Mario Boni è un campione, un campione di basket che ha fatto storia. Dagli anni novanta ad oggi, in Italia e all’estero, da allora ad oggi, nonostante abbia cessato la carriera di player, era e resta un campione, nel campo e nella vita. Se cercate il suo nome, Google vi darà 652.000 risultati! … oggi saranno 653!

Mario Boni: un campione di basket, nel campo e nella vita!

Conosco Mario Boni da più di un decennio (più di due in realtà!), ma non sono mai stata una tifosa di basket, nemmeno quando il Montecatini era una delle squadre più forti in Italia e i miei amici andavano tutti al palazzetto, nemmeno quando era in A1 e disputava derby da cardiopalma con le vicine Pistoia e Livorno, acerrime nemiche ma grandi compagne di viaggio, nemmeno quando Mario fu capocannoniere del campionato 92-93 … però credevo nella sua integrità e fui dalla sua quando nel 1994 risultò positivo all’antidoping a causa di un ricostituente iniettato ingenuamente dal proprio medico curante e per il quale venne squalificato dalla Federazione Italiana Pallacanestro per due anni !

Allora scrisse un libro a quattro mani, con l’amico Fabrizio Brancoli, per dichiarare la sua innocenza Tornerò più forte di prima ” Io non sono la quercia che un fulmine può abbattere, un uragano sradicare. Io sono come la gramigna: quella, anche se bruci il campo, rinasce. Più forte di prima

Oggi mi emoziono e sorrido contenta, scrivendo di lui.
Lo riascolto e Mario Boni ha un ritmo serrato e incalzante che unito all’erre moscia a fatica riesco a stargli dietro! E’ elettrizzante, una forza della natura, una carica contagiosa stupefacente! Una bomba! Un bomber!

Mario Boni è uno dei pochi giocatori di basket ad aver superato 10.000 punti nei campionati professionistici e il terzo nella storia del basket italiano ad andare oltre quota 11.000!

Mario Boni è un campione di basket che ha fatto storia. Dagli anni '90 ad oggi era e resta un campione, nello sport e nella vita.

Ma arriviamo ad oggi … Mario raccontami cosa stai facendo adesso?

Mario Boni: “Sono Vicepresidente dell’Associazione Italiana Giocatori di Pallacanestro (GIBA).
L’associazione si occupa della tutela dei giocatori, dalla serie A1 fino ai dilettanti.
Una delle attività che svolgiamo è un corso post-carriera per gli atleti, per inserirsi nel mondo del lavoro quando non giocheranno più con il supporto di una psicologa per dare loro un indirizzo professionale, a seconda delle proprie attitudini.

Mi occupo di fare formazione. Abbiamo un progetto che si chiama Doppia Carriera per quando un giocatore finisce di giocare perchè i giocatori si trovano ad essere vecchi per lo sport ma giovani per la vita.
Mi sto occupando dell’ organizzazione dei Campionati del Mondo 2017 Master che terremo a Montecatini, Tuscany Fimba 2017.
Portarli qui stata un’altra grande sfida che ho vinto!
Sono convinto che Montecatini abbia le possibilità per accogliere così tanta gente. Ho trovato grande risposta e supporto da parte dell’amministrazione comunale, dell’ ex Assessore allo Sport Stefano Pucci, di Alessandra De Paola e delle associazioni degli albergatori e dei commercianti. Ci sarà molto lavoro da fare, organizzare i trasporti, le trasferte, gli alloggi … ci sarà molto lavoro per tutti.

Questa attenzione per il post-carriera nasce dall’aver sentito sulla tua stessa pelle questa problematica?

Mario Boni: “… io ho avuto la fortuna di trovare nuovi sbocchi. Grazie alla mia curiosità, al fatto di mettermi sempre in gioco, di cercare nuove opportunità e sfide personali, ho avuto la possibilità di lavorare con Sky e Sky News 24. Venni chiamato per commentare l’ Eurolega e poi restai 7 anni, come commentatore delle partite del Campionato Italiano di Basket.

Avere una carriera molto longeva mi ha fatto gestire più serenamente quel periodo critico che solitamente i giocatori attraversano verso i 32, 33 anni quando smettono di giocare. L’importante è non star fermi, muoversi sempre, chi sta fermo è morto. Bisogna essere sempre positivi, col sorriso sulle labbra, cercando in ogni accadimento il lato positivo.

