria a Margherita Hack:

  • Apparenza e sostanza, due facce della stessa medaglia
  • A cosa penso quando guardo il cielo
  • Sono parte di una stupenda, variegata, immensa collettività
  • Cosa penso della vita extraterrestre

Oggi è famoso il film “Don’t look up” (che tradotto significa “Non alzare lo sguardo”), ecco se avessi dato ascolto a questo, la mia vita sarebbe stata persa! Sono la prima donna in Italia a dirigere un osservatorio astronomico (quello di Trieste, che è diventato sotto la mia guida un centro d’eccellenza internazionale), sono un’astrofisica, una persona libera, attivista dei diritti civili e degli animali.

Margherita Hack, toscana doc, donna di scienza e astrofisica

Apparenza e sostanza, due facce della stessa medaglia

Una mia amica ama ripetere a chi non mi conosce: “Hai mai visto una foto di Margherita Hack in cui non sorrida? Io no, perché non esiste”. Il motivo principale è che ho sempre fatto quello che mi piaceva: mi iscrissi a lettere, ma una sola ora di lezione mi bastò per capire che non faceva per me. Ho studiato fisica all’Università di Firenze, e nel 1945 mi sono laureata in spettroscopia delle stelle, campo di studi interno all’astronomia che mi ha profondamente affascinato e che non ho mai abbandonato. Oggi le chiamano STEM (acronimo che sta per Science, Technology, Engineering and Mathematics), di fatto sono le discipline scientifiche e tecnologiche di cui la fisica fa parte.

Di foto ne ho a migliaia: mie tra le amate stelle, mie tra i miei gatti, con i miei amici scienziati dell’ESA e della NASA. Ecco, anche loro comunque sanno che le mie preferite rimangono quelle con i gatti! [Ride]. Ho un debole per gli animali, lo sanno tutti. Al di là del fatto che non li mangio, è perché li tratto come altri mammiferi come sono io, e loro ricambiano. Su questo ci intendiamo, e a me piace andare d’accordo con chi ho intorno.

Per approfondire: Sabina Nuti, rettrice Sant’Anna di Pisa

Margherita Hack con uno dei suoi gatti

A cosa penso quando guardo il cielo

Sono atea, e la spiritualità per me sta nella capacità di amare e comprendere gli altri. Lo sa bene mio marito Aldo, ci siamo conosciuti da bambini e siamo stati sempre insieme. Ci piace pensare che le stelle ci abbiano fatto incontrare, e abbiano sempre accompagnato le nostre scelte importanti, come quella di non avere figli: non eravamo portati, non era il nostro destino. Lo dico senza malinconia e con convinzione, a volte aiuto altre donne a completare questo ragionamento, perché in una cultura patriarcale come la nostra capita che la pretesa di fare figli assopisca i talenti.

Ho sempre amato “alzare l’asticella”, così si dice quando ti dai delle sfide: ho iniziato con il salto in alto, e ho continuato tutta la vita. Anche quando alla facoltà di fisica io e una mia amica di liceo eravamo le uniche ragazze del gruppo, forte dell’incoraggiamento dei miei genitori che ripetevano: “Fai quello per cui ti senti più portata”.

Mi riesce facile spiegare concetti complessi con immagini e metafore, e certo la parlata fiorentinada buona bischera” mi aiuta a tenere alta l’attenzione del pubblico! Ridono, ma intanto capiscono tutto. E io sono contenta.

Margherita Hack al Festival della Scienza

Sono parte di una stupenda, variegata, immensa collettività

Ho scritto molto da scienziata, ho pubblicato i miei lavori in tutto il mondo, ma sono anche impegnata politicamente ed è una soddisfazione altrettanto appagante, anche se quando ho avuto la possibilità di praticarla attivamente ho scelto di tornare alla mia astronomia. Dare voce a chi non ne ha, o non ha una visibilità sufficiente, per me è importantissimo.

Non riesco a non curarmi delle ingiustizie, e da più parti il mio pensiero è considerato libero e anticonformista, in questo mi sento vicina a Emma Bonino compagna di tante battaglie. Oltre a essere un’animalista, lotto per il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali, per il diritto all’eutanasia e al riconoscimento del testamento biologico. In particolare, su questo tema della bioetica sono una convinta divulgatrice dei principi di coscienza che permettono a chiunque di avere una visione laica della vita, ovvero rispettosa del prossimo, della sua individualità e della sua libertà.

Per approfondire: Paolo Nicolai: l’inquinamento si trasforma in arte

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Cosa penso della vita extraterrestre

“Nella nostra galassia ci sono 400 miliardi di stelle. E pensare di essere unici è molto improbabile”. A seconda del contesto, amo aprire o chiudere i miei incontri pubblici così, con un po’ di mistero. Io credo che esistano altre forme di vita nell’universo, ma per problemi legati alla lontananza forse non saremo così fortunati da stabilire un contatto. Nel frattempo, tengo gli occhi sul cielo, chissà!

Sono Margherita Hack, e ho fatto della mia vita esattamente ciò che volevo.

Firenze 12 giugno 1922 – Trieste 29 giugno 2013

📍 PER APPROFONDIRE:

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Fonti: Cineca, Enciclopedia delle donne, Freeda, Treccani, Wikipedia

Foto di copertina e interna: Cirone-Musi, Festival della Scienza, CC BY-SA 2.0

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