Mario Boni è un campione di basket che ha fatto storia. Dagli anni '90 ad oggi era e resta un campione, nello sport e nella vita.

E ora torniamo indietro, raccontaci di Mario Boni agli esordi

Mario Boni: “Sono nato a Codogno… Codogno è il centro della pianura padana dove c’è solo la nebbia (“… Solo la nebbia, avete solo la nebbia…!” diciamo insieme ridendo!)

… la nebbia e le zanzare, dice scherzando, è un posto ricco di aziende agricole, dove viene prodotto il latte … ma dove difficilmente ci si trasferisce e da dove io me ne sono andato… lì comunque ho ancora tanti amici d’infanzia.

Sono un agonista clamoroso, mi ha sempre distinto la competitività, ma fin da piccolo ho sempre avuto la serenità di poter fallire. Ho sempre dato il meglio sotto pressione e questo mi ha permesso di essere il giocatore che sono.
Ricordo sempre un episodio in terza media, partecipando ai giochi della gioventù, nella corsa campestre, eravamo alla partenza… e dentro di me era tutto chiaro. Ero lucido di fronte alla sfida.

Tutti partirono correndo come razzi. A quell’età è facile essere trasportati dalla voglia di strafare subito e invece dentro di me mi dicevo STAI CALMO, LA CORSA E’ LUNGA. Avevo già la capacità di reagire alla pressione e alla gente che incitava isolandomi, restando concentrato, senza la paura di perdere.

Mario Boni è un campione di basket che ha fatto storia. Dagli anni '90 ad oggi era e resta un campione, nello sport e nella vita.

Come sei arrivato quel giorno?

Mario Boni: “Aspetta…” mi dice e continua… “gli ultimi 500 metri vedevo che gli altri davanti a me erano sempre meno. Ero stanco, sfinito e sentivo che ero arrivato alla fine della mia energia e non ne potevo più, ma dentro di me mi dicevo : “Piuttosto di mollare, muoio”!
Era proprio una decisione e mi sembrò come se in quel momento vivessi una fiaba dove io ero il supereroe che doveva vincere per forza e vinsi!

Grande! Un’apoteosi! (la sua carica è contagiosa!)

Mario Boni: “Sì, un’apoteosi! Ho sempre avuto una competitività straordinaria, sono sempre stato un agonista, anche in ogni allenamento dovevo sempre dimostrare di essere il migliore e di non scendere mai a compromessi, perchè quando prendevi Mario Boni, prendevi una mentalità, una filosofia di gioco.
Ho perso la nazionale per questo mio modo di essere e questo mio carattere intransigente.

Al di là di Montecatini che è stata una storia meravigliosa durata nove anni, io ho cambiato spesso squadra. I maligni dicono che nessuno mi sopportava più di 2 anni e forse è vero, ma io avevo bisogno di nuovi stimoli, di nuove sfide, nuovi obiettivi e nuove città. Ho fatto 33 traslochi e ogni volta che ho cambiato casa, ho camminato in una nuova strada e ho sentito una lingua che non conoscevo, è stato un brivido, adrenalina pura e senza adrenalina non vai da nessuna parte!

Ho accettato la sfida di giocare a Monsummano con ragazzi di 25 anni che potevano essere figli miei, nonostante per me fosse ovviamente molto difficile… ma mi davano la gioia e l’energia vitale per sentirmi giovane. Secondo me l’età è uno stato d’animo, non conta più di tanto, l’importante è mettere passione nelle cose che si fanno.

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Mario Boni è un campione di basket che ha fatto storia. Dagli anni '90 ad oggi era e resta un campione, nello sport e nella vita.

Mario ora hai lasciato la squadra di Monsummano

Mario Boni: “Sì, ho smesso di giocare. Questa volta dovrebbe essere quella definitiva. Smettere, comunque, è una grossa parola. Io giocherò sempre a basket, con gli amici, in qualche campetto di periferia.
L’amore per questo sport è troppo forte perché una semplice questione anagrafica mi faccia allontanare da lui.

 

